Il Superuovo

Una stella fuori dal firmamento

Una stella fuori dal firmamento

Considerate portatrici di sventure, pestilenze e guerre dagli antichi, le comete sono tra i corpi celesti più caratteristici e affascinanti del nostro universo. Esse hanno sempre affascinato e intimorito l’uomo per il loro magnifico aspetto e la loro improvvisa apparizione in cielo. La loro caratteristica che le rende uniche è la loro scia di detriti che, a contatto con l’atmosfera, bruciano per l’attrito e ci regalano le nostre care stelle cadenti che vediamo nelle notti dal cielo limpido. Ma cosa sono esattamente questi corpi?
In vista della notte di San Lorenzo, scopriamo la provenienza e le caratteristiche di questi corpi.

Provenienza delle comete

Le comete provengono da un insieme di milioni e milioni di corpi rocciosi, detto “nube di Oort”. Questa nube, a forma di guscio sferico, si trova ai confini del Sistema Solare e si estende fino a cinquantamila volte la distanza Terra-Sole.
Le comete si trovano nella nube di Oort fin da quando il Sistema Solare si è formato e si sono conservate uguali ad allora, come in un grande “frigorifero cosmico”. Ogni tanto, quando qualche cosa disturba la loro orbita, uno di questi pezzi di roccia ghiacciata sfugge dalla nube e si avvicina al Sole a grande velocità. Esso entra in un’orbita molto allungata e diventa una cometa.
Alcune comete percorrono un’orbita chiusa, di forma ellittica, perciò si ripresentano periodicamente, mentre altre percorrono un’orbita aperta e quindi passano solo una volta in prossimità del Sole.

Le stelle cadenti

Non appena la cometa si avvicina a poche centinaia di milioni di chilometri dal Sole, il ghiaccio che contiene incomincia a vaporizzare, formando attorno al nucleo roccioso una nube sferoidale di gas e polveri, detta chioma. Quando la cometa si avvicina a meno di due-trecento milioni di Km dal Sole, la radiazione solare incide sulle particelle di polvere della chioma, esercita su di esse una pressione e le spinge via lungo la direzione opposta al Sole. La polvere forma dunque una coda, rivolta dalla parte opposta del Sole.
La combinazione del moto della cometa e della spinta della radiazione fa sì che la coda assuma una forma leggermente arcuata. La radiazione del Sole ionizza il gas della chioma, cioè strappa agli atomi del gas i loro elettroni. Il gas diventa quindi un plasma, cioè un insieme di nuclei atomici e di elettroni liberi. Anch’esso viene spinto via dalla pressione della radiazione solare, nella direzione opposta al Sole, e forma una coda di ioni. Tuttavia, essendo più leggero della polvere, non “resta indietro” mentre la cometa si sposta: la coda di ioni dunque è rettilinea. È questo il motivo per il quale si osservano due code separate nelle comete. Le comete non sono così luminose solo perché emettono luce propria, ma soprattutto perché le particelle che compongono la chioma e la coda diffondono la luce del Sole.

Cometa di Halley

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