Le biotossine algali sono estremamente diffuse nell’ambiente acquatico e sono frequentemente responsabili di problematiche non solo per i pesci ma anche per l’uomo.
Grazie ad alcuni incantesimi della celebre saga di “Harry Potter” andremo alla scoperta di alcune sindromi che possono insorgere nell’uomo in seguito all’ingestione di specifiche biotossine diffuse nell’ambiente acquatico nell’ambiente acquatico e nei prodotti ittici.
PETRIFICUS TOTALUS
Questo incantesimo è in grado di determinare la paralisi del corpo dell’avversario e, purtroppo, esistono delle tossine in grado di svolgere la stessa azione, ovvero le saxitossine. Questo tipo di tossine, la cui sintesi inizia a partire dall’arginina, vengono rilasciate prevalentemente da alghe dinoflagellate e cianobatteri e, nell’uomo, determinano quella che viene definita come Paralytic Shellfish Poisoning (PSP). Questo tipo di tossine hanno un meccanismo di azione che risulta essere estremamente simile a quello delle tetradotossine: sono in fatto in grado di legarsi a specifiche proteine canale per il sodio bloccandone l’ingresso. In questo modo, non è consentita la trasmissione del messaggio nervoso tra cellule eccitabili. L’uomo può entrare in contatto con questo tipo di tossine attraverso l’ingestione di prodotti ittici contaminati, ad esempio i molluschi bivalvi come cozze e vongole. I sintomi che si manifestano sono un intorpidimento ai muscoli della bocca e delle labbra, sensazione che si estende poi fino a raggiungere il collo. Viene inoltre persa la coordinazione motoria con inoltre insorgenza di difficoltà respiratorie e, in caso di dosi elevate, si verifica la morte in seguito al blocco totale della respirazione (paralisi respiratoria).
ALOHOMORA
Questo incantesimo viene utilizzato per aprire porte e serrature e, allo stesso modo, una specifica tossina è in grado di mantenere aperte delle “porte” nel nostro organismo per esplicare la propria azione tossica. Parliamo in questo caso delle ciguatossine che vengono anch’esse prodotte da alghe dinoflagellate estremamente diffuse negli ambienti tropicali o comunque di acqua calda. Questo tipo di tossine vengono accumulate lungo la catena trofica ovvero dagli organismi più piccoli fino a predatori carnivori più grandi. A questo punto, quando l’uomo ingerisce un pesce che presenta questa tossina contrae la ciguattera. Come affermato in precedenza, questo tipo di tossine sono in grado di mantenere “porte” aperte nel nostro organismo: legandosi infatti a specifici siti delle proteine canale per il sodio, li mantengono costantemente aperti causando il costante ingresso di sodio. Questo, inizialmente, determina delle risposte di tipo eccitatorio a livello nervoso, ma in seguito si ha un crollo dell’eccitabilità neuronale con conseguente paralisi e infine morte. Nei casi mortali, pertanto, avviene il blocco dell’apparato respiratorio anche se il cuore continua a battere. Invece, nei casi non letali, i sintomi più diffusi risultano essere nausea, mal di testa, vomito e un’alterata percezione di tutti gli stimoli sensoriali.
SLUGULUS ERUCTO
L’incantesimo “mangia lumache” determina nell’avversario il vomitare lumache per un determinato periodo di tempo. Ora, certamente non esistono biotossine in grado di far vomitare lumache, ma una in particolare determina numerosi sintomi a livello dell’apparato gastrointestinale. Alcuni specie di dinoflagellate sono in grado di produrre le dinofisistossine, che risultano essere composte dall’acido okadaico. Queste tossine, dell’insieme, vengono definite come Diarrheic Shellfish Toxins, in quanto in seguito al consumo i sintomi più diffusi sono vomito, nausea e diarrea. Fortunatamente, ad oggi, non sono stati segnalati casi mortali.