E’ il capodanno del 2000, quando un fattorino delle pizze finisce accidentalmente in una camera di ibernazione per risvegliarsi nel 3000, in un futuro intergalattico e robotico. Ebbene sì, questo è l’inizio di Futurama, la popolare sit-com creata da Matt Groening, e il fattorino è proprio Philip J. Fry. Ma è possibile che possa accadere una cosa simile nella realtà? In un certo senso sì.
Il processo di crioconservazione o ibernazione umana

La trama di Futurama è putroppo solo verosimile in quanto per conservare un corpo umano tramite il processo di ibernazione è necessario che sia avvenuto il decesso della persona consentendo così alle cellule di sopravvivere alla disidratazione. In un tempo rapido, subito dopo l’arresto cardiaco, la compagnia di crioconservazione ripristina la ventilazione e il flusso sanguigno al cervello. Dopo essere stato immerso in acqua gelida ed essere stato trasportato in un centro di ibernazione, viene iniettato nel corpo un crioconservante in circolo che impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio che romperebbero le membrane cellulari. Successivamente viene portato alla temperatura di -126° e dopo tre ore immerso in azoto liquido, sostituito periodicamente, a -196°. In alternativa, può essere ibernato unicamente il cervello, nella speranza che in futuro possa essere inserito in un corpo. Esiste però un grosso problema: non esistono studi che assicurino l’integrità degli organi durante il processo di ibernazione. Infatti, il cervello stesso ha varie aree diverse e non è detto che la temperatura di crioconservazione usata sia ottimale per tutte.
Un po’ di storia

Nel 1967, lo psicologo James Bedford diventa il primo uomo al mondo ad essere ibernato e tuttora è conservato in una delle strutture della Alcor Life Extension Foundation, una delle tre compagnie che oggi offrono il servizio. Durante un suo spostamento, nel 1991, il corpo è stato riesaminato e, dall’esterno, è apparso in buone condizioni. Nel 1970 apre il primo centro di ibernazione, anche se negli anni successivi, a causa degli alti costi molti chiudono. Ad oggi, sono più di 300 le persone crioconservate, tra cui una bambina di due anni malata di cancro al cervello. Nel 2005, uno studio su dei cani ha dimostrato che, abbassando la temperatura corporea, il cervello non subisce danni a seguito di un arresto cardiaco.
L’incertezza del futuro

Purtroppo, non esiste alcuna certezza che i corpi attualmente crioconservati possano essere riportati in vita. Ora sicuramente no, forse nel futuro. Si spera infatti che lo sviluppo della tecnologie possa far resuscitare queste persone, anche se la previsione è dai 50 ai 300 anni. Tuttavia, non è detto che questo sia possibile perchè il processo di ibernazione stesso può aver portato dei danni tissutali. La crioconservazione è però funzionante per alcune cellule, come quelle germinali, per alcuni tipi di tessuti, per embrioni o per alcuni organismi semplici come gli insetti. Altro discorso è quello che riguarda un organismo complesso come l’uomo. Tuttavia, se volete spendere 26mila dollari in Russia o quasi 200mila in USA, non vi resta che provare a farvi ibernare e diventare il nuovo protagonista di Futurama.
Alberto Martini