Vediamo come il film “Dickens – L’uomo che inventò il Natale” rappresenta la realtà storica

Scopriamo il collegamento tra il film “Dickens – L’uomo che inventò il Natale”, l’opera “Canto di Natale” e la realtà. 

Oggi vedremo come questo film parla della nascita dell’opera “Canto di Natale” e vedremo anche questo romanzo; oltre al film ed al romanzo scopriremo anche il contesto in cui quest’opera nasce.

“Dickens – L’uomo che inventò il Natale” 

“Dickens – L’uomo che inventò il Natale” è un film del 2017 diretto da Bharat Nalluri. Questo film ci racconta dello scrittore Dickens, infatti lui, deluso da come sono andati gli ultimi suoi libri, si cimenta nella scrittura di un nuovo libro in tempi record (qualche settimana). Nel caos della sua casa si trova a scrivere questo libro e ad inventare ogni personaggio, ispirandosi alle persone che lo circondano; li vediamo prendere vita davanti ai suoi e ai nostri occhi, soprattutto il personaggio di Ebenezer Scrooge. Vediamo che la grande pressione che sente è dovuta alle sue paure e alla rabbia irrisolta per alcune questioni del suo passato. Superate queste questioni però riesce a terminare il suo romanzo appena in tempo e ha un successo enorme, influendo sull’idea del Natale del suo tempo e che abbiamo tutt’ora. Adesso vediamo il romanzo di Dickens.

“Canto di Natale”, di Dickens

“Canto di Natale” è un romanzo di Dickens pubblicato il 19 dicembre 1843; la prima edizione andò esaurita il giorno di Natale. La storia comincia col racconto di Ebenezer Scrooge, un uomo anziano e avido. Durante la notte della vigilia di Natale riceve la visita dello spirito del suo collega Marley, che gli dice in che situazione orribile si trova la sua anima e che lui deve migliorare il proprio comportamento per non finire nello stesso modo; Scrooge non gli crede inizialmente, ma durante la stessa notte riceve la visita di tre spiriti: lo spirito del Natale passato, presente e futuro. Il primo spirito gli mostra la sua infanzia e una vita migliore, che lui perde nel tempo a causa della sua avidità. Il secondo spirito gli mostra come le altre famiglie stanno vivendo quella notte, tra cui la famiglia di un suo dipendente, Cratchit, che ha anche un figlio colpito da una malattia. Il terzo spirito gli mostra il futuro, per essere più precisi un futuro in cui lui muore e nessuno ne conserva la memoria. A quel punto Scrooge si sveglia la mattina di Natale sconvolto da quello che aveva visto e decide di cambiare le cose, infatti aiuta anche Cratchit, il suo dipendente, e il figlio di quest’ultimo. Adesso scopriamo invece il contesto storico in cui questo libro fu scritto.

Londra nel XIX secolo

Nel XIX secolo Londra si trova ad essere una grande città industriale, al centro della rivoluzione industriale, con una popolazione che cresce in modo impressionante (passa da 1 milione di abitanti a 6 milioni). Se questo è vero però abbiamo anche l’altra faccia di questa medaglia, infatti molte persone si spostano dalle campagne alle città, e molti si trovano costretti a vivere in condizioni pessime e lavorare per turni massacranti che vanno dalle 12 alle 14 ore al giorno e vediamo lo sfruttamento di donne e bambini; vediamo anche l’aumento dell’inquinamento, della malnutrizione, la presenza di epidemie di colera e tifo e la mortalità infantile. Dal punto di vista positivo invece possiamo assistere al raggiungimento dell’espansione massima dell’impero britannico, vediamo l’aumento dell’alfabetizzazione e la nascita di giornali e biblioteche; vediamo anche la distensione della rete ferroviaria e la nascita delle metropolitane. Proprio in questo secolo aumenta l’importanza del Natale e si diffonde lo spirito natalizio che conosciamo oggi, fatto di bontà e solidarietà. Negli anni ’40 viene introdotta anche la tradizione dell’albero di Natale dal principe Alberto (il marito della regina Vittoria); successivamente si diffonderà anche nelle case più ricche. Il natale come lo conosciamo oggi, ma un po’ più moderno, nasce proprio qui, anche grazie a Charles Dickens e al suo romanzo.

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