Avete mai avuto l’impressione che tutti vi odino? Beh, la Tour Eiffel sì. Quello che oggi è il simbolo non solo di Parigi, ma della Francia intera, ai tempi della sua nascita è stata una vera e propria pietra dello scandalo. Tuttavia, gli haters non si possono certo dire soddisfatti, perché il loro ‘mostro di ferro’ quest’anno compie 130 anni.

Proprio questo weekend alla torre si celebra l’anniversario con numerose attività. È stato allestito, per esempio, un adventure game multimediale per riscoprire la storia della ‘dama di ferro’. Enigmi, ricerca di file strettamente secretati, link di YouTube per indizi supplementari… una vera e propria caccia al tesoro circondati da attori in costumi d’epoca e da note musicali alla riscoperta dell’immagine pubblica dell’Esagono nel mondo.

Oltre a queste attività, anche molte mostre che celebrano i mestieri legati alla torre e molto altro. Queste celebrazioni dureranno l’intero anno. Insomma, i parigini non stanno badando a spese per rivestire di attenzioni quello che è stato, alla sua nascita, il monumento più disprezzato dalla critica.

 

Un po’ di storia

Ma perché tutto questo odio? Forse occorre partire dal principio.

La torre vide la luce nel 1889, cento anni dopo la Rivoluzione Francese in occasione dell’Esposizione Universale. Parigi aveva una grande responsabilità, poiché non solo doveva celebrare quella rivoluzione che aveva cambiato la storia per sempre, ma anche farsi simbolo dei progressi industriali del paese. Persone da tutto il mondo sarebbero giunte nella capitale per ammirare cosa la Francia aveva da offrire.

La ditta di Gustave Eiffel decise di puntare sull’altezza, progettando di costruire la torre più alta del mondo. Ma la silhouette di ferro non convinceva molto i parigini, che la vedevano più come un abominio che come l’entrata all’esposizione. Le critiche erano talmente diffuse che si cercò anche di trovare un’idea sostitutiva. Fortunatamente per Eiffel, tutti i progetti presentati furono un buco dell’acqua dopo l’altro: tra gli altri, una sorta di gigantesco innaffiatoio e un monumento immenso a forma di ghigliottina che avrebbe dovuto teoricamente ricordare tutte le vittime del Terrore.

Le fasi di costruzione della torre simbolo di Parigi e della Francia

Cattiverie furono anche rivolte ad Eiffel stesso, accusato -seguendo l’onda dell’antisemitismo che dilagava a quei tempi- di essere un ‘ebreo tedesco’. Inoltre, molti celebri intellettuali dell’epoca si scagliarono contro la dama di ferro, definendola un’odiosa colonna di metallo e bulloni. A loro sostegno, i critici avevano anche il fatto che la torre, pensata per essere presente esclusivamente  per l’Esposizione, avrebbe al contrario dovuto rimanere in piedi per venti lunghi anni. Essendo infatti i costi di produzione troppo elevati, ad Eiffel non sarebbero bastati i soli introiti del 1889.

 

Una rimonta poetica

Insomma, quando nel maggio di quell’anno venne inaugurata, non godeva di certo del sostegno più grande. Forse era troppo innovativa, troppo diversa per l’epoca. Ma rimane indissolubile il fatto che, nonostante gli haters iniziali, Eiffel e la sua torre riuscirono a superare di 110 anni il primo progetto. E non solo divennero motivo di vanto ingegneristico ovunque, ma riuscirono ad entrare nel cuore delle popolazioni di tutto il mondo, che ora vedono in lei il simbolo per eccellenza dell’amore.

Tutti oggi dovremmo ispirarci alla sua forza, soprattutto considerando il periodo in cui viviamo. Sui social esprimere il proprio odio è molto più veloce e facile di quanto lo fosse 130 anni fa. E allo stesso modo, è più facile buttarsi giù. Ma se si tiene sempre in mente la resistenza della torre, allora anche questa impresa risulta più facile. Soprattutto se si considera la sua rimonta nei cuori degli intellettuali stessi.

Guillaume Apollinaire

Si è sottolineato prima quanto il mondo delle lettere non appoggiasse l’edificazione di un’opera simile. Trent’anni dopo, invece, la Tour Eiffel divenne proprio nel mondo fatto di inchiostro il simbolo della forza francese sull’offesa tedesca. Nel 1918 esce infatti ‘Poèmes de la paix et de la guerre 1913-1916’ di Guillaume Apollinaire. All’interno di questo troviamo i famosi calligrammi dell’autore francese, tra i quali svetta ‘La Tour Eiffel‘.

 

La Tour Eiffel come simbolo di forza francese 

Il calligramma è un componimento con i versi disposti al fine di formare un’immagine precisa
Qui, il calligramma di Apollinaire ‘La Tour Eiffel’

Salut monde dont je suis la langue éloquente que sa bouche O Paris tire et tirera toujours aux allemands

‘Salve mondo di cui io sono la lingua eloquente che la sua bocca, oh Parigi, tira e tirerà sempre ai tedeschi’. Questo recitano le parole che formano la torre. Apollinaire lancia un messaggio chiaro: la lingua francese, così come il paese che rappresenta, resisterà sempre contro gli invasori tedeschi e mai si piegherà a loro. Se si gira il calligramma si nota la Tour Eiffel diventare una linguaccia, simbolo di sprezzo verso i tedeschi.

Questa breve composizione che sottolinea la potenza e la fierezza francese viene affidata proprio a quella torre che un tempo era così disprezzata. Apollinaire ha una considerazione talmente alta della dama di ferro da consegnarle l’onore e l’onere di essere simbolo di forza nazionale. Un bel cambiamento rispetto ai suoi predecessori, che speravamo che il progetto non venisse mai realizzato.

Cosa sia cambiato esattamente nel corso di quei pochi anni non è chiaro. Ciò che invece lo è, è il salto di qualità che quella torre di 300 metri ha fatto. Quando si dice ‘passare dalle stalle alle stelle’. Insomma, la Tour Eiffel non solo ha resistito alle intemperie atmosferiche, ma anche alle tempeste che di atmosferico hanno ben poco. Per i suoi 130 anni meriterebbe di sentir dire in giro ‘sei forte come la Tour Eiffel‘. Sicuramente il suo creatore ne sarebbe fiero.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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