Le spugne risultano essere animali estremamente primitivi che, tuttavia, hanno un ruolo di vitale importanza nei nostri mari e oceani.
“Spongebob” è una serie animata per bambini andata in onda per la prima volta nel 1999 ed è stata ideata da un biologo marino. Nella serie infatti vengono riportate le vicende del protagonista, Spongebob, ovvero una spugna di mare. Le spugne, negli ecosistemi marini, svolgono importanti funzioni mantenendo le acque pulite e ospitando all’interno dei loro pori numerosissimi organismi. Proprio per questo motivo, è estremamente importante proteggerle e studiarle.
GENERALITA’ SUI PORIFERI
Le spugne (poriferi) sono organismi animali che conducono la propria vita associati ai fondali. Allo stato attuale, si riconoscono all’incirca 8000 specie che risultano essere estremamente diverse fra loro a livello morfologico, con dimensioni variabili tra i 2mm e i 2m. Tra i tratti distintivi dei poriferi, si riscontra la mancanza di tessuti veri e propri: questo significa che le cellule che sono presenti si definiscono come mobili e slegate, dotate inoltre di un’elevata capacità di differenziamento o trasformazione o, ancora, possono non presente una forma specifica. Inoltre, i poriferi non presentano alcun tipo di simmetria e, informa adulta, conducono una vita sessile alimentandosi attraverso un meccanismo di filtrazione. Questo tipo di alimentazione è possibile data la presenza di un sistema di canali e di pori che, in seguito al passaggio dell’acqua, consentono di trattenere le particelle presenti. I poriferi possono inoltre essere dotati di strutture rigide, come delle sorte di spine, che prendono il nome di spicole: queste possono essere di natura silicea, calcarea o spongina
MORFOLOGIA E STRUTTURA
Dato che le spugne mancano di veri e propri tessuti, l’organizzazione che presentano è data da un doppio strato di cellule di cui il più esterno prende il nome di ectoderma e svolge un ruolo di protezione. In questo strato si riscontra la presenza di pori che consentono l’ingresso dell’acqua, oltre alla presenza di spicole. Lo strato interno di cellule prende invece il nome di endoderma, dove sono dislocate delle cellule che consentono la respirazione ma anche l’assorbimento delle sostanze nutritive. Tra ectoderma ed endoderma si ha la presenza di una sostanza che prende il nome di mesolio e che presenta una consistenza gelatinosa. È inoltre presente un sistema che consente di variare il rendimento di filtrazione: questo prende il nome di sistema acquifero e aumenta la propria complessità man mano che la spugna aumenta le sue dimensioni. Le spugne, a questo punto, hanno prevalentemente tre tipi di morfologia del sistema acquifero, ovvero ascon, sycon o leucon. Le spugne di tipo ascon risultano essere le più semplici e sono dotate di pori e di un solo osculo all’apice. L’acqua, pertanto, una volta immessa all’interno della spugna, fuoriesce dall’osculo. Le spugne di tipo sycon presentano un corpo che risulta essere piegato in modo tale da costruire un complesso labirinto di canali che vanno ad aumentare notevolmente la superficie filtrante. Le spugne di tipo leucon sono le più frequenti e, in questo caso, il sistema acquifero risulta essere estremamente complesso e, pertanto, si riscontra la massima efficienza di filtrazione grazie alla presenza di numerosissimi pori e canali.
SPUGNE NEL MEDITERRANEO
Tra le specie di spugne protette dalla Convenzione di Barcellona si possono distinguere Hyppospongia communis e Spongia officinalis, entrambe specie listate in quanto minacciate dal commercio, dato che vengono pescate e vendute. Si può inoltre distinguere Axinella polypoides che presenta la caratteristica di ramificarsi fino a raggiungere altezze di circa 60 cm. Questo tipo di spugna risulta essere listata in quanto in seguito a traumi che possono danneggiare le ramificazioni, l’intera spugna va progressivamente incontro alla morte. Un tipo molto curioso di spugna localizzata nelle caverne, risulta essere l’Asbestopluma hypogea: si tratta infatti di una spugna di piccolissime dimensioni che, tuttavia, risulta essere attivamente predatrice e carnivora. In linea generale tutte le spugne sono organismi estremamente delicati e sensibili che tuttavia svolgono ruoli estremamente importanti all’interno dell’ambiente marino, come ad esempio filtrare l’acqua e mantenerla quindi pulita e, ancora, ospitano un’elevatissima biodiversità al loro interno in quanto dotate di pori. Inoltre, in caso di avvistamenti in mare, è assolutamente sconsigliato toccarle per due semplici ragioni: come già detto risultano essere fragili e, in secondo luogo, essendo organismi sessili che quindi non possono scappare dai predatori, sono frequentemente in grado di produrre sostanze tossiche.