Conosciuto e amato da molti, Una settimana da Dio è il film che vede come protagonista un giovane Jim Carrey nei panni di Bruce Nolan. Bruce è un giornalista infelice che, in un solo giorno, perde il lavoro, viene derubato, picchiato, e litiga con la sua ragazza Grace. Come succederebbe a molti di noi, Bruce si infuria con Dio, lamentandosi della vita difficile in cui lo ha costretto. Ma Dio lo sta ascoltando, e scende sulla Terra nei panni del sempreverde Morgan Freeman per sfidarlo: Dio darà a Bruce i suoi poteri (ma anche i suoi doveri), e quest’ultimo dovrà dimostrare di saper fare di meglio. Il giornalista è chiaramente entusiasta e accetta. All’inizio se la spassa alla grande, ma, un po’ alla volta, scoprirà che essere Dio non è facile come sembra.

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“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: una frase ben compresa da Jim Carrey, che li usa per separare la zuppa (Guida TV)

Ma, in questo mondo ormai così multiculturale, in cui religioni e abitudini diverse si incrociano, possiamo porci una domanda: e se quel Dio di cui si parla non fosse tanto il Dio cristiano (come è naturale pensare nel film)? Cosa cambierebbe nella trama? Beh, ecco una serie di possibilità alternative per Una settimana da Dio, differenti in base alla religione che scegliamo!

Islam

Saremmo piuttosto sorpresi di scoprire quali fortissime affinità ci siano tra il Dio dei musulmani, Allah, e il nostro. Entrambi sono considerati entità onniscienti e onnipotenti, misericordiosi, che guidano dall’alto il destino dell’intera umanità. Alcuni studiosi, infatti, tra cui Francis Edward Peters (famoso gesuita, esperto di religioni mediorientali), sostengono che Allah e Yahweh, il Dio degli ebrei, venissero considerati da Maometto e dagli stessi musulmani la medesima entità. La sola differenza è che Allah è ritenuto essere ancora più universale di Yahweh, perché quest’ultimo fa da guida solamente agli ebrei.

Nonostante questo, le similitudini sono talmente tante che, probabilmente, il film non sarebbe molto diverso! Magari Jim Carrey avrebbe un diverso colore della pelle, una barba folta e un turbante in testa, ma i problemi li avrebbe lo stesso: come gestire tutte quelle preghiere ricevute via mail?

Buddhismo

Ad essere pignoli, il Buddhismo non ha propriamente un Dio, ma, vista la diffusione e l’importanza storica della sua “via”, non possiamo certo ignorarlo. Questo misto di cultura, principi etici e religione è datato in un passato lontanissimo, addirittura al VI secolo a.C., epoca in cui ha operato Siddhartha Gautama. Quest’uomo, detto Buddha (che significa “illuminato” o “risvegliato”) altro non era se non un asceta che vagava per l’India predicando i suoi insegnamenti. Il nucleo principale del suo pensiero si condensa nelle Quattro Nobili Verità:

  • il dolore pervade ogni esperienza umana, anche nei momenti di massima gioia;
  • il dolore non è dato da cause esterne a noi, ma dalla nostra ricerca di felicità nelle cose terrene;
  • il dolore può essere eliminato;
  • per eliminare il dolore è necessario seguire gli insegnamenti del Buddha, in modo da cancellare l’attaccamento a cose e persone terrene.

Insomma, in una maniera molto semplificata potremmo dire che il Buddhismo cerca di emancipare i suoi adepti dal desiderio: se non ci aspettiamo nulla dalla vita, essa non può deluderci né recarci dolore in alcun modo.

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Foto del Buddha dopo aver seguito la dieta trovata su internet che recitava “Ho perso 19 chili in due settimane con questo incredibile metodo. CLICCA QUI per sapere come” (Nieuwe Kerk Amsterdam)

Raggiungere questo obiettivo, però, non è affatto facile. Sono necessari autocontrollo, calma interiore e meditazione. Tanta, tantissima meditazione. Insomma, se il nostro Jim Carrey avesse i “poteri” del Buddha, probabilmente ci obbligherebbe ad un lunghissimo film introspettivo e tremendamente statico, con poca azione e ancora meno effetti speciali. Non certo un blockbuster, insomma.

Zeus

Tra i tanti dei della mitologia greca, scegliamo il più famoso ed il più importante: il padre di tutti gli dei, Zeus (o Giove, il nome che prende nella mitologia romana). Per interpretare lui, però, probabilmente non avrebbero chiamato Jim Carrey, ma Johnny Sins (se non sapete chi sia, NON cercatelo su Google), perché sarebbe stato decisamente un film a luci rosse. Ma molto, molto rosse. Secondo la mitologia greca, infatti, il re degli dei era uno che si dava da fare con le donne (e le ninfee, e le dee …) e, molto spesso, senza che queste fossero consenzienti!

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Inspiegabilmente anche ad un bell’uomo di questo tipo veniva saltuariamente rifilato un bel due di picche. E di solito non la prendeva molto bene (ecosia)

I suoi poteri sono in realtà un po’ limitati rispetto a quelli del Dio cristiano o di Allah. Zeus può lanciare saette e trasformarsi in ciò che vuole, oltre ad essere immortale, ma non è eterno, non è onnisciente e non ha potere su ogni cosa. Ciò significa che il dio greco è stato generato (a differenza del Dio delle religioni monoteiste), e ha quindi un padre ed una madre. Non conosce ogni accadimento del mondo, ma solo ciò che vede o che gli viene comunicato (ed infatti esiste Hermes, il messaggero degli dei). Infine, anche lui, come tutti gli altri dei, è soggetto al Destino e non il suo creatore.

Diciamo però che, per raggiungere i suoi obiettivi, la forza bruta potrebbe essere più che sufficiente. Quello che è certo, è che non ne verrebbe fuori un film da guardare con tutta la famiglia!

Va bene così

Insomma, a prescindere dalla religione che scegliamo, essere Dio non è mai così semplice. Che si tratti di rispondere alle preghiere come Allah, essere sempre distaccati e senza desideri come Buddha, o essere sempre alla ricerca di soddisfazione sessuale come Zeus, tutti hanno i loro problemi, dei e uomini. E forse possiamo renderci conto di quanto siano piccole le nostre preoccupazioni di ogni giorno, se pensiamo a quanto grandi possono essere quelle di Dio!

Per quanto riguarda i film, non ci resta altro da fare che aspettare un sacco di spin-off di Una settimana da Dio. L’unica cosa importante è non chiamare i redattori di Charlie Hebdo per caratterizzare i personaggi, altrimenti poi ci tocca vedere altre scempiaggini come questa.

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L’incredibile capacità di Charlie Hebdo di essere contemporaneamente blasfema, volgare e non divertente.

Isaia Boscato

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