Quali sono le caratteristiche di quello strano sentimento che si prova davanti alla grandiosità della natura?

Il filosofo Immanuel Kant e il cantautore Ed Sheeran hanno scorto nella natura, e in particolare nelle stelle, l’occasione per parlare dell’uomo e dei sentimenti che in lui si agitano. Tuttavia, i due arriveranno a risposte differenti.
Le stelle dall’America
Guardare agli spettacoli della natura risveglia in noi sentimenti particolari. In All of the stars Ed Sheeran osserva la luna e le stelle cadenti, lasciandosi andare in un flusso di pensieri e sensazioni. Il cantautore si meraviglia di come, in qualsiasi parte del mondo, le persone, alzando lo sguardo, riescano a vedere la stessa cosa: quegli astri che accompagnano la vita degli uomini. Tuttavia, l’oggetto dei suoi pensieri non è la gente in generale, ma la persona amata che non è più con lui. Perciò il cielo stellato, con la sua grandezza, diventa capace di collegare ciò che è distante:
“Riesco a vedere le stelle dall’America. Mi chiedo, non le vedi anche tu? Quindi, apri gli occhi e guarda come i nostri orizzonti si incontrano”.
Questa distanza viene colmata dalla vastità della natura, che accende in Ed Sheeran la passione amorosa e l’immaginazione, trasportandolo nei vari momenti della relazione con l’amata. Ma risveglia un’idea cara anche a Kant: quella dell’immensità, capace di superare ciò che è fisicamente impossibile. Il filosofo, infatti, darà alle stelle una capacità e un respiro molto ampio.
Il sublime
Di fronte alla grandezza di un cielo stellato Kant, nella Critica del Giudizio, descrive come l’immaginazione, spaziando, cerchi di abbracciarne la totalità, rimanendone incantata. Ed è qui che, secondo il filosofo, si accorge della sua insufficienza. Già, perché l’immaginazione tenta in tutti i modi di riprodurre quella vastità, ma non riesce a rappresentarla adeguatamente. Perciò l’uomo prova dispiacere a causa di questa impossibilità, coglie la sua limitatezza, ma questo è fondamentale, perché grazie al dispiacere l’uomo scopre un’altra facoltà: la ragione, stavolta in grado di abbracciare quell’immensità.
Da un’iniziale sensazione di mancanza, l’uomo ora prova un piacere capace di fargli riscoprire una grandezza superiore. Questo sentimento contrastante viene chiamato da Kant sublime: l’immaginazione prova imbarazzo davanti all’ampiezza del cielo stellato, si sente inferiore a quella grandezza, risvegliando allora nell’uomo la ragione, che invece riesce a comprendere bene idee come la totalità e l’infinito, oltrepassando ciò che sembra fisicamente limitato. La natura, allora, riesce a portare davanti agli occhi dell’uomo idee in lui sepolte.

Oltre il cielo stellato
Si può comprendere ancora più a fondo questo sentimento sotto la veste di quello che Kant chiama il sublime dinamico, che l’uomo prova di fronte alle potenze della natura, (come un uragano, un mare in tempesta, un vulcano in eruzione) a differenza del sublime matematico, che nasce invece dalle grandezze della natura (come, appunto, un cielo stellato). Se si osserva un mare in tempesta da lontano, (senza essere in situazioni di pericolo, altrimenti si proverebbe solo terrore) ci si sentirà attratti da quello spettacolo, provando una sensazione di timore verso la furia delle onde, una sorta di rispetto per la potenza della natura. Il pensiero va subito a quanto l’uomo sia piccolo in confronto a essa: il mare potrebbe inghiottirlo senza alcun problema, come una foglia trascinata dal vento. Tuttavia, è proprio quando l’uomo si rende conto della sua impotenza fisica che riscopre una sorprendente superiorità rispetto alla natura, che si nasconde dentro di lui:
“La natura viene valutata sublime non in quanto suscita terrore, ma perché evoca in noi la nostra forza capace di considerare piccolo ciò per cui ci preoccupiamo (i beni, la salute e la vita) e di non considerare perciò la sua potenza come una violenza alla quale dovremmo piegarci, qualora si trattasse dei nostri principi supremi”.
Per quanto l’uomo possa essere inerme fisicamente, la natura risveglia in lui la consapevolezza che i suoi principi e le sue idee siano intoccabili. Anche se dovesse soccombere alla sua potenza, egli potrà sempre controbatterle che i suoi valori non cadranno con lui, che sopravviveranno anche a quelle onde. Kant ricorda all’uomo di come spesso sia ossessionato da milioni di preoccupazioni inutili, perdendo di vista quale sia la sua destinazione: la natura allora gli servirà da continuo monito per riabbracciare ciò che conta realmente. Alla fine, anche Ed Sheeran scorge nella natura un’occasione per andare oltre i sensi e ricollegarsi alla sua parte mancante, che per lui è la persona amata. Kant, invece, dà al cielo stellato la straordinaria capacità di farci sentire minuscoli e allo stesso tempo giganti: all’uomo basterebbe alzare lo sguardo per ritrovare se stesso.