In un articolo di RaiCultura viene ricordata l’avanzata delle truppe francesi a Napoli e la nascita della Repubblica Partenopea.

Il 23 gennaio si celebra la nascita dell’impropriamente detta Repubblica Partenopea, che, come viene riportato “nata per l’idealismo di pochi borghesi illuminati, ma lontana dai bisogni del popolo, resiste solo pochi mesi: infatti il 13 maggio Napoli capitola di fronte all’Esercito della Santa Fede agli ordini del Cardinale Ruffo”.
Lo scoppio della Rivoluzione Francese e le conseguenze
La Rivoluzione Francese scoppiò nel 1789 per concludersi nel 1799. Inizialmente non ci furono grosse ripercussioni a Napoli, ma poco dopo, nel 1793, i reali francesi vengono decapitati, con l’uso della ghigliottina. Questo evento, insieme alla caduta della monarchia, sancisce alcuni cambiamenti nella politica di Ferdinando IV e della consorte, reggenti di Napoli. Viene condannata la prospettiva giacobina, così come si sviluppa un atteggiamento che può essere definito antifrancese. Queste antipatie trovano spazio nella Prima coalizione antifrancese alla quale aderirà il Regno di Napoli.
Nel frattempo, sebbene i simpatizzanti giacobini non fossero visti di buon’occhio, il giacobinismo prende una buona piega, tanto da portare alla nascita della Società Patriottica Napoletana durante il 1793. Ben presto la società segreta si ritrovò divisa in due fazioni, una tendente verso la monarchia costituzionale, l’altra verso la Repubblica democratica.

L’arrivo delle truppe francesi in Italia
Nel 1796, tre anni dopo la nascita della Società Patriottica e della caduta della monarchia francese, le truppe guidate dal generale Napoleone Bonaparte, arrivano in Italia, segnando sin dall’inizio una serie di successi. L’esercito del Regno di Napoli era d’altro canto molto più numeroso, ma allo stremo, il 5 giugno dello stesso anno, arrivano a concedere l’Armistizio di Brescia, lasciando agli austriaci il compito di far fronte ai francesi.
Il vantaggio conseguito dai francesi diede loro la possibilità di nominare la nascita di alcune repubbliche filofrancesi in Italia, mentre Napoleone tentava la campagna d’Egitto. Gli eserciti francesi rimasero in Italia per circa due anni ancora, anni in cui nacquero la Repubblica Ligure, quella Cisalpina e quella Romana. Nel 1798 Napoleone era in Egitto e le truppe napoletane -ora con un esercito più numeroso, ma allestito il poche settimane- provarono a ristabilire l’autorità papale nella Repubblica Romana, ma furono sbaragliate da Championnet. Il re provò andò a Roma, ma anche il quel caso la situazione non si risolse al meglio, in quanto fu oggetto di derisioni e ironia da parte del popolo e non. Dopo essere rientrato a Napoli preparò tutto per una fuga, che lo porterà a Palermo.
La proclamazione della Repubblica
Mentre Ferdinando IV insieme alla consorte e alla famiglia andava verso Palermo i disordini a Napoli continuavano ad aumentare, fino ad arrivare a giorni di vera e propria anarchia. Le forze in campo erano diverse, così come le ideologie e le correnti politiche, disegno che portò a diversi scontri e tumulti nella seconda metà del mese di gennaio. I disordini non danneggiarono solo le fazioni opposte, ma i francesi attaccarono duramente il patrimonio artistico della città, arrivando alla distruzione di veri e propri capolavori. Certo di un atteggiamento di questo tipo, Ferdinando era riuscito a spostare una parte delle opere -seppure cospicua- a Palermo, garantendone così la tutela.
Il 23 gennaio del 1799 la Repubblica Partenopea, o meglio -in senso più ampio e allo stesso tempo specifico- Napoletana, viene alla luce. Inizialmente formata da un consiglio di venti, divenuti poi venticinque, non avrà purtroppo vita facile, per una serie di cause. La Repubblica Napoletana non era poi così tanto attenta ai bisogni del popolo e questa situazione portò ad una mancato favore da parte dello stesso popolo. Inoltre i repubblicani erano di un certo profilo culturale e familiare, motivo che contribuisce, ancora una volta, ad un allontanamento dalla prospettive del popolo. Aggiungendo anche le difficoltà finanziarie e al panorama dittatoriale imposto da Championnet, il territorio per una nascita sicura e proficua non era di certo dei migliori. Nonostante ciò si mosse con una certa originalità anche l’ideazione di alcune leggi e nella stesura di una propria bozza di Costituzione (redatta da Pagano) e che non trova applicazione proprio per la breve vita della Repubblica.