Quali sono le origini del carnevale: feste in piazza, sovvertimento sociale e maschere colorate

Manca poco al carnevale, festa oggi rivisitata e vissuta in tanti modi, ma quali sono le sue origini?

Maschere Maschera Di Venezia - Foto gratis su Pixabay

Colori, abiti stravaganti, coriandoli e maschere. In una parola: carnevale. Amato dai bambini, ma anche dagli adulti, il carnevale è una delle feste più attese, quella che permette di essere qualcun altro per un giorno, e per quanto sia considerato un rito contemporaneo, affonda le sue radici in un periodo remoto.

 

Quali sono le origini del carnevale?

In un articolo di Focus.it il carnevale viene apostrofato come “la festa più pazza dell’anno” ed effettivamente, non potrebbe forse essere definita in maniera differente. Il tumulto di colori, allegria ed espressione tocca l’apice durante il suo festeggiamento ed è un piacere sia per i più piccoli che per i più grandi. Come tutte le cose però, anche il carnevale ha una storia, che risale, addirittura a prima del cristianesimo.

Probabilmente, all’inizio, si trattava di “mascherate” che venivano fatte coincidere con i primi mesi dell’anno, motivo per cui rimane una festa così alta nel nostro calendario. Il problema però, arriva quando la Chiesa comincia con le sue prime condanne. Travestirsi non era visto di buon’occhio, per un motivo molto semplice: secondo la concezione cristiana l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Deformare quell’immagine equivale ad allontanarsi dal disegno proposto e, di conseguenza, non rendere accettabile tale pratica. Non solo il travestimento, ma anche certi gradi di distorsione del corpo erano visti alla stessa maniera. Il carnevale, quindi, non era accettato dalla Chiesa e dal cristianesimo.

Carnevale Maschere Venezia - Foto gratis su Pixabay

La festa che più riporta tratti precristiani

Il cristianesimo, in generale, prevede una certa compostezza, tratto che deve essere visibile – per esempio – negli uomini di chiesa o in chi è interno a questi ambiti. E’ chiaro allora che il carnevale non sia assolutamente una festa di origine cristiana, eppure, nonostante tutte le condanne e tutti i moniti, continua a perdurare. Rintracciare l’esatta ragione non è forse l’atteggiamento da mantenere, ma ciò può sicuramente essere uno spunto di riflessione sulla pervasività di tale rito e sul coinvolgimento che ne è derivato. A proposito della non cristianità della festa in questione, si può leggere Grimaldi, già presente nell’articolo prima citato: “Pensiamo a maschere come quella dell’orso: l’orso è una figura pagana, incorporata in molti carnevali tradizionali. Spesso appare come essere selvaggio che si finge aggressivo e viene poi domato, magari da una fanciulla, segno del suo passaggio dall’animalità all’umanità. L’orso è restato nella tradizione, come simbolo della vita del contadino: va in letargo d’inverno, quando non si lavora nei campi, e quando si risveglia annuncia che la primavera è prossima, quindi si possono consumare le scorte di cibo. E nelle maschere troviamo altre figure arcaiche, come l'”uomo selvatico”.

 

Assonanze tra il carnevale e i Saturnali?

In epoca romana, una delle feste più attese erano i Saturnali, che, come è facilmente intuibile dal nome, erano feste in onore del dio Saturno. Durante i giorni di festa, che andavano dal 17 al 23 dicembre, si eleggeva il Re dei Saturnali, che declinato, potrebbe essere considerato un re del carnevale. Erano giorni di allegria, di abbondanza di cibo, abbuffate e risate, ma per essere completamente sovrapposti al carnevale, i Saturnali mancano di un particolare: le maschere. Durante questa settimana circa, infatti, nessuno si mascherava o trasvestiva. Ciò che accomuna le due tradizioni è invece il sovvertimento degli ordini sociali. Erano giorni in cui tutti potevano essere tutti, in cui ogni ruolo era aperto e concesso a chiunque.

Carnevale Di Venezia Maschera - Foto gratis su Pixabay

Perché il carnevale è una festa mobile?

Queste tradizioni andarono avanti fino al Medioevo, in diverse declinazioni. La Chiesa, non potendo abbattere ed estirpare completamente tali atteggiamenti, decise che era quantomeno il caso di porre un limite: la Quaresima, strettamente collegata alla Pasqua. Anche la Pasqua, in verità, non è una festa strettamente cristiana. Dovrebbe coincidere con le feste primaverili, che venivano rintracciate temporalmente tramite le lune, motivo per cui, a sua volta, la Pasqua risulta essere una festa mobile. Si cercò di far confluire la festa nel periodo dell’abbondanza di cibo e di divertimento, tratto che permane anche oggi. E’ il tempo “grasso” come si suol dire. A partire dal VX secolo, però, il carnevale diventa una festa riconosciuta anche dalle autorità, passo che porterà anche i Medici a festeggiarlo, i quali permettevano l’organizzazione di gradi sfilate di carri, attimi in cui si incitava all’adempimento dei bisogni del corpo e della carne. A proposito di ciò si può citare una delle probabili trafile dell’origine del nome. Potrebbe derivare da “carni vale” che significa addio carne o mantenere un approccio dedicato alle sfilate, con il significato di “carro navale”.

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