Venderemmo la nostra anima al diavolo per denaro? Rispondono Roman Polanski e Alberto Moravia

Nei suoi romanzi, specie ne Gli indifferenti, Alberto Moravia mostra la decadenza della borghesia. Lo stesso fa Roman Polanski in Rosemary’s baby. 

Fino a che punto si arriverebbe ormai per il successo e per ottenere denaro? Quando ormai parliamo di società, di decadenza dei valori, non siamo estranei a domande di questo tipo. Inevitabilmente desideriamo ottenere ciò che vogliamo, avere successo, fama e fortuna, ma con che mezzi vogliamo raggiungerla? Ci venderemmo l’anima al diavolo? Forse sì. Il quadro che Alberto Moravia nei suoi romanzi e Roman Polanski nei suoi film dipingono, è fin troppo chiaro. Infatti, Gli indifferenti mostra una borghesia nel massimo della sua decadenza. Invece, Rosemary’s baby mostra un uomo che (spoiler) arriva perfino a vendere il figlio a Satana per ottenere ciò che vuole.

L’indifferenza della borghesia

Quando parliamo di indifferenza e quindi di indifferenti per Moravia, non dobbiamo con questo termine concepire semplicemente l’assenza di emozioni. Infatti, si tratta più che altro di una assenza di moralità. Il romanzo di esordio di Moravia, pubblicato nel 1929 mostra nel suo crudo realismo la grottesca situazione della società borghese. Senza principi morali, senza scrupoli, gli uomini di questa società sono disposti a tutto per raggiungere scopi assolutamente ignobili. L’ipocrisia e la recita in cui essi vivono viene aspramente denunciata da Moravia, che però era borghese lui stesso. Infatti, il romanzo diventa anti-borghese in un certo senso solamente “dopo”, ma di fatto risplende di un acuto realismo proprio grazie all’esperienza dell’autore all’interno di quel tipo di società.

Rosemary’s baby

Uno dei classici horror dell’horror più apprezzati è tuttora sicuramente Rosemary’s baby, considerato il capolavoro di Roman Polanski. La storia terrificante racconta di una donna che a sua insaputa partorisce il figlio di Satana, scoprendo poi che è stato il marito a cederlo a lui per ottenere una brillante carriera di attore, soldi e fortuna. Al di là di questa componente fortemente macabra, è facile comprendere come tutto questo costituisca una allegoria. Come osserva Gianni Rondolino in Storia del cinema, infatti, il film costituisce una profonda critica della borghesia disposta a qualsiasi cosa, a lodare perfino Satana. Un padre arrivista al punto da cedere un figlio pur di avere la vita che desidera, come Leo del romanzo di Moravia che non esita a circuire due donne per impadronirsi di una villa. Nel film di Polanski, il padre nella scena finale naturalmente viene disprezzato dalla moglie e la vittima è proprio lei, Rosemary, che sembra invece essere l’unica a mantenere dei principi morali, ma che poi alla fine dovrà subire suo malgrado.

La decadenza della società

Il libro ed il film non sembrano avere apparentemente nulla in comune e se confrontiamo la trama è effettivamente così. Tuttavia, entrambi prestano infanti una forte attenzione per il tema della sensualità. Moravia scandalizzò per quella componente nel suo romanzo, in cui i passi erotici sono fortemente presenti (come in moltissime opere dell’autore), mentre Polanski pur senza far vedere nulla addirittura mostra una scena erotica apparentemente durante il sonno, lo scandaloso abuso di Satana su Rosemary. Soprattutto, inoltre, le due opere incarnano una pessimistica visione della realtà. Non sembra esserci alcuna soluzione né possibilità di redenzione per dei personaggi che, amorali e inetti, rimangono fermi nella loro mediocrità, ipocrisia e assenza di virtù. La trama del romanzo di Moravia non si serve di fantasia o grandiosità cupe come fa la pellicola, ma nella semplicità di vicende intrecciate e legate soprattutto a scandali familiari dipinge comunque il quadro decadente dello spirito dell’uomo borghese privo di valori. Invece, Polanski sceglie una strada più complessa e che colpisce enormemente. La paura di Rosemary di fronte agli occhi del figlio, uguali a quelli del padre, di Satana, è forse il solo singulto di sentimento di orrore verso il male, che invece tutti gli altri borghesi nella società capitalistica non sono riusciti a provare e mai riusciranno.

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