Chi erano gli Elon Musk e i Jeff Bezos dell’antica Roma? Come hanno potuto aumentare vertiginosamente il loro patrimonio?

Nell’antica Roma non era così: ecco i personaggi più ricchi e potenti dell’Urbe.
La ricchezza
La ricchezza nell’antica Roma era considerata la chiave della felicità. I motivi? Possedere cumuli di sesterzi permetteva di vivere tra tutti gli agi, di avere una vita erotico-sentimentale più interessante e soprattutto di essere rispettati e invidiati. E onore e ammirazione altrui, a Roma, erano un importante ingrediente della felicità. Non importava se poi, per avere tutto questo, si commettevano prepotenze e abusi e si calpestavano virtù celebrate dai filosofi come la solidarietà, la giustizia, la moderazione. Lo storico inglese John Kampfner ha cercato di stabilire dei paralleli tra l’età antica e la nostra. «Se prendiamo come criterio di misurazione della ricchezza la manodopera a libro paga, il dato per Marco Licinio Crasso (II-I secolo a.C.) sarebbe di 32mila “dipendenti” Romani a fronte, per esempio, dei 75mila americani di Bill Gates all’uscita dall’azienda nel 2006», spiega. La cifra è stata ricavata tenendo presente la proporzione tra la popolazione dell’impero alla morte di Augusto (nel 14 d.C.), che era di circa 46 milioni di abitanti e quella degli Stati Uniti di oggi, circa 340 milioni.

Accumulazione
Crasso accumulare la sua straordinaria fortuna, che si aggirava intorno ai 192 milioni di sesterzi (pari a oltre 1 miliardo di euro). Egli aiutò infatti Silla a sconfiggere Mario nell’82 a.C. e approfittò poi senza ritegno delle proscrizioni indette dal nuovo padrone di Roma: si accaparrò terre e ville di chi si era schierato con la parte sconfitta e diversificò gli investimenti. Acquistò infatti miniere d’argento in Spagna, vasti latifondi in campagna e case in città. Sfruttò la piaga degli incendi urbani trasformando in pompieri squadre di suoi schiavi: le abitazioni distrutte dal fuoco venivano da lui rilevate a prezzi stracciati, sistemate alla meglio e date in affitto. Con enormi guadagni per i suoi forzieri.

Economia
Il fenomeno della ricchezza estrema, sebbene con meccanismi e scale radicalmente diversi, affonda le sue radici nella storia economica. Un confronto tra le fortune accumulate nell’antica Roma e quelle dei magnati odierni come Bezos e Musk rivela tanto le continuità quanto le profonde trasformazioni dei sistemi economici.Nell’antica Roma, figure come Marco Licinio Crasso accumularono fortune immense. La loro ricchezza rifletteva un’economia agraria e imperiale, derivando principalmente da vaste proprietà terriere, sfruttamento di schiavi su larga scala, proventi da conquiste militari, saccheggi e appalti pubblici. Crasso, ad esempio, trasse profitto speculando su incendi e ricostruzioni. Questa ricchezza era tangibile, consolidando potere politico-militare e dipendendo dalla stabilità imperiale.Oggi, i bilioni di dollari di figure come Jeff Bezos o Elon Musk rappresentano una ricchezza qualitativamente differente, radicata nell’economia dell’informazione, della globalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Le loro fortune emergono dalla creazione di vasti ecosistemi digitali (Amazon) e dallo sviluppo di tecnologie disruptive (Tesla, SpaceX), con una rapida scalabilità globale.