Il Superuovo

Specie aliene: perché è meglio non introdurle

Specie aliene: perché è meglio non introdurle

Di recente nel lago di Garda alcune persone hanno avvistato un esemplare di tartaruga dal guscio molle mentre attaccava degli anatroccoli. L’animale è stato quindi catturato e portato al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), dove si trova tuttora. Molto probabilmente, come spiega il direttore del parco, la colpa è di qualcuno che ha acquistato l’esemplare per poi abbandonarlo. L’animale trovato non è presente in Italia, perciò fa parte delle specie aliene (o alloctone) che si possono incontrare nello Stivale. L’introduzione di questi animali, però, non sempre porta benefici.

Un esemplare di rospo delle canne, specie molto invasiva

Alcuni esempi di specie aliene

Un esempio eclatante dei problemi che le specie aliene possono portare è dato dal rospo delle canne. Questo animale, introdotto in Australia per controllare alcuni insetti infestanti, ha fatto solo dei danni. Il rospo delle canne infatti si è adattato a predare molti animali già presenti e si è riprodotto a dismisura, diventando fuori controllo. Un altro caso è la nutria. L’avvento delle pellicce sintetiche ha reso inutile il loro allevamento e ha portato alla loro liberazione. Le nutrie in libertà rovinano le coltivazioni, danneggiando l’economia locale. Nei fiumi invece una specie molto invasiva è il siluro. Gli organizzatori delle gare di pesca sportiva pensavano che potesse costituire un ricco premio, essendo un pesce molto grosso. Col tempo, però, i partecipanti hanno cominciato a pescare solo dei siluri. Ciò è successo perché il siluro si è adattato all’ambiente e ha predato gran parte della fauna ittica locale, soprattutto nel Po.

Specie aliene
Una coppia di nutrie

Aspetti normativi

La gestione delle specie aliene è strettamente regolamentata. Il regolamento 1143/2014 dell’Unione Europea prevede l’eradicazione di queste specie laddove possibile, in caso contrario si procede con il loro controllo. L’unica eccezione permessa si ha nel caso di specie utili per l’economia, ad esempio le vongole. Il regolamento infatti fa distinzione tra le specie aliene invasive e non invasive. L’Italia ha adeguato la normativa nazionale a questo regolamento solo nel Dicembre 2017, con il Decreto Legislativo 230/2017.

 

 

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