La morte diventa intrattenimento: Squid Game spiega i campi di concentramento

Cosa accomuna Squid Game e i campi di concentramento? Scopriamo insieme cosa succede quando la morte diventa intrattenimento.

Squid game è diventata la serie più vista su Netflix più di 111 milioni di utenti l’hanno vista. Ma si può parlare di parallelismi tra la spettacolarizzazione della morte che il regista ci presenta e le atrocità che le SS infliggevano agli ebrei?

La morte nella serie

Miniserie di nove episodi che dopo anni ha trovato la fortuna e ha debuttato su Netflix. Il gioco del calamaro ha fin da subito fatto parlare di sé, tant’è che è diventato virale grazie al passaparola.

I protagonisti sono 456 emarginati sociali che hanno la possibilità di partecipare a dei giochi. Fin qui tutto normale, ma poi scopriranno che si tratta di rivivere le attività che facevano da bambini ma con un carattere diverso, se perdi vieni ucciso. Chi riuscirà a vincere tutte le sfide otterrà un montepremi di 45,6 miliardi di won (circa 33 milioni di euro).

I personaggi devono affrontare dei giochi per sopravvivere, la morte è dietro l’angolo e devono creare delle coalizioni per riuscire a proseguire all’interno della gara. Le uccisioni sono la parte centrale della narrazione e non c’è nessun tipo di censura, anzi più crude sono più lo spettatore è coinvolto nella narrazione. Si scopre soltanto alla fine che tutta questa macchina viene costruita perché dei Vip non sapevano come investire i loro soldi e decidono di inventare questo gioco della morte per puro svago. Gli artefici scommettono sulla vita dei partecipanti ed osservano tutta la competizione come se fossero ad una corsa dei cavalli. L’essere umano passa in secondo piano per il divertimento di altri.

I giochi delle SS

Nei campi di concentramento nazisti le SS si dilettavano a trovare modi alternativi per ammazzare i prigionieri e riprendevano il tutto per documentare questo intrattenimento alternativo. Le tecniche erano le più varie: si andava dalle attività sportive a quelle artistiche e musicali. Queste azioni della vita quotidiana in un ambito così crudele portano all’annullamento della persona e poi alla sua eliminazione.

Tra i metodi più atroci e assurdi fanno parte la richiesta di ricreare le lotte fra i gladiatori o di attraversare le piazze centrali dei campi saltando come una rana, oppure venivano utilizzati i prigionieri per le esercitazioni di tiro al bersaglio, di cui loro diventavano l’obbiettivo. Infine, poteva succedere che l’ordine era quello di correre per scappare dai cani, quindi i più lenti o chi non resisteva a lungo veniva sbranato dai cani.

Il successo di Squid game

Paragonare la nuova serie di Netflix ad eventi che rappresentano una nota dolente del passato può essere un azzardo, ma l’utilizzo della morte come mezzo per il divertimento di altri non è una novità nella storia. Ma perché la serie ha avuto così tanto successo nonostante la crudezza? Il paradosso dato dalle ambientazioni colorate che ricordano l’infanzia e il contrasto che si crea con la morte violenta porta a tenere lo spettatore attaccato allo schermo. Anche la presenza di elementi vicini alla cultura occidentale aiuta a comprendere al meglio la serie. Gli stessi personaggi sono persone comuni con cui è facile immedesimarsi e condividerne le scelte.

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