La Cina sta mettendo il piede sull’acceleratore. Sotto la guida di Xi Jinping, scienze e tecnica della terra dei dragoni stanno fiorendo. Non senza qualche incidente di percorso, ovviamente. Tuttavia, ci ritroviamo oggi ad assistere ad un’altra delle imprese cinesi: il ritorno sulla luna. Nello specifico, nella sua faccia nascosta.
Nonostante quello che possano dirvi i Pink Floyd, il lato oscuro della luna non esiste. Esiste tuttavia una parte non pienamente visibile dalla terra. Sebbene la luna sia illuminata in maniera piuttosto equa dal sole, ha una rotazione sincrona rispetto alla terra. Ciò vuol dire che ci mostra sempre la stessa faccia. La parte lontana della luna è stata osservata nella prima volta nel 1959 dalla sonda luna-3.
Atterraggio riuscito
La sonda Chang’e-4 è atterrata con successo alle 3:36 ora italiana del 3 gennaio, alle 10:26 di Pechino, segnando la prima rivoluzione scientifica dell’anno. Istituendo un primato per l’esplorazione spaziale è stato annoverato da Yan Yuguang, capo dell’agenzia spaziale Cinese “una pietra miliare per il progetto d’esplorazione spaziale cinese”.

Un viaggio lungo quasi un mese
La sonda si è staccata da terra l’8 dicembre 201, dalla provincia di Sichuan. Il lato lontano della luna sembra avere una superficie diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. La superficie sembra martoriata da crateri più profondi, e sembra posseder una crosta molto più spessa. Spiegare le differenze è uno dei compiti della sonda Chang’e-4.
La sfida non è stata tuttavia completata senza difficoltà. Non avendo contatto visivo con la terra, la sonda non può inviare direttamente dati. Per comunicare con il campo base, il segnale deve infatti rimbalzare attraverso un satellite intermediario. Questa mancanza di controllo e comunicazioni a singhiozzo obbligano la sonda ad essere perlopiù indipendente, sfida che si presenta simile per il rover marziano.
Sulle soglie di una nuova era di esplorazioni spaziali
Durante la guerra fredda, gli stati uniti e l’ex federazione russa sono stati i capisaldi dell’esplorazione spaziale. Spinti dalla sfida che l’uno offriva all’altro, l’uomo ha per la prima vagliato i confini imposti dal suo posto nell’universo. Oggi, forse sempre spinta dalla necessità di mostrarsi grande al mondo, la Cina continua l’opera, avvicinando sempre di più l’uomo alle stelle. Piano piano l’esplorazione spaziale torna in cima alle priorità di stati e privati. Che sia l’inizio di una nuova era di esplorazione spaziale? Saremmo la prima generazione a varcare in maniera semistabile i confini del nostro pianeta? Solo il tempo ha la risposta