Il Superuovo

Scrittura: l’incredibile potere terapeutico

Scrittura: l’incredibile potere terapeutico

Esistono molti modi per fronteggiare una malattia, per esempio alcuni ricorrono a farmaci e terapie che nella maggior parte dei casi si rivelano efficaci. Solitamete nel giro di poco tempo la persona riacquista la piena salute, ma ci sono dei casi in cui la malattia è molto più difficile da vincere, come per esempio il tumore.

In questi casi le persone ricorrono ai metodi più disparati e tra questi troviamo la scrittura, il cui potere terapeutico sembra aver aiutato Sonia Scarpante, autrice del libro “Non avere paura. Conoscersi per curarsi”. Sonia ha combattuto e vinto la sua battaglia contro il cancro, affermando di esserci riuscita non solo grazie alle terapie, ma anche grazie alla scrittura, una scrittura che definisce terapeutica e liberatoria.

Si spera che in futuro la narrazione della propria malattia possa avvicinare medico e paziente, due figure che sembrano sempre più distanti. Si sta facendo però strada il fatto che non si può più considerare solo la malattia poiché il paziente ha una sua storia, una sua individualità che devono essere tenute in considerazione nel processo terapeutico. È necessario conciliare l’aspetto biologico (prettamente medico) con l’aspetto psicologico (il punto di vista del paziente, come vive la sua malattia) per garantire un trattamento e delle cure adeguate per il paziente.

Recentemente la “medicina narrativa” sta iniziando a prendere piede ed è una metodologia che aiuta il medico a comprendere meglio il modo in cui ciascuno dei suoi pazienti sta vivendo la propria malattia, quali sono le emozioni e le sensazioni che essa suscita. Una sorta di cartella clinica non convenzionale, nella quale trovano spazio tutte le informazioni che non possono essere inserite nella vera e propria cartella clinica. L’obiettivo è andare oltre la malattia, riuscire a capire quegli aspetti che sfuggono continuamente solo perché non sono biologici o strettamente legati alla malattia.

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