Oggi vedremo la storia di Pandora, analizzando il mito, la serie televisiva “Streghe” e la serie animata “Pollon”.

Il mito di Pandora appartiene ad un’epoca piuttosto lontana dalla nostra e nel tempo è stato rivisitato; oggi vedremo come l’hanno fatto i due programmi che prenderemo in considerazione: la serie “Streghe” e l’anime “C’era una volta… Pollon”.
Il mito del vaso di Pandora
All’antica Grecia risale il mito di Pandora. Si racconta che per punire Prometeo per il furto del fuoco agli dei (infatti questo aveva rubato il fuoco a Zeus per portarlo agli uomini), Zeus decise di inviare una punizione all’uomo. Zeus chiese al figlio Efesto di formare con l’argilla la figura di una donna che in volto fosse bella come le dee; chiese aiuto agli altri dei, infatti Atena diede alla donna la conoscenza della sua arte di tessere la tela, Afrodite le diede la grazia e la passione, Ermes le diede un animo sfacciato e un costume volubile e Zeus le diede un vaso che lei non avrebbe mai dovuto aprire. Una volta creata gli dei le diedero ornamenti per le vesti, fiori per abbellire i capelli e le fu messa nel cuore la menzogna, discorsi seducenti e la furbizia; il risultato di una donna bellissima e spietata , che Esiodo definisce “un inganno al quale non si sfugge”. Questa donna fu chiamata Pandora (che significa “tutti i doni”) perché ogni dio le diede in regalo un dono, che sarebbe stato una sciagura per i mortali. Questa donna fu portata ad Epimeteo (questo nome significa “colui che capisce dopo”), fratello di Prometeo (nome che significa “colui che capisce prima”); Prometeo aveva detto al fratello di non accettare nessun dono proveniente da Zeus, ma Epimeteo dimenticò le parole del fratello e accettò il dono che il messaggero degli dei gli aveva portato.
Pandora, spinta dalla curiosità, fece quello che aveva promesso di non fare: aprì il vaso e tutti il mali uscirono; quel vaso infatti era pieno di tutti i mali che ancora erano sconosciuti all’umanità (malattia, follia, fatica, passione). Pandora chiuse subito il coperchio, ma nel vaso rimase soltanto la speranza. Successivamente Pandora ed Epimeteo ebbero una figlia, Pirra, che si sposò con Deucalione; i due furono gli unici a salvarsi dal diluvio che fece terminare l’età dell’oro e insieme fondarono una nuova stirpe di uomini, una speranza per l’umanità. Adesso però vediamo come la serie “Streghe” ci mostra questo mito.
“Streghe”, “Little box of horrors”
“Streghe” è una serie statunitense fantasy, andata in onda dal 1998 al 2006, ideata da Burge. Le protagoniste sono tre sorelle che scoprono di essere streghe e di avere dei poteri. Nelle prime stagioni le tre protagoniste sono Prue, Piper e Phoebe, nelle successive il personaggio di Prue muore e vediamo l’introduzione di una nuova sorella, Paige, che fino ad ora era rimasta sconosciuta. Nello scorrere delle puntate le protagoniste si impegnano per combattono il male e salvare l’umanità; noi oggi vedremo una di queste puntate nello specifico, l’episodio 18 della stagione 7. Questo episodio si intitola “Little box of horrors” (in Italia il titolo è stato tradotto con “Il vaso di Pandora”). All’inizio della puntata vediamo un demone che combatte contro una ragazza per prendere una scatola; morta questa ragazza che proteggeva la scatola, questa si smaterializza e la vediamo comparire in un dormitorio. Tramite le protagoniste si riesce a trovare questa scatola, solo che arriva lì tramite un inganno anche il demone che la cercava; adesso però la scatola era entrata in possesso di una ragazza di nome Hope, lei era la nuova custode del vaso si Pandora. Hope non resiste alla curiosità e apre la scatola, facendo uscire tutti i mali; poi è costretta a riaprirla perché quel demone che voleva il vaso a tutti i costi usa un’amica della ragazza per minacciarla. Alla fine però le protagoniste trovano una soluzione, infatti secondo la leggenda l’unica cosa rimasta nella scatola era la speranza, adesso loro credono che proprio Hope (che in inglese significa “speranza”) possa sistemare la situazione rimettendo i mali nella scatola. Quest’ipotesi funziona e il mondo viene salvato.
Quindi adesso la donna non è più vista come colei che ha portato i mali all’umanità, ma al contrario ha proprio il compito di tenerli rinchiusi nel vaso. Adesso vediamo come la serie animata “C’era una volta… Pollon” riprende questo mito.
“C’era una volta… Pollon”, “Il vaso di Pandora”
“C’era una volta… Pollon” è una serie animata degli anni ’80; precedentemente era un manga che poi diventa un anime. La protagonista è Pollon, una semidea figlia di Apollo che vuole a tutti i costi diventare una vera dea; oggi vedremo l’episodio che parla del mito di Pandora, ovvero l’episodio 46 (anche se il personaggio di Pandora viene introdotto alla fine dell’episodio precedente). Nella puntata Pollon e i suoi amici arrivano alla casa di Pandora in cerca del vaso, lei abita lì insieme al padre che le raccomanda di non parlarne con nessuno, la ragazza però fa vedere a Pollon il vaso e lei lo apre (nonostante le raccomandazioni di Pandora di non farlo). I mali dell’umanità adesso sono liberi e vanno in giro a portare caos e scompiglio. Pollon si trova in difficoltà adesso e chiede aiuto alla dea delle dee, ma lei non le risponde; si ricorda allora delle sue ultime parole, ovvero che nel vaso c’era qualcosa di molto importante. Pollon va di nuovo a casa di Pandora e la convince a portarla di nuovo dal vaso, allora Pollon scopre che lì dentro c’era ancora la speranza; la bambina riesce allora tramite l’aiuto di questa a riportare il mondo all’ordine e alla fine la speranza si mostra nella sua vera forma, cioè con l’aspetto della dea delle dee. Pollon scopre che la dea delle dee è proprio la speranza e che la nostra protagonista solo grazie al suo buon cuore è riuscita a salvare tutti. La dea delle dee rivela a Pollon che sarà lei la prossima dea della speranza; Pollon mette l’ultima moneta nel salvadanaio che ha a forma di trono e finalmente questo diventa grande abbastanza, significa che lei è finalmente una vera dea.
Come possiamo vedere in questo caso la colpevolezza della donna è molto ridotta, poi se guardiamo solo la figura di Pandora il suo ruolo è estremamente ridimensionato dato che è Pollon ad aprire il vaso e poi a risolvere la situazione. Teniamo in considerazione che si tratta comunque di un anime e che si rivolge anche ad un pubblico di bambini, ma vediamo che in questo caso non c’è una donna creata per portare il male all’umanità.