Le 5 malattie genetiche più rare e le loro conseguenze

Quali sono le malattie genetiche più rare? Come ci si comporta in questi casi?

Una malattia rara è definita come una malattia che presenta un’incidenza inferiore ad una determinata soglia. Il criterio è stabilito dalla nazione e/o continente. In Italia è definita rara quando ha una incidenza al di sotto dei 5 casi ogni 10 mila persone mentre negli USA quando non colpisce più di 200 mila abitanti e in Giappone la cifra massima delle persone affette deve essere non più di 50 mila persone.

Malattia di Hurler

Questa malattia fa parte delle mucopolisaccaridosi, accumulo di glicosamminoglicani (GAG), che a sua volta rientrano nelle malattie di accumulo lisosomiale, cioè malattie causate dall’accumulo di un metabolita nei lisosomi, uno scompartimento cellulare coinvolto nel turnover delle molecole e quindi della loro degradazione. La sindrome di Hurler è una malattia autosomica recessiva, cioè si manifesta nell’individuo che eredita entrambe le copie del gene mutato (gene IDUA) dell’enzima alfa-L-iduronidasi coinvolto nella degradazione di due glicosamminoglicani solfati, l’eparan solfato e il cheratan solfato. Questo accumulo causa vari sintomi, che vanno da deformazioni ossee,  per questo chiamata anche gargoilismo, sproporzioni degli organi interni, opacità corneale, deficit uditivi fino a disturbi neurologici, ritardi mentali e regressione delle attività psicomotorie. L’incidenza di questa malattia è di circa 1 ogni 100.000, l’aspettativa di vita negli ultimi anni è aumentata grazie all’introduzione di nuove terapie, come quella genetica è quella di sostituzione enzimatica, cioè l’infusione nel paziente di dosi settimanali di enzima non mutato.

Progeria o sindrome di Hutchinson-Gilford

Progeria in greco vuol dire “prima vecchio”, descrivendo quindi in gran parte la malattia. Infatti questa malattia causa l’invecchiamento precoce della persona, tranne che del cervello, portando la persona affetta ad avere a in pochi anni le malattie più tipiche degli anziani, come ad esempio l’osteoporosi. A 18-24 mesi queste persone presentano crescita limitata, alopecia (perdita di capelli), piccolo viso e naso schiacciato, bassa statura, corpo piccolo e fragile. Questa patologia è causata da una mutazione puntiforme in posizione 1824 del gene LMNA che causa una variante anomala della proteina prelamina, coinvolta nel reticolo della lamina nucleare del nucleo delle cellule provocando un’anomala forma del nucleo, provocando oltre i sintomi già visti rigidità articolare, cute sottile e malattie cardiache. L’incidenza di questa malattia è di 1 su 4 milioni di nascite e si conoscono nella storia della medicina solo 140 casi. L’aspettativa di vita è di circa 20 anni per questo si conoscono solo 2 casi al mondo di portatori sani portatrici della mutazione sul gene LMNA.

Malattia di Gaucher

Descritta per la prima volta nel 1882 da Philippe Gaucher e successivamente approfondita da Roscoe Brady, è una malattia genetica autosomica recessiva del cromosoma 1 che causa l’accumulo nei lisosomi del glicosfingolipide chiamato glucocerebroside a causa di mutazioni (circa 300 conosciute) che causano il deficit enzimatico della glucocerebrossidasi o del suo attivatore saposina C. L’accumulo del glucocerebroside causa una grande vastità di sintomi come anemia, piastronipenia, splenomegalia, epatomegalia, osteopenia, disturbi ossei, ritardo della crescita e anche disturbi gastrointestinali. Questa malattia presenta 3 sottotipi, di cui il 2 è quello più raro, circa 1 ogni 100.000 nati, è la forma della malattia che presenta maggiore severità per quanto riguarda i ritardi a carico del sistema nervoso e con l’aspettativa di vita più bassa (circa 2 anni).

Corea di Huntington

La Corea di Huntington è una malattia genetica autosomica domenica te, con un’incidenza di circa 3-7 persone ogni 100.000 mila. Questa malattia a differenza delle altre di cui abbiamo parlato ha una più alta insorgenza in età adulta. È una malattia neurodegenerativa che colpisce soprattutto la coordinazione muscolare a causa di una mutazione sul gene IT15 che porta alla produzione della forma alterata della proteina huntigtina, portando ad un percorso patologico non del tutto chiaro, ma sicuramente tossico per il sistema nervoso, portando alla morte di alcuni tipi di neuroni, portando conseguenze negative sul controllo muscolare, sull’umore e sulle funzioni cognitive. Inizia a manifestare i sintomi in media verso i 40 o 50 anni, con cambiamenti delle personalità, facoltà cognitive e abilità motorie fini a raggiungere deficit della memoria sia a breve che a lungo termine è demenza. Le sua complicanze psichiatriche hanno portato a circa il 7% di queste persone a suicidarsi, mentre il 27% ha tentato il suicidio.

1872, George Huntingon descrive la malattia per la prima volta

Malattia di von Willebrand

È una malattia genetica autosomica recessiva riguardante il fattore di von Willebrand, codificato da un gene presente sul cromosoma 12, importante nel processo di emostasi. Quando avviene una ferita oltre all’esposizione del collagene viene esposto il fattore di van Willebrand, i vasi coinvolti espongono questo fattore, utile per l’attacco delle piastrine e quindi per fermare l’emorragia. Di conseguenza una sua copia mutata provoca un eccessivo sanguinamento. Ne esistono 3 tipi di cui il terzo è quello più grave. L’incidenza di questa malattia va dai 3 ai 7 su 50.000.

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