Nel giorno di Sant’Ambrogio il Teatro alla Scala riapre al suo pubblico

Il 7 dicembre 2021  il Teatro alla Scala di Milano ha riaperto le porte. In occasione della serata inaugurale è stata scelta l’opera “Machbet” di Giuseppe Verdi.

Celebri gli invitati alla Prima: tra questi anche il Presidente della Repubblica Mattarella, accolto da un caloroso applauso. Con l’inno di Mameli si è inaugurata quella che dovrà essere la stagione di ripresa del teatro dopo i momenti difficili della pandemia.

“La Prima delle prime”

A Milano, la serata di apertura della stagione del Teatro alla Scala rappresenta un grande evento di glamour oltre che di cultura e spettacolo. Quest’anno, però, ha un gusto ancora più intenso: dopo le chiusure e le restrizioni dovute al Covid, infatti, il teatro riapre le sue porte per la prima volta con capienza al 100%. I Milanesi la definiscono “La Prima delle prime”; è un grande simbolo di ripartenza per tutto il mondo dello spettacolo che solo da poco ha potuto rimettersi in moto. Proprio per l’occasione sono accorsi celebrità come Roberto Bolle, Manuel Agnello, Emma Marrone e Luca Argentero. Presenti anche numerose istituzioni politiche tra cui il Ministro della cultura Dario Franceschini, la senatrice a vita Liliana Segre e il sindaco di Milano Beppe Sala. Le decorazioni floreali, inoltre, sono state curate da Giorgio Armani che ha ospitato alla serata anche l’attrice australiana Cate Blanchett. Il vero protagonista, ovviamente, è stato proprio lo spettacolo. L’opera “Machbet” di Giuseppe Verdi ha inaugurato questa stagione, curata dal direttore Riccardo Chailly e dal regista Davide Livermore.

Un evento… non solo teatrale

Lo spettacolo della serata del 7 dicembre non ha limitato i suoi confini solo alle mura del teatro. Rai 1, infatti, ha trasmesso la diretta rendendo tutti gli italiani partecipi del grande evento. Con la conduzione di Milly Carducci e Bruno Vespa e l’inviata al foyer Stefania Battistini, il pomeriggio del canale Rai si è trasformato in un’esperienza teatrale. Le repliche, inoltre, saranno disponibili per 15 giorni sulla piattaforma Rai Play. Non è la prima volta che il teatro approda sugli schermi casalinghi, in effetti, lo stesso Roberto Bolle, una delle personalità di spicco del Teatro alla Scala, da qualche anno racconta la sua danza in televisione con alcune serate dedicate. Il problema del Covid ha, inoltre, accelerato questa usanza di portare gli spettacoli teatrali sugli schermi dei cinema o nei palinsesti dei più importanti canali televisivi. In molti casi, addirittura, le riprese di opere o balletti sono stati inseriti nei cataloghi di piattaforme on demand. Non stiamo certo parlando di grandi novità, ma si tratta di un fenomeno visibilmente in crescita che è curioso da analizzare.

Il teatro a casa propria

Oggi ci si è abituati alle piattaforme on demand che propongono cataloghi infiniti di film sempre a disposizione dello spettatore. Quello che non si riesce a vedere al cinema per questioni di tempo o, spesso, per motivi economici, si recupera poi su Netflix. Il dibattito sull’argomento ha impegnato molti studiosi perché, soprattutto dal punto di vista economico,  il servizio di streaming delle varie piattaforme rappresenta un caso studio originale. Incuriosisce, però, lo stesso fenomeno applicato al mondo del teatro. Si prenda ad esempio il “Machbet” protagonista della Prima del Teatro alla Scala: il sovrintendente Meyer, in una sua intervista, ha comunicato la scelta di volersi concentrare su una distribuzione internazionale dell’opera. Questo fenomeno può portare dei grandi vantaggi: in effetti, tutti quelli che non potrebbero permettersi il biglietto, hanno, comunque la possibilità di godersi lo spettacolo; il cast e la produzione avrebbero maggiori introiti e molta più visibilità. Un altro caso interessante è quello del musical americano “Hamilton”; dopo aver avuto un grandissimo successo a Broadway ha continuato a spopolare nel catalogo di Disney+. Dall’altro lato, però, il teatro resta un luogo fisico di cultura, circondato dall’aura di fascino dell’esibizione in presenza che forse i DVD, le dirette televisive o lo streaming non saranno mai in grado di restituire. Certo è che questo fenomeno sarà da tenere d’occhio per i curiosi del settore. La speranza è che così si riuscirà a portare un po’ della magia del teatro anche a casa propria.

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