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Rischio sismico in Italia: a cosa è dovuto?

Rischio sismico in Italia: a cosa è dovuto?

In questo periodo stanno avvenendo numerosi terremoti in Italia. Di recente infatti la terra ha tremato in Molise, nelle Marche e in provincia di Parma, nella Val Taro. In Italia non è raro assistere a fenomeni di questo tipo, poiché si tratta di una nazione a moderato rischio sismico. Talvolta i terremoti possono essere molto distruttivi, come accadde a L’Aquila, in Emilia e ad Amatrice, ma spesso soltanto gli strumenti sono in grado di registrarli. Viene quindi da chiedersi come mai l’Italia sia così soggetta ai terremoti.

I terremoti più forti provocano il dissesto del manto stradale

Le ragioni del rischio sismico in Italia

L’Italia è un Paese con una morfologia molto varia: sono presenti infatti pianure più o meno estese e ben due catene montuose, con numerose zone collinari. Questo è dovuto al fatto che il territorio italiano si trova sulla convergenza delle placche euroasiatica e africana. Le Alpi e gli Appennini, infatti, sono zone molto dinamiche che addirittura presentano aree vulcaniche. Alcune di esse col tempo si sono spente, come i Colli Euganei e il Monte Amiata, mentre altre sono tuttora attive o quiescenti. L’attività vulcanica influisce molto su quella sismica poiché la camera magmatica, che si trova al di sotto della superficie, è molto dinamica. Nelle zone in prossimità dei vulcani un terremoto può indicare un’eruzione più o meno imminente.

Nel 2009 L’Aquila ha subito dei danni molto ingenti e numerose perdite

Zone italiane più a rischio

Le aree con un maggiore rischio sismico in Italia sono quelle a ridosso dell’Appennino, soprattutto al Centro e al Sud. La presenza di vulcani attivi, ad esempio l’Etna e Stromboli, aumenta la probabilità che si verifichi un terremoto: ecco perché Reggio Calabria e la Sicilia orientale sono così soggette a questi fenomeni. Anche la Campania ha fatto registrare dei forti terremoti in passato, ad esempio quello dell’Irpinia nel 1980. In questa regione infatti sono presenti i Campi Flegrei e il Vesuvio, che costituisce un grosso pericolo per la popolazione. Nemmeno la Pianura Padana è esente dai terremoti: lo testimonia ciò che accadde nel 2012 in Emilia. Il terremoto più forte mai registrato in Italia è quello della Val di Noto nel 1693, con magnitudo 7.4-7.6 della scala Richter, mentre quello più disastroso avvenne tra Messina e Reggio Calabria nel 1908 e costò 100000 vite umane.

Matteo Trombi

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