Anniversario dell’annessione di Tripoli e della Cirenaica: ripercorriamo la storia del colonialismo italiano

5 Novembre 1911: l’Italia annette Tripoli e la Cirenaica dopo aver dichiarato guerra all’Impero Ottomano. La guerra italo-turca rappresenta l’occasione per creare un Impero coloniale.

Le ambizioni colonialiste comprendono anche l’isola di Rodi e dell’arcipelago del Dodecaneso. Il processo espansionistico coloniale italiano si avviò verso la fine del XIX secolo.

Le origini delle imprese coloniali

Dal 1885 al 1960, il dominio italiano si è imposto sugli abitanti di quattro Stati africani: Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia. La svolta in Italia arrivò con la sinistra storica, in particolar modo grazie alla politica espansionistica di Crispi. La sua politica coloniali fu però molto dispendiosa, soprattutto a fronte degli scarsi vantaggi apportati. Nel 1882 l’Italia aveva una postazione sul Mar Rosso, la Baia di Assab. Ma l’avvenimento storico maggiormente ricordato è la disfatta italiana a Dogali. Le forze abissine riuscirono a difendersi efficacemente, umiliando di fatto uno stato occidentale che sarebbe dovuto essere favorito. Tra gli anni 80′ e 90′ dell’Ottocento abbiamo ritorno In Africa, più precisamente in Eritrea. L’espansione coloniale viene considerata però dal governo italiano come una possibilità di offrire terra ai contadini e un futuro migliore ai prossimi italiani. La questione della terra e di una sua mancata distribuzione dopo l’unità d’Italia fu una delle principali tesi a sostegno degli storici marxisti.

Il secolo breve e il fascismo

Nel 900’ le mire espansionistiche italiane continuano e la guerra Italo turca rappresenta una vetrina per procedere con nuove annessioni coloniali. Di fatto sarà proprio così, perché come precedentemente accennato, L’Italia dichiara guerra all’Impero ottomano. La guerra Italo turca non avrà lunga durata ( 29 settembre 1911 – 18 ottobre 1912) ma porterà dei territori la cui importanza non è da sottovalutare. Tripoli e la Cirenaica i territori più importanti, oltre che Rodi e le isole del Dodecaneso. Il fascismo proseguirà ancora più brutalmente la campagna coloniale, motivando le masse a sposare l’importanza di questa causa. La conquista dell’Etiopia  si svolse tra il 3 ottobre 1935 e il 5 maggio 1936 e  rappresenta l’apogeo del Fascismo. Mussolini conquistò l’unico stato africano libero dalla dominazione coloniale.

Le condizioni umane

Il colonialismo italiano non fu certo da meno per quanto riguarda la violenza e la sottomissione dei popoli soggiogati. L’espansione coloniale rappresenta per il fascismo l’occasione di passare alla pratica. Tutto ciò che era stato detto per coinvolgere le masse, richiede ora un coinvolgimento in prima persona. La guerra in Africa viene rappresentata come un’occasione per conquistare terre vergini, oltre che per fare il bene della patria. Terre nuove che daranno ai giovani italiani una vita e le esperienze nuove. La possibilità di combattere una guerra aerea e la presunta disponibilità delle donne africane, motivano moltissimi giovani a lasciare la monotonia della propria vita ed avventurarsi. I crimini di guerra  commessi dagli italiani sono moltissimi e riguardano la violazione di quelli che oggi definiremmo i principali diritti umani.

 

 

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