Una nuvola di metano sopra Norvegia e Svezia: ricostruiamo la storia degli accordi energetici europei

Dopo le perdite di metano  del Nord Stream  una gigantesca nube di gas sorvola l’Europa.  Inoltre i sismologi hanno registrato delle esplosioni nel mar Baltico.

Le indagini internazionali cercheranno di fare maggiore chiarezza su questa sorta di sabotaggio, che è stato oggetto di scambi di accuse tra il Cremlino e l’occidente.

La ricostruzione degli eventi

Finora sono state la Svezia e la Danimarca a fornire al Consiglio di sicurezza dell’Onu le informazioni disponibili, su cui ovviamente ci saranno ulteriori indagini. L’istituto di ricerca norvegese dell’ambiente e del clima Nilu, ha calcolato una perdita di gas pari a 80 mila tonnellate. Presso una località meridionale del Paese denominata Birkenes e non lontana dalla frontiera con la Svezia, l’stituto di ricerca ha potuto osservare livelli estremamente alti di metano nell’aria. Attraverso una lettera congiunta i governi dei due Paesi scandinavi hanno affermato che le falle potrebbero essere state causate dalla detonazione di diverse centinaia di chili di esplosivo. Inoltre hanno evidenziato la propria preoccupazione per l’impatto ambientale e climatico che queste  fuoriuscite di gaspotrebbero avere nel loro terrritorio e in particolar modo nel Mar Baltico. Per aumentare la sicurezza dopo questo evento, il premier norvegese Stoere ha accettato l’aiuto  di Germania, Francia e Regno Unito.

La nascita dell’Ue

Nel 1951 Jean Monnet, il ministro degli Esteri francese Schuman, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer decisero di dare una forma concreta alla loro idea di Europa economica. Così, Francia, Germania dell’ovest, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo istituirono la CECA, che consentì la l’aumento della produzione e dello smercio di due risorse decisive per la ripresa postbellica, ovvero carbone e acciaio. Il modello sembrò funzionare e si pensò di adottarlo anche in ambito difensivo. Gli stessi sei paesi firmarono, nel ‘52, il trattato che istituiva la Comunità europea della difesa, che però a causa della mancata firma da parte della Francia, non decollò mai. Nel 1957 furono sottoscritti i trattati di Roma con cui fu istituita un’unione doganale, la Comunità economica europea (CEE). Il Trattato di Maastricht del ’93 segnò la nascita di un nuovo organismo politico economico: l’Unione europea. Il punto centrale era la creazione di un sistema monetario unico e diun’unica valuta europea. Venne poi creata la Bce, incaricata di condurre la politica monetariae mantenere la stabilità dei prezzi e del mercato finanziario.

Gli accordi energetici europei

Nel 1957  la sottoscrizio dell’Euratom contribuì allo sviluppo della ricerca e assicurare la diffusione del nucleare a scopo energetico e quindi non con finalità militari. Il valore dell’Euratom è particolarmente evidente nel contesto dell’allargamento dei confini europei. L’energia nucleare venne considerata un’importante fonte di energia per molti paesi dell’Europa orientale. Il problema principale furono le norme di sicurezza delle centrali nucleari, che non tutelavano la popolazione. Questo rappresentò una prima forma di collaborazione e copperazione europea in ambito energetico. Facendo un improvviso balzo in avanti fino ai nostri tempi, oggi sappiamo che l’Ue ha sostenuto il più ampio pacchetto di misure per il raggiungimento degli obiettivi 2030 in materia di energia e clima, mirando ad aumentare l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’ obiettivo europeo sarà dunque del 32%, con una clausola di revisione al rialzo nel 2023.

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