Cosa lega “Il giovane Holden” di Salinger alla morte di John Lennon

John Lennon è morto nel 1980. J. D. Salinger è morto nel 2010. M. D. Chapman è ancora in carcere.

L’8 dicembre del 1980 John Lennon venne ucciso da cinque colpi di pistola davanti la propria residenza a New York. Il suo assassino, seduto sulle scale dell’edificio, aspettò la polizia leggendo il capolavoro salingeriano “Il giovane Holden”.

La morte di John Lennon

Mark David Chapman prese un aereo per New York e per tre giorni visitò la città. Alloggiava in una piccola stanza d’hotel. Si recò a Central Park, dove osservò il laghetto delle papere e la giostra colorata dei cavalli. Contattò anche una prostituta, ma solo per parlare, senza consumare. Durante un giro in taxi si finse un tecnico del suono che aveva appena lavorato con Lennon e McCartney.

Il terzo giorno Chapman si appostò sotto il Dakota Building, dove Lennon viveva con la moglie Yoko Ono e il figlioletto Sean. Quando il musicista uscì per salire sulla vettura che lo avrebbe portato agli studi di registrazione, Chapman gli chiese un autografo. Lennon era infatti appena ricomparso sulla scena musicale dopo cinque anni di silenzio con il nuovo album Double Fantasy, realizzato insieme a Yoko Ono. Era l’8 dicembre 1980.

Un altro fan di Lennon, con il quale Chapman aveva fatto amicizia quella stessa mattina davanti all’edificio, scattò una foto che immortalava il cantante e il suo futuro assassino.

Alle 22.45 di sera, Lennon e Yoko Ono, di ritorno dalla giornata di lavoro, scesero dall’auto. Chapman, che li aveva attesi tutto il giorno, chiamò: “Mr Lennon!”, e sparò cinque colpi di pistola, fatali per il cantante.

“Io sono il Catcher in the rye”

Ciò che colpì maggiormente i testimoni dell’omicidio fu l’atteggiamento dell’assassino subito dopo l’accaduto. Chapman infatti attese la polizia seduto sui gradini del Dakota, leggendo il romanzo “The Catcher in the Rye” (“Il giovane Holden”) di J. D. Salinger, sul quale aveva scritto: “This is my statement”, firmandosi come Holden Caulfield e sottolineando la parola “this”.

In seguito dichiarò più volte di identificarsi con il protagonista del libro, l’inquieto adolescente che muove una critica aspra e distruttiva alla società americana del dopoguerra, raccontando in una sorta di diario-confessione “le cose da matti” che gli “sono capitate verso Natale”.

Dopo l’arresto, Chapman disse a un giornalista: “Io amo i bambini. Sono il Catcher in the Rye”, ovvero “l’acchiappatore nella segale”, colui che salva i bambini prima che cadano da un dirupo in un campo di segale. Si riferiva in particolare al figlio di Lennon, il piccolo Sean, che aveva visto quello stesso giorno sotto il palazzo: “Mi era sembrato il ragazzino più carino che avessi mai visto”; eppure non pensò che stava per infliggergli il dolore immenso della perdita del padre.

Chapman fu arrestato e si trova tuttora in carcere. Una foto del 2018 lo mostra profondamente cambiato rispetto all’immagine scattata al momento dell’arresto: smagrito, con i capelli corti, ma ancora con un inquietante sorriso sulle labbra.

Perché proprio “Il giovane Holden”?

Per chi si chiedesse come mai l’assassino di John Lennon abbia scelto proprio Holden Caulfield come proprio “alter-ego”, la risposta è semplice e coincide esattamente con il motivo per cui l’autore del romanzo più amato dagli adolescenti del secondo Novecento ha deciso di scomparire fino alla sua morte avvenuta nel 2010. J. D. Salinger, infatti, dopo il successo ottenuto con “The Catcher in Rye” era perseguitato da decine di adolescenti che si identificavano nel giovane protagonista del suo romanzo. Holden, raccontando senza freni del suo odio per i “phonies”, gli “iprocriti”, e esprimendo tutto il disagio giovanile di un’intera generazione costretta a vivere in una società insensibile ai bisogni dei più giovani, era diventato l’eroe e la voce di ogni adolescente americano. Chi lo leggeva si chiedeva come fosse possibile che un personaggio fittizio potesse essere così simile a lui: dovevano essere per forza la stessa persona.

Salinger, spaventato dai continui inseguimenti, si rinchiuse così nella sua dimora a Cornish, nel New Hamphire, evitando ogni possibile contatto con i suoi lettori ed estimatori fino alla sua morte.

L’assassino di Lennon, che era stato un suo grande fan, alla notizia che il cantante sostenitore dell’uguaglianza di classe si comportasse a New York come un ricco uomo d’affari, deve aver pensato che Lennon fosse uno di quegli ipocriti tanto disprezzati da Holden. Meritava così di morire.

“Il giovane Holden” fu considerato per lungo tempo un libro sovversivo e fu bandito da biblioteche e programmi scolastici in alcuni stati degli Stati Uniti.

La scomparsa del cantante lascia ancora oggi una ferita aperta nel mondo della musica e nel cuore dei fan, che non smettono di ascoltare le sue intramontabili canzoni.

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