Nematodi si svegliano dopo 42000 anni nel ghiaccio

Gli animali non finiscono mai di stupire. Di recente infatti è avvenuto il risveglio di due nematodi ibernati da ben 42000 anni. Questi organismi si erano congelati nel Pleistocene durante la glaciazione di Wurm, avvenuta tra 80000 e 10000 anni fa. I due esemplari risalgono rispettivamente a circa 32000 e 41700 anni fa. Ciò li rende, quindi, gli animali viventi più antichi del mondo. Gli individui sono stati scongelati da un team di ricercatori russi.

Nei ghiacci della Siberia non è difficile fare ritrovamenti di questo tipo

Comportamento dei nematodi

La capacità di ibernarsi dei nematodi è nota da tempo. Essi infatti sono in grado di arrestare le proprie funzioni vitali per affrontare condizioni sfavorevoli, come le basse temperature. Questo fenomeno prende il nome di criobiosi. Così facendo, i nematodi si difendono dall’ambiente esterno. Prima di entrare in questa fase gli individui si rifugiano negli strati più profondi del terreno, in modo da resistere meglio alle avversità. Quando le condizioni ambientali e climatiche tornano favorevoli, gli animali escono dalla criobiosi e riprendono la loro vita. Lo stato di quiescenza può durare anche molti anni. Questo adattamento si riscontra anche in altri organismi, ad esempio i tardigradi.

La formazione di ghiaccio porta i nematodi alla criobiosi

Dettagli dell’esperimento e implicazioni future

L’esperimento ha coinvolto 300 nematodi, due dei quali hanno ripreso le loro funzioni vitali. Lo scongelamento è avvenuto all’interno di apposite piastre, dette piastre di Petri. Dopo poche settimane dallo scongelamento, i due esemplari sopravvissuti hanno iniziato a muoversi e a mangiare. Ciò significa che si può applicare questa tecnica ad altri campi, come la medicina. Una possibile strada da percorrere, infatti, è quella di congelare le malattie incurabili. Questo permetterebbe, nel frattempo, di sviluppare un’eventuale cura. Anche l’astronomia potrebbe trarre vantaggi da questa scoperta, per quanto si tratti di semplici ipotesi. Se fosse possibile scongelare i corpi umani ibernati, infatti, l’esplorazione spaziale potrebbe imbattersi in nuovi orizzonti. Ad oggi, però, questa continua ad essere un’utopia.

Matteo Trombi