Il meteorite marziano in vendita a New York ci fa riscoprire l’attualità del colonialismo

Il più grande meteorite marziano mai scoperto, rinvenuto nel Sahara nigerino, è stato venduto all’asta a Manhattan.

Il Niger denuncia un possibile traffico illecito e sospende l’esportazione di meteoriti, mentre Sotheby’s assicura la regolarità della vendita.

Cosa è successo?

Non capita tutti i giorni che un pezzo di Marte finisca all’asta a Manhattan, specialmente se pesa ben 25 chili. Ma è esattamente quello che è successo a luglio, quando NWA 16788, il più grande meteorite marziano mai scoperto sulla Terra, ha raggiunto un prezzo record all’asta. Ora il Niger vuole capire come questa roccia spaziale, vecchia di milioni di anni e trovata nel remoto Sahara solo nove mesi fa, abbia lasciato il Paese senza che nessuno se ne accorgesse. Si ritiene che il meteorite, chiamato NWA 16788 (acronimo di Northwest Africa), sia stato espulso dalla superficie di Marte da un impatto con un asteroide, per poi viaggiare per circa 140 milioni di chilometri fino a raggiungere la Terra. Secondo Sotheby’s, è stato scoperto nel novembre 2023 da un cacciatore di meteoriti, ancora anonimo, nella regione nigerina di Agadez.

La vendita

Cosa sia accaduto dopo non è del tutto chiaro. Fonti accademiche italiane, citate dalla Bbc, riferiscono che la comunità locale abbia venduto il meteorite a un commerciante internazionale, che lo ha portato in una galleria privata ad Arezzo, in Italia. Qui, scienziati dell’Università di Firenze lo hanno esaminato prima di esporlo brevemente a Roma. Si è aperta quindi una grande parentesi riguardo alla vendita del meteorite, soprattutto riguardo alla legalità di questo atto. In Niger la reazione è stata tutt’altro che festosa: il governo ha aperto un’indagine ufficiale su quello che definisce un possibile “traffico internazionale illecito”. Il presidente Abdourahamane Tiani ha sospeso l’esportazione di meteoriti e pietre preziose fino a nuovo avviso, richiedendo una maggiore tracciabilità.

Legalità

La vendita di meteoriti come il Tissint solleva complesse questioni legali, specialmente quando la legislazione del Paese di origine è ambigua, come nel caso del Niger. L’assenza di una normativa specifica sui meteoriti crea una zona grigia che permette a case d’asta come Sotheby’s di procedere con la vendita, classificando il meteorite come un bene mobile privato. Tuttavia, questa pratica alimenta un dibattito sulla proprietà del patrimonio naturale che va oltre i confini nazionali, poiché i meteoriti caduti sulla Terra sono considerati da molti come un patrimonio dell’umanità. La situazione si complica ulteriormente quando si affronta l’aspetto neocoloniale della vendita. La legalità di queste transazioni viene spesso messa in discussione, poiché i meteoriti, sebbene non specificamente protetti dalla legge, provengono da Paesi in via di sviluppo. La loro vendita a privati o istituzioni straniere potrebbe essere vista come un’ulteriore forma di spoliazione di risorse che perpetua le dinamiche storiche di sfruttamento, privando il Paese di origine non solo di un valore economico potenziale, ma anche di un importante bene scientifico e culturale.

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