Il Giappone ricorda il 76º anniversario del disastro di Hiroshima e le sue numerose vittime. Durante la cerimonia di commemorazione non sono mancate delle polemiche

Nonostante la pandemia ed i riflettori puntati sulle olimpiadi di Tokyo 2020, la cerimonia di commemorazione delle vittime si è svolta ugualmente, ricordando uno degli eventi più tragici dell’intera storia del Giappone ed alimentando polemiche relative al nucleare e non solo.
Cosa è successo?
La cerimonia è iniziata con un minuto di silenzio per le vittime della bomba atomica. Il rintocco delle campane ha accompagnato la riflessione riguardo al tragico evento accaduto ormai 76 anni fa. Il tutto è avvenuto rispettando le norme covid e con un numero ristretto di persone, tra cui il premier giapponese Yoshihida Suga, resosi protagonista con una gaffe, dimenticandosi di leggere le testimonianze dei sopravvissuti. A partecipare ci sono stati anche dei manifestanti contro il nucleare e un corteo di anti governativi. Inoltre è stata esposta una lista con i nomi delle 328.929 vittime, seguite da quelle degli ultimi 12 mesi.

La polemica
La polemica più grande che ha accompagnato le notizie di cronaca del Giappone in questi giorni, è legata al rifiuto da parte del presidente del comitato internazionale delle Olimpiadi di far rispettare il minuto di silienzio anche duramte le manifestazioni sportive. Ovviamente tutto ciò è stato preso come una mancanza di sensibilità e di rispetto nei confronti della storia giapponese e delle vittime del disastro nucleare. Una vetrina importante come quella delle olimpiadi avrebbe potuto trasmettere un messaggio etico alle generazioni più giovani, che non hanno assistito ai disastri della bomba atomica e della guerra mondiale, nonché agli Stati orientali vicini, che da anni minacciamo l’intervento nucleare. Di fronte a questa scelta abbiamo infinite motivazioni per cui far rispettare il minuto di silenzio e nessuna per cui non farlo.

Il miracolo asiatico
Dopo la Seconda Guerra mondiale le aree orientali che avevano i prerequisiti per compiere il progresso si sono rese protagoniste di un ulteriore sviluppo economico legato a diversi settori, tra cui spicca l’ambito l’informatico e la tecnologia a basso costo. Nell’arco di trent’anni il Giappone e le quattro Tigri asiatiche Taiwan, Corea del Sud, Singapore ed Hong Kong si sono resi protagonisti di uno sviluppo senza precedenti, attraverso politiche di crescita in investimenti mirati, oltre che una grande quantità di esportazioni.Proprio la voglia di superarsi e le grandi risorse che a disposizione hanno consentito di affacciarsi sul mercato globale proponendo merci a prezzi competitivi e potendo sfruttare una manodopera spesso a basso costo. A fare la differenza è stata anche la volontà di superarsi sempre di più e fare ricerca ad alti livelli per puntare al top,Investendo risorse nella ricerca e nei giovani.