Gaza è al centro della guerra. Ecco come la generosità dei cittadini sta abbattendo l’effetto spettatore.

Il paese, parte della Palestina, è stato bombardato da Israele. Uno dei luoghi epicentro dell’attacco è stato il mercato della frutta e verdura di Jabalya, provocando la morte di oltre 50 persone.
Gaza si tinge di nero
Gaza, riconosciuto anche dall’ONU come parte dello stato della Palestina a partire dal 2012, è stata bombardata da Israele provocando almeno 50 morti. La striscia, caratterizzata e conosciuta principalmente per il mercato della frutta e verdura di Jabalya, è ormai in preda al panico. La possibilità di un attacco era concreta, ma nessuno si sarebbe aspettato un attacco proprio all’interno del mercato, intriso di persone per via dei due giorni precedenti caratterizzati dalla guerra. Storicamente a Gaza era associato il colore verde, proprio per via del mercato della frutta. Dopo l’attacco, invece, il colore che caratterizza la striscia è il nero, per via del fumo delle bombe e dei cadaveri carbonizzati dispersi nel territorio. I corpi visibili delle vittime sono stati recuperati da alcuni volontari, mentre i sopravvissuti sono stati classificati dalle autorità sanitarie in due categorie: i feriti meno gravi, curati all’interno di abitazioni private, e i feriti gravi, portati all’interno degli ospedali o, addirittura, fuori stesi su lettini in attesa di essere ammessi al pronto soccorso. Dopo l’ultimo attacco, ad oggi il posto più “sicuro” sembra l’ospedale al-Shifa di Gaza City, nella convinzione e nella speranza che non venga bombardato.

La strage ha unito il paese
Oltre al bombardamento, a fare notizia sono i cittadini. Questi ultimi, infatti, si sono resi protagonisti di gesti di altruismo e solidarietà non comuni considerando il periodo di terrore appena passato. “In guerra si salvi chi può“: questa frase è quella che più di tutte incarna la paura di perdere tutto. Proprio per questo non sarebbe stato anomalo assistere al fenomeno dell’effetto spettatore, ovvero un fenomeno della psicologia sociale che si riferisce a casi in cui gli individui non offrono alcun aiuto a una persona in difficoltà, in una situazione d’emergenza, quando sono presenti anche altre persone. La storia di Gaza è differente. Qui è prevalsa la generosità e l’altruismo: infatti, secondo alcuni testimoni, sarebbero stati proprio i cittadini che, in attesa delle ambulanze, avrebbero prelevato i superstiti dalle macerie, per poi trasferirli all’interno di abitazioni private o rifugi temporanei. Inoltre si può aggiungere anche l’appoggio dei cittadini, dettata dalla solidarietà, alla richiesta del ministro della sanità di offrirsi volontari a chiunque abbia conoscenze mediche, vista anche la grave situazione sanitaria, peggiorata dopo l’arrivo di oltre 20 mila sfollati provenienti dalla vicina località di Beit Hanun, al confine con Israele.
Sostegno reciproco
La situazione di Gaza, cosi come quella dell’intera Palestina, è critica ed è destinata, con ogni possibilità, a peggiorare nei prossimi giorni. L’unica nota positiva di questa disastrosa situazione resta la coesione dei cittadini nei momento del bisogno. Come già detto, in un momento di terrore come quello che sta subendo Gaza, farsi prendere dal panico e pensare solo alla propria pelle sarebbe la cosa più logica e naturale. Ciononostante, i cittadini dello stato cosi come quelli di tutti i paesi sotto attacco, ci stanno dando un importante lezione di umanità: loro, infatti, ci dimostrano come l’aiuto e il sostegno reciproco possano essere la chiave per superare anche momenti cosi difficili