Il Superuovo

“Rosehip Neuron”: una nuova cellula nervosa

“Rosehip Neuron”: una nuova cellula nervosa

La scienza non smette mai di stupirci ed oggi ne abbiamo avuto conferma, la scoperta di questi “nuovi” neuroni cambia ancora le carte in tavola nel campo della ricerca scientifica. La cellula è stata studiata da un pool di ricercatori di diverse università nel mondo, tra cui quella di Szeged (Ungheria), dell‘Allen Institute for Brain Science (Seattle), e del J. Craig Venter Institute a La Jolla (California).

Neuroni e Rosa Canina, i rosehip

Soprannominati neuroni rosehip, per la loro forma che richiama quella delle bacche della rosa canina, sono un gruppo specializzato di neuroni GABAergici (che usano cioè il GABAacido gamma-amminobutirrico – come principale neurotrasmettitore) identificati nel primo dei sei strati cellulari della corteccia cerebrale umana. Solitamente i neuroni sono composti da una parte centrale, il soma, dove è contenuto il nucleo e da una parte ramificata costituita da dendriti (ramificazioni che conducono i segnali in entrata nel neurone) e dall’assone (lungo ramo che conduce messaggi in uscita). La differenza sostanziale tra i rosehip e il modello standard sta proprio nelle ramificazioni, che sono definite da Trygve Bakken, noto neuroscienziato dell’Allen Institute di Seattle, “cespugliose” in quanto fitte di ramificazioni che formano delle complesse reti di assoni e dendriti.

ricostruzione del neurone “rosehip” (fonte: wired.com)

 

Le speciali funzioni

Da alcuni anni è possibile tipizzare i neuroni a partire dall’analisi del loro trascrittoma, (ossia dal differente profilo di attivazione dei geni, dati dall’analisi di RNA e DNA, nelle diverse cellule di un campione di tessuto) per poi risalire alla loro identificazione e descrizione.

Le nuove cellule sono di tipo inibitorio, quindi agiscono da freno dell’attività cerebrale. I ricercatori devono ancora capirne l’esatta funzione: quello che per ora hanno verificato è che questi neuroni si connettono alla cellula bersaglio in un punto specifico, diverso dagli altri, al fine di controllare l’informazione in un modo altamente specializzato. “Immaginate i neuroni come freni di un’auto – dice Gábor Tamás (Università di Szeged) -in grado di fermare la tua auto in posti particolari mentre stai guidando“.

 

connessioni interneurali (fonte: Workplace integra)

Le conseguenze della scoperta

“Nel caso venisse confermata la specificità umana di questi neuroni, ha affermato Tamás, la scoperta potrebbe però avere anche un’altra implicazione, negativa per quanto riguarda la ricerca: l’inadeguatezza dei modelli animali, e murini (famiglia di roditori) in particolare, per lo studio delle componenti nervose e l’analisi di patologie neurodegenerative“.

Umberto Raiola

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