Oggi usiamo i cristalli per manifestare, scopriamo come li usavano prima di noi

Andiamo alla scoperta di come venissero utilizzati i cristalli per vari scopi nel passato e come vengono usati nel presente. 

Capita di trovare nel web “istruzioni” su come manifestare al meglio situazioni diverse o su come risolvere problemi della quotidianità attraverso l’uso di cristalli; questa pratica però è più antica di quanto si possa pensare, scopriamolo.

I cristalli nel presente

Basta cercare su qualunque motore di ricerca “cristalli per …” e subito ci troviamo davanti una lista dei migliori cristalli per ogni possibile scopo, che sia per non avere ansia, per i viaggi in nave, per i dolori mestruali, per rilassarsi; possiamo anche cercare i cristalli migliori per vari tipi di intenti, come attrarre l’amore, il lavoro, la salute. Un’ulteriore possibilità sono i cristalli migliori da usare a seconda del nostro segno zodiacale. Una cosa è certa, esiste un cristallo per ogni bisogno. Esistono persone che ci credono e altre che non ci credono, ma esiste anche una categoria di persone che non ci crede ma prova ugualmente; così ci ritroviamo a sciacquare questi cristalli, esporli alla luna e rivolgere a loro i nostri desideri più intimi e le nostre necessità. Questa pratica non è una novità del nostro secolo, ma la ritroviamo utilizzata anche nel passato; oggi analizzeremo nello specifico come funzionava e lo studio che c’era dietro la preparazione di queste gemme.

Le gemme magiche nel passato

Quello che oggi facciamo comodamente dalla nostra camera seguendo un video YouTube o delle istruzioni da qualche sito web, nel mondo antico e tardoantico si svolgeva in un santuario, nell’officina di un mago o più avanti addirittura anche presso le chiese. Il papiro di Parigi (PGM IV) ci porta nella bottega di un mago, Pitis, che sta insegnando al suo allievo (re Ostane) il proprio sapere; nella bottega possiamo trovare strumenti vari, ingredienti presi dal mondo minerale, animale e vegetale, pozioni. Pitis spiega in particolare al suo allievo un rito di negromanzia e vediamo che le istruzioni sono estremamente chiare; serviranno pelli di animali specifici, su cui dipingere figure e scritte specifiche, con “tinture” altrettanto specifiche. Niente è lasciato al caso, infatti gli animali da cui viene presa la pelle, i disegni da fare e le scritte avranno dei motivi estremamente particolari che serviranno allo scopo desiderato. Parlando più nel dettaglio di gemme, vediamo che solitamente riportano l’incisione di alcune divinità, anche provenienti da Pantheon diversi (quindi di religioni diverse); questo perché mettere più divinità insieme aumentava il potere del manufatto. Anche il materiale della gemma che si sceglieva era importante, perché per scopi diversi servivano gemme diverse. Per scopi diversi ricorriamo anche a immagini diverse da incidere, anche collegate alle figure zodiacali; ogni segno zodiacale influisce su una diversa parte del corpo, ad esempio Ariete è la testa, Gemelli le spalle, Leone è dorso, cuore e fianchi, Vergine il ventre, Capricorno le ginocchia, Acquario le gambe ecc. Dunque si incide sulla gemma una divinità che appartiene alla sfera di influenza di un determinato segno zodiacale, per agire su una precisa parte del corpo.

La gemma della fenice

Ora andiamo a scoprire un esempio di questi manufatti: la gemma con la fenice. Per iniziare diciamo che tutto il repertorio di gemme con la fenice incisa viene chiamato “The Phoenix class”; infatti non abbiamo solo una di queste gemme, ma varie e sparse per i musei di tutto il mondo. Adesso andiamo ad osservare un esemplare conservato al Museum of Fine Arts di Budapest. Questa gemma è in ematite nera e risale al II secolo d. C.. Sulla prima faccia vediamo incisa una fenice con un’aureola e sei raggi attorno alla testa, che sta in posa su un globo su una colonna; sullo sfondo vediamo falchi, scorpioni e serpenti, anche due piccole S rovesciate che potrebbero essere anche due lombrichi. Sull’altra faccia della gemma vediamo l’iscrizione “πεπτε”, che traduciamo con l’imperativo “digerisci”, e il segno SSS tagliato con una linea da sinistra verso destra; questo simbolo è il “segno di Chnoubis”. Partiamo dalla scelta della pietra, infatti Teofrasto ci dice che deve essere un’ematite nera perché è “compatta e opaca e densa perché […] sembra fatta di sangue rappreso”; è connessa secondo la tradizione al deflusso del sangue e può guarire emorragie e ulcere (anche dello stomaco). La scelta del “segno di Chnoubis” è spiegata dal fatto che egli è una divinità connessa alla sfera del ventre e al segno zodiacale Vergine. La scelta della fenice ci riporta all’antico Egitto, quest’uccello rappresenta la rigenerazione e ridona energia al corpo. Il mago mette insieme questi diversi elementi (ricordiamo che può unire anche elementi di Pantheon diversi) per creare il perfetto amuleto che servirà per proteggere il richiedente da qualcosa, in questo caso i dolori al ventre. Se invece oggi cerchiamo “cristalli per il dolore al ventre” sul nostro motore di ricerca vedremo i più disparati suggerimenti; mi sono permessa di cercare e in un paio di siti consigliano ancora l’ematite per i dolori al ventre e per emorragie.

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