Il Superuovo

In viaggio nella Terra di Mezzo con Gollum per conoscere meglio il disturbo dissociativo d’identità

In viaggio nella Terra di Mezzo con Gollum per conoscere meglio il disturbo dissociativo d’identità

Il Signore degli Anelli è un capolavoro sia dal punto di vista letterario che cinematografico. Conosciamo uno degli antagonisti per eccellenza per trarne anche uno spunto psicologico. 

Il disturbo dissociativo d’identità accende ancora oggi molti dibattiti e dubbi sia per quanto riguarda l’eziologia sia per i trattamenti da utilizzare. Approfondiamolo attraverso la figura di Gollum.

Gollum o Sméagol?

Gollum è uno dei maggiori antagonisti nel romanzo e trilogia cinematografica Il Signore degli Anelli. E’ un personaggio molto ambiguo, totalmente dipendente dal famigerato anello del potere.

Lui odia e ama l’anello, proprio come odia e ama sé stesso. Non si libererà mai dal bisogno di averlo.

Con queste parole Gandalf, un altro personaggio di fondamentale importanza, lo descrive in modo perfetto. Questa ambivalenza caratterizza anche la sua personalità, che sembra come divisa in due. Da una parte c’è Gollum stesso, spietato, il cui unico desiderio è riprendere l’anello e Sméagol, la parte più buona, bisognosa, che si affeziona al padrone Frodo. E’ come se in lui convivessero due diverse identità contrapposte, come può avvenire nel disturbo correlato.

Diverse persone

Il disturbo dissociativo d’identità prevede che la persona manifesti almeno due identità distinte, caratterizzate da diversi modi di essere, pensare e agire completamente indipendenti e che emergono in momenti diversi. Ognuna di queste stabilisce una personalità diversa e ha modalità di comportamento, ricordi e relazioni proprie. Questo è proprio quello che vediamo in Gollum, come se fosse diviso in due parti opposte.

Solitamente vi è un’identità primaria, che potrebbe essere totalmente inconsapevole della presenza degli altri alter-ego e non avere alcun ricordo su quello che succede quando hanno loro il controllo. Nonostante ciò, tutti loro sono consapevoli di avere delle lacune nella memoria e talvolta può accadere che la voce di un alter-ego possa risuonare nella mente di un altro. Possiamo vedere questo aspetto in particolare nell’adattamento cinematografico Le Due Torri, quando assistiamo ad una conversazione tra Gollum e Sméagol. Ovviamente non è quello che succede alle persone con questo disturbo, ma può aiutarci a capire la profonda diversità che ci può essere tra queste identità, tanto che sembra di trovarsi di fronte a due persone differenti.

Gollum: Lo vogliamo. Ci serve. Dobbiamo avere il tesoro. Ce lo hanno tolto, rubato. Meschini, piccoli Hobbit. Malvagi, infidi, falsi.

Sméagol: No. Non il padrone.

Gollum: Sì. Falsi. Ti imbroglieranno, feriranno, mentiranno.

Sméagol: Il padrone è mio amico!

Gollum: Tu non hai nessun amico. Non piaci a nessuno.

Qui possiamo vedere proprio come anche i giudizi e i ricordi siano opposti, tenendo sempre a mente che la comunicazione così diretta nella realtà non può avvenire.

Un disturbo ambiguo

Vediamo ora da cosa è dovuto questo disturbo. Una delle teorie più accreditate è il modello post-traumatico, secondo cui le persone che hanno subito abusi cercano di dare una spiegazione a ciò che è successo. Le identità alternative appaiono così in risposta alle suggestioni del terapeuta, all’esposizione alle informazioni dei media sul disturbo o ad altre influenze culturali. Ciò rappresenta anche un’importante critica in quanto la teoria suppone che il disturbo potrebbe avere un’origine iatrogena. Potrebbe essere, infatti, il prodotto del trattamento stesso poiché la persona impara a mettere in scena i sintomi. Non bisogna pensare, però, che allora sia tutto frutto di un inganno consapevole. Molti manuali per il trattamento indicano di utilizzare tecniche che rinforzano l’identificazione in altre identità, rischiando di produrre dei falsi ricordi in persone più vulnerabili, che non ne hanno la consapevolezza. Rimane, dunque, viva la discussione tra terapeuti ed esperti.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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