“San Junipero”: una realtà virtuale e l’eutanasia ci potrebbero salvare dalla morte

“San Junipero” è il titolo del quarto episodio della terza stagione di “Black Mirror”, serie TV in onda su Netflix.

Le protagoniste dell’episodio “San Junipero” della serie Netflix “Black Mirror”, Kelly e Yorkie.

La vicenda inizia nel 1987 quando una giovane ragazza timida, di nome Yorkie, visita San Junipero per la prima volta ed incontra un’altra ragazza, di nome Kelly.

San Junipero: trama dell’episodio

Le due ragazze Yorkie e Kelly, col quale incontro inizia la storia dell’episodio, si conoscono per la prima volta nella città di San Junipero nel periodo in cui Kelly, piena di vita ed amicizie in città, cerca di lasciarsi dietro Wes, un ragazzo con cui aveva avuto una piccola storia. Per lasciarlo, Kelly propone a Yorkie di fingere di flirtare con lei ma la ragazza si imbarazza e si allontana, ma viene inseguita da Kelly che le chiede di avere un rapporto sessuale che viene negato. La settimana successiva, Yorkie si veste con dei vestiti simili a quelli della settimana precedente e quando esce fuori la sera incontra Kelly che ci prova con un altro ragazzo. Tuttavia, questa volta Yorkie la segue nel bagno e dopo un bacio appassionato, le due ragazze finiscono nel bungalow di Kelly dove consumano una notte di amore. La settimana ancora successiva, Yorkie si reca in giro per cercare Kelly ma non la trova e, dopo un apparente viaggio temporale, Yorkie scopre la ragazza nel 2002, da cui viene aggressivamente respinta ed allontanata. Tuttavia, Kelly, triste del suo comportamento, la segue sul tetto e le spiega che sta morendo e non voleva assolutamente creare dei rapporti mentre era a San Junipero. Da questo dettaglio si riesce a capire che in realtà le due ragazze si trovano in una simulazione parallela artificiale e si danno appuntamento nella vita reale per potersi incontrare.
Nella vita reale, Kelly visita Yorkie, scoprendo che si tratta di una donna quadriplegica che vive in una residenza per anziani. La infermiera racconta che Yorkie è diventata incapace di camminare 40 anni prima a causa di un incidente stradale, verificatosi non appena aveva fatto coming out con i suoi genitori fortemente religiosi. Un altro infermiere, Greg, comunica con lei e ha capito che Yorkie è stanca di provare San Junipero temporaneamente ed è pronta ad essere eutanizzata e vivere per sempre nella realtà virtuale. Pertanto, lei stava decidendo di sposarsi con Greg per ottenere le carte dell’eutanasia visto che i genitori religiosi si erano opposti. Per questo motivo, Kelly, volendo esaudire il desiderio della sua amata Yorkie, si reca di nuovo in San Junipero dove si sposano e finalmente, avendone l’autorità, Kelly dà l’approvazione per la eutanasia della donna che quindi resta a vivere per sempre nella realtà parallela.

La terza parte dell’episodio parla della vita di Kelly, di un marito che lei ha a casa e che le impedisce di raggiungere Yorkie per sempre a San Junipero, e anche dell’assenza di Allison, la figlia di Kelly, morta prima che questa tecnologia della realtà alternativa fosse presente. Per tale motivo, Kelly per un periodo di tempo rifiuta la proposta di Yorkie di raggiungerla per sempre nella simulazione virtuale. Tuttavia, ben presto le condizioni di salute di Kelly peggiorano nella vita reale e per tale motivo decide infine di essere eutanizzata e il suo corpo viene sepolto con il resto della famiglia. Tuttavia, decide anche di “passare” la sua coscienza a San Junipero, dove continua a vivere per sempre con Yorkie.

Eutanasia e suicidio assistito

La maggior parte dei casi di eutanasia oggi registrata viene effettuata mediante la somministrazione di elevate dosi di farmaci noti come barbiturici, composti capaci di rallentare l’attività cerebrale e del sistema nervoso. Questi farmaci, solitamente usati in piccole dosi, possono essere prescritti a breve termine per il trattamento dell’insonnia o delle convulsioni durante degli attacchi acuti. Tuttavia, con altre dosi o tecniche di somministrazione, questi farmaci potrebbero anche essere applicati in ambito anestesiologico, per il sonno del paziente durante una chirurgia. Solitamente una overdose di barbiturici è fatale siccome si ha un rallentamento tale del sistema nervoso da bloccarne completamente il funzionamento, con blocco della funzione respiratoria. L’eutanasia viene anche distinta in passiva, nel caso in cui venga effettuata mediante spegnimento di macchinari che mantengono in vita il paziente, e attiva, mediante la somministrazione di farmaci come quelli citati precedentemente per indurre la morte nel paziente.
Il suicidio assistito, nonostante abbia molte caratteristiche in comune nell’azione con la eutanasia attiva, viene effettuata mediante la fornitura al paziente, conscio e capace di intendere e di volere, di una dose letale di un farmaco che viene iniettata dal paziente stesso nel suo corpo. Va sempre ricordato che, almeno negli Stati Uniti, un paziente consenziente può rifiutare le cure mediche e decidere di morire senza essere trattato dal personale medico.

Intelligenza artificiale e cervello umano

La realtà artificiale presentata in San Junipero è purtroppo ancora molto lontana dal divenire realtà, nonostante al giorno d’oggi ci sia molta ricerca sul versante delle neuroscienze e della realtà alternativa artificiale. Infatti, molti studi che oggi vengono condotti per approcciare il cosiddetto brain uploading, ossia caricare su un computer tutte le informazioni necessarie per generare una copia virtuale di noi stessi, stanno ancora valutando quale sia il substrato organico cerebrale che, una volta tradotto in reti neurali o più, possa permetterci di accedere ad una simulazione virtuale della vita, rendendoci tecnicamente immortali.
I principali argomenti che oggi vengono discussi sono il connettoma (ossia l’insieme di tutte le connessioni sinaptiche a livello cerebrale) e la formazione di nuove mappe/schemi neurali, creati con differenti approcci valutati specificamente su base anatomica, e che dovrebbero emulare il comportamento umano, o perlomeno questo è l’obiettivo visto che non si è neanche certi di dove questi processi di ideazione si verifichino e come vengano poi messi in moto a livello mentale e fisico dal nostro organismo. Pertanto, finché queste informazioni biologiche mancheranno, sarà impossibile tramutare le informazioni da noi osservabili in qualcosa di digitale, avviando quindi il secondo step di questa fantascientifica avventura, ossia creare una realtà virtuale per le nostre menti.

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