Che sia la passerella o l’ambiente marino poco importa: solamente il look migliore permette di dominare e, soprattutto, vincere.

Il RuPaul’s Drag Race mostra come colori e performance possano raccontare storie incredibili e, anche in mare, forme e colori sono di fondamentale importanza per esprimersi ed essere vincenti.
TIPI DI COLORAZIONI NEGLI ORGANISMI MARINI
Le colorazioni degli organismi marini rappresentano un adattamento evolutivo fondamentale per la sopravvivenza, adattamento che è in grado di influenzare sia le capacità difensive sia quelle di predazione. In generale, queste strategie cromatiche possono essere divise in due gruppi, ovvero quello del mimetismo criptico e fanerico. Nella prima strategia, l’obiettivo è quello di rendere un organismo molto meno visibile nell’ambiente in cui si trova, permettendogli di sfuggire ai predatori o, ancora, di avvicinarsi inosservato alle prede. Questa strategia comprende: l’omocromia (dove l’organismo ha lo stesso colore del substrato in cui si trova localizzato), l’omomorfia (l’animale imita la forma del substrato o degli elementi su cui vive) e le colorazioni disruptive (i colori sono accesi ma disposti seguendo schemi irregolari in grado di confondere la forma del corpo dell’animale rispetto al substrato in cui si trova). Nel mimetismo fanerico, invece, lo scopo è quello di segnalare agli altri organismi presenti, attraverso il colore, dei messaggi specifici. A questa categoria appartiene l’aposematismo, in cui i colori vivaci e contrastanti tra loro avvisano tutti i presenti della presenza di tossine o spine velenose. Entrambe le forme di mimetismo, criptico o fanerico, si sono evolute per garantire la sopravvivenza degli organismi marini, adattandoli perfettamente al loro ecosistema di appartenenza.
COLORAZIONI APOSEMATICHE
Questo tipo di colorazioni sono caratterizzate dall’essere particolarmente vivaci e ad alto contrasto tra loro. Usando infatti colori come il blu, l’arancio, il rosso e il giallo, si avvisano i potenziali predatori della presenza di tossine, veleni o sapori poco gradevoli. I nudibranchi, molluschi marini privi di conchiglia in grado di accumulare tossine nel loro corpo, presentano delle livree proprio caratterizzate da queste vivacissime colorazioni. Molte specie di nudibranchi sono, per esempio, in grado di alimentarsi di spugne velenose assorbendone poi le tossine allo scopo di rendendosi sgradevoli o addirittura letali per i predatori. Altre ancora possono sfruttare le nematocisti, ovvero cellule urticanti di meduse o altri cnidari, immagazzinandole in appendici utilizzate per difendersi. Un esempio di questo è la Glaucus atlanticus, un nudibranco che si ciba di meduse come la caravella portoghese (Physalia physalis), incorporandone il veleno per proteggersi. Un altro esempio, in questo caso estremo, di aposematismo è il polpo dagli anelli blu (Hapalochlaena lunulata). Questo organismo presenta una livrea caratterizzata dalla presenza di anelli blu che, soprattutto quando minacciato, presentano una colorazione estremamente accesa e visibile, segnalando a chi lo sta infastidendo di essere dotato di tetrodotossina, una neurotossina estremamente potente in grado di provocare paralisi ed arresto respiratorio. Questa tossina è talmente potente che risulta essere letale anche per l’uomo (quindi no, non toccate questo polpo piccolo e carino per nessuna ragione al mondo). Anche RuPaul, con l’abito indossato nell’episodio 3 della stagione 13 porta un esempio di colorazione aposematica: lungo, bellissimo, arancione e coperto di pailettes: difficile non capire chi comanda nella stanza. 
COLORAZIONI DISRUPTIVE
Questo tipo di colorazioni sono caratterizzate dall’alternanza di colori chiari e scuri, ad altro contrasto, al fine di confondere gli eventuali predatori. Lo scopo è quello di “falsare” la forma del proprio corpo, rendendosi quindi meno visibili. Questa strategia, pertanto, non viene utilizzata solamente da prede, ma anche da predatori che cercano quindi di sfruttare l’effetto sorpresa. Nei pesci, un esempio potrebbe essere il pesce leone che, grazie alle striature verticali della sua livrea, riesce a confondere la propria forma corporea con i coralli circostanti. Un altro esempio sono alcune razze che, grazie alla presenza di motivi maculati sul dorso del corpo possono confondersi facilmente con il fondale. Anche RuPaul ha indossato un look che ricorda moltissimo questo tipo di colorazioni: facciamo riferimento alla settima stagione, episodio nove: un aderentissimo abito nero solcato da linee irregolari dai colori sgargianti, ipnotici e ad alto contrasto che, nell’insieme, slancia ed eleva la figura di Ru.

OMOMORFIA E OMOCROMIA
Queste due strategie di mimetismo criptico vengono adottate da molti organismi marini e possono inoltre essere singole (quindi solo omocromia o solo omomorfia) ma possono anche essere presenti entrambe contemporaneamente. L’omocromia prevede l’adozione dello stesso colore del substrato in cui si vive, mentre l’omomorfia riguarda la forma. Una specie di crostaceo, cioè il Palaemon xiphias, presenta entrambi questi adattamenti, permettendogli di confondersi perfettamente tra le foglie delle posidonie data la sua colorazione verde e la sua forma corporea. Un esempio di omomorfia è rappresentato dal pesce pietra che, grazie alla sua pelle rugosa e bitorzoluta ricorda una vera e propria roccia sul fondale marino. Esempi di omocromia si possono invece ritrovare in pesci come sogliole e rombi che presentano una livrea la cui colorazione gli permette di essere difficilmente notati sul fondale. Anche in questo caso Ru non delude con l’abito indossato nella stagione 13, episodio 11: nero e blu, con inserti in pizzo e spacco vertiginoso. Questo abito, anche se appariscente, in realtà sarebbe perfetto su un fondale roccioso ed eterogeneo. 