In un articolo di RaiCultura viene ricordato l’annuncio del fonografo, avvenuto il 21 novembre 1877.

Oggi accedere alla musica è un’azione più che semplice. Possiamo ascoltare ciò che vogliamo quando vogliamo e senza limiti di tempo, con apparecchi che usiamo quotidianamente, ma com’era ascoltare la musica sul finire del XIX secolo?
Cos’è il fonografo?
Registrare e riascoltare un suono è oggi un’operazione più che semplice, tanto da essere più che fruibile e accessibile. Fino al XIX secolo però, non era così. Quarant’anni dopo dell’annuncio del telegrafo era stato inventato il fonografo, la cui creazione arriva mano mano e dopo una serie di idee e intuizioni. Come si vede in Wikipedia Edison aveva inventato nel 1877 “un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, disegnando una traccia a spirale con una piccola punta, in modo che un messaggio potesse essere ripetuto senza l’intervento dell’operatore“. Si accorse però, che all’aumentare della velocità della puntina, il suono prodotto era sempre più simile a quello della voce umana. A questo punto ebbe l’intuizione e il desiderio di inventare un macchinario che fosse in grado di registrare la voce umana.

Scetticismo e primo prototipo
Il primo prototipo, presentato il 6 dicembre dello stesso anno, non suscitò tanto entusiasmo nei collaboratori, che si ritrovarono davanti ad un marchingegno costituito da un cilindro rivestito da stagnola. Grazie a delle vibrazioni una puntina incideva sulla stagnola registrando il suono, per la riproduzione poi veniva fatto il procedimento inverso, sostituendo qualche elemento (la membrana) e facendo fungere l’apparecchio, in questo modo, sia da registratore che da riproduttore. La canzone che Edison canticchiò durante la registrazione è “Mary aveva un agnellin”, nella versione inglese. Azionò la manovella e il fonografo riuscì a ripetere -sebbene la qualità non fosse per nulla alta- la prima frase pronunciata da Edison. A questo punto, erano state poste le basi della registrazione e della fruizione della stessa registrazione. Edison aveva messo le basi per troppe cose, ma non se n’era ancora reso conto. La sua invenzione, che diede il via anche alla segreteria telefonica, era destinata ad essere un successo mondiale, dando il via a nuove rivisitazioni e principi.
L’indirizzamento professionale
Edison aveva pensato alla sua invenzione non solo in termini di curiosità o fruizione propria o personale, ma in termini professionali. L’aveva pensata soprattutto per gli uffici, ma prima che questa potesse approdare ad un contesto così formale occorreva perfezionarla e rendere più sicura. Dopo aver ottenuto il brevetto l’apparecchio fu commercializzato. Fu installato in luoghi di attrazione come il luna park o contesti in cui potesse essere usato e azionato a gettoni. Deluso da alcune circostanze e dai tempi in alcuni casi, Edison non aveva proprio pensato all’ambito musicale, non rendendosi orse conto della potenzialità del tutto. La sua invenzione, che fu poi perfezionata e rivisitata da altri inventori, di certo non era perfetta, ma fu il presupposto da cui si partì per altre rivisitazioni e miglioramenti. Edison ancora non lo sapeva, ma stava per cambiare il mercato della musica mondiale.