La questione irlandese abbraccia sei secoli di storia: dalle origini ad oggi in 8 punti

La questione Irlande affonda le sue origini nell’epoca moderna: dopo la conquista dell’Irlanda da parte dell’Inghilterra nel XVII secolo, il desiderio di indipendenza del popolo irlandese che invade il cuore di tutti gli irlandesi ha una storia lunghissima e intensa. La Questione irlandese però non può dirsi conclusa, anzi ad oggi si sono riaccesi i focolai indipendentisti post Brexit, perchè l’isola si è vista definitivamente spaccata in due. Andiamo ad analizzare insieme, con un elenco, i punti salienti di questa storia.
1) La conquista inglese definitiva
Fina dal XII secolo l’isola irlandese è stata meta di conquista dei popoli nordici e degli inglesi. Ma la sua conquista definitiva arriva dal XVI secolo. Le infrastrutture antiche gaeliche caddero definitivamente nel XVII secolo, a causa delle plantations: insediamento di forti comunità inglesi e scozzesi su terre espropriate ai cattolici irlandesi. La più famosa e riuscita fu la Plantation of Ulster. Due periodi di guerra civile (1641-53 e 1689-91) causarono grosse perdite di vite umane e si conclusero con l’espropriazione dei beni della classe dei proprietari terrieri irlandesi e la loro sottomissione alle discriminatorie Leggi penali irlandesi.
2) L’Act of Union
La ribellione del 1798 ebbe come conseguenza la promulgazione il cosiddetto Act of Union: il parlamento britannico, con l’appoggio del primo ministro William Pitt, stabilì lo scioglimento del parlamento irlandese e l’unione, dal 1º gennaio 1801, fra il Regno d’Irlanda e il Regno di Gran Bretagna. Nel 1803 vi fu un fallimentare tentativo di ribellione guidato da Robert Emmet che venne però arrestato e giustiziato.
3)1823, 1829 e la crisi delle patate (1845)
Nel 1823 un intraprendente avvocato cattolico, Daniel O’Connell, in seguito chiamato the Liberator, iniziò, fondando la Repeal Association, una campagna per l’abolizione (Repeal) dell’Act of Union e per l’emancipazione cattolica. L’emancipazione venne infine concessa nel 1829, senza però l’abrogazione dell’Atto d’Unione. Nel 1845 la Grande Carestiacolpì la raccolta delle patate, l’alimento principale per la maggior parte della popolazione, questo evento e le migliaia di morti crearono una crepa irreparabile tra Irlandesi e Britannici e base per le insurrezioni Irlandesi del XX secolo.

4) Gli anni 1920-1923
Il Government of Ireland Act è quell’atto che istituisce due parlamenti separati in Irlanda: quello di Belfast e quello di Dublino. Viene cosìsancita la partizione dell’Irlanda di due stati con la conseguente separazione delle sei contee nordorientali, a maggioranza protestante e unionista, dal resto dell’isola. Nel 1921 si conclude la guerra d’indipendenza irlandese: viene firmato il Trattato di pace anglo-irlandese: la Gran Bretagna concede all’Irlanda una larga autonomia nell’autogoverno e la formazione dello Stato Libero d’Irlanda entro il Commonwealth britannico. Anni ’22-’23: le 26 contee irlandesi tra sostenitori e oppositori del Trattato di pace anglo-irlandese, conclusasi con la vittoria dei primi.
5) Il lunedì dell’angelo del 1949
Il lunedì dell’angelo del 1949 l’Irlanda fu stravolta e cambiò per sempre il suo assetto politico: l’Irlanda infatti abbandona lo sua condizione di dominion e diviene una repubblica del tutto indipendente da Londra. Le 6 contee del Nord dell’Irlanda invece restano sotto il dominio del Regno Unito, dove vale il Government of Ireland Act. Fino alle rivolte del 1969 che iniziano ad espandersi in tutto il paese
6) Gli anni ’70
Dal 1969 fino al 1974 il clima è bollente in Irlanda. Fervono movimenti per i diritti civili in Irlanda del Nord (come il Nicra, Norther Ireland Civil Right Association, o il People’s Democracy), che denunciano le disparità tra le due comunità nordirlandesi e sono oggetto di rivolta. e protesta degli Irlandesi. Nel triennio ’72-’73-’74 continuano le proteste e si verifica anche il celeberrimo Bloody Sunday: a Derry i paracadutisti dell’esercito britannico sparano sulla folla e uccidono 13 dimostranti disarmati.

7) Gli anni tra il 1974 e il 1998
Questa è la fase della Guerra civile “a fasi alterne”: l’Ira negli anni ha organizzato una resistenza molto dura, condotta sia militarmente, con attentati in tutto il Regno Unito, sia con azioni politiche e simboliche dal forte impatto, come lo sciopero della fama ad oltranza dei prigionerei politi irlandesi che nel 1981 porta alla morte 9 irlandesi. Nel 1998, il 10 aprile, dopo una lunga serie di traversie, viene firmato il Belfast Agreement:questo atto, noto anche come Atto del Venerdì santo sancirce in modo definitivo la restaurazione del Parlamento nordirlandese e stabilisce che il governo locale avrebbe dovuto rispettare nella sua composizione la rappresentatività di tutti i maggiori partiti e di tutte le comunità. Ciò ebbe due conseguenze: 1) la Repubblica d’Irlanda ha rinunciato ufficialmente a ogni rivendicazione sulle sei contee dell’Ulster e 2) il Regno Unito si è impegnato a emanare la legislazione necessaria per creare un’Irlanda unita
8) La Brexit
La Brexit oggi ha però cambiato questo scenario di pace riaprendo vecchie ferite. Quanto provvedimento ha trasformato infatti il confine interno irlandese in uno dei confini esterni dell’Unione Europea, al quale, in linea di principio, dovrebbero essere applicate le stesse regole e gli stessi controlli di tutti gli altri confini esterni. La Brexit ha risvegliato il nazionalismo dei protestanti irlandesi che non hanno mai appoggiato il protocollo irlandese e che hanno più volte accusato Londra di trattare l’Irlanda del Nord come il parente povero del Regno Unito; in più sono insorsi di nuovo i componenti dell’IRA, quelli più estremisti e ne hanno approfittato per riattivare le proteste. L’unione dell’isola potrà avverarsi solo con l’intervento di Bruxelles, ormai decisiva per gli equilibri, per smorzare le nuove tensioni e guerriglie