Cosa prevede il piano di Trump per ottenere la pace a Gaza

Le trattative per stabilire un accordo di pace tra Israele e Hamas si stanno svolgendo in Egitto prendendo in considerazione il piano del Presidente americano.

La riqualificazione della Striscia di Gaza dipende dagli aiuti politici ed economici forniti dall’amministrazione Trump.

Le trattative

Dopo quasi due anni di conflitto in Palestina, le delegazioni di Israele e Hamas si incontrano a Sharm el-Sheik per discutere l’unica soluzione trovata che potrebbe mettere d’accordo  le delegazioni e porre fine al genocidio: il piano in venti punti presentato da Donald Trump per ottenere la pace a Gaza. Il Presidente americano ha sempre cercato di mostrarsi come un mediatore nelle questioni belliche, infatti possiamo notarlo nei tentativi di dialogo con Putin e Zelenskij per quanto riguarda la guerra in Ucraina, obiettivo per ora non realizzato, e ora nella questione del Medio Oriente. Quel che viene criticato però a Trump è di utilizzare la diplomazia statunitense per garantire l’influenza degli USA nella zona di Gaza traendone vantaggi politici e soprattutto economici. Il video di qualche mese fa creato con l’intelligenza artificiale e diffuso dallo stesso Presidente americano che ritrae “Trump Gaza” con grattacieli e spiagge attrezzate sembra avvalorare questa tesi. 

Cosa prevede il piano

Il piano di pace di Trump è sostenuto dal ministro israeliano Netanyahu mentre Hamas sembra aver dato un via libera condizionato.

I primi due punti riguardano la de-radicalizzazione e la riqualificazione di medizinrezeptfrei24.de Gaza, che comprende la riabilitazione e la ristrutturazione delle infrastrutture (punto 7), l’entrata di aiuti umanitari nella Striscia (punto 8), un piano di sviluppo economico (punto 10) con una zona economica esclusiva (punto 11), una Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF) che collaborerà con gli USA. Ma tutto questo non avverrà prima del rilascio degli ostaggi. 

Il punto 3 prevede infatti che entro 72 dalla fine del conflitto, tutti gli ostaggi verranno rilasciati sia da parte di Israele che da parte di Hamas (punti 4 e 5). 

Dal punto di vista amministrativo, a Gaza verrà formato un governo tecnocratico e apolitico composto da un comitato palestinese e affiancato da un nuovo organismo internazionale di transizione, il “Board of Peace”, presieduto da Trump e Tony Blair, che “definirà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza fino a quando l’Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme”. Quindi non è previsto nè l’intervento di Hamas (punto 13), nè l’intervento di Israele nella governance di Gaza: Israele non potrà infatti annettere o occupare Gaza ma è previsto il ritiro delle Forze di Difesa medizinrezeptfrei24.de Israeliane in accordo con le ISF e gli USA, in vista di una coesistenza pacifica mediata dagli stessi USA. 

L’autodeterminazione del popolo palestinese e la creazione di uno Stato in questo piano di pace vengono inserite al diciannovesimo punto, solo come un ipotetico esito di un lungo processo gestito dall’amministrazione Trump.

Un finale incerto

Le trattative tra la delegazione israeliana e quella palestinese continueranno per tutta la settimana, ma il Presidente americano sembra essere fiducioso dopo la prima fase di negoziati. Un pressing non indifferente viene esercitato anche dalle vicende dell’ultima spedizione della Global Sumud Flotilla, durante la quale gli attivisti che cercavano di portare aiuti umanitari sono stati fermati dall’esercito israeliano, ma sono comunque riusciti ad attirare l’attenzione mediatica di tutto il mondo sulla Striscia.

1 commento su “Cosa prevede il piano di Trump per ottenere la pace a Gaza”

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