“Se c’è una cosa in cui credo, è l’essere umano” Doctor Who e Ulisse alla scoperta dell’uomo

Doctor Who è una delle serie britanniche più longeve. Racconta la storia di un Signore del Tempo, l’ultimo della sua specie che viaggia nel tempo e nello spazio con il suo TARDIS. Attraverso le sue avventure il Dottore ci mostra, come Ulisse, i limiti e anche il fascino dell’essere uomini. 

Di Utente:Titore – https://www.netflix.com/it/title/70142441, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=6853716

Il ‘folle volo’ del Dottore può sembrare qualcosa di effettivamente diverso da ciò che capita al re di Itaca. Eppure appartiene al Dottore la curiosità di scoprire il mondo, analizzarlo, conoscerne ogni parte, spesso da solo suo malgrado, ma la maggior parte delle volte con dei compagni che inevitabilmente mette in pericolo. Ciò che più di tutti però caratterizza questo uomo sopra gli uomini (un alieno con tratti assolutamente umani) è la sua mutevolezza. Il Dottore cambia non solo perché si rigenera ma perché scopre continuamente nuovi aspetti di sé e del mondo, affascinato in particolare, naturalmente, dagli esseri umani.

La fiducia nelle possibilità dell’uomo

Le ragioni che hanno reso Ulisse uno dei personaggi più fortunati della nostra letteratura e non solo (ve ne abbiamo parlato qui) vanno ricercate nella sua caratterizzazione. Un uomo che insegue l’impossibile, che vuole andare oltre i limiti, scoprire anche ciò che non gli è permesso. Ulisse non si arrende all’idea di essere in balia del destino, bensì da “semplice” essere umano desiderare superare tutto ciò che può e spingersi fino al proibito. Di questa immensa capacità dell’uomo, anche il Dottore è consapevole, quando sempre ripone la sua fiducia in altri esseri umani: compagni, gente ‘semplice’ ma che può fare la differenza. Esempi banali possono essere il nonno di Donna o Donna stessa: il Decimo Dottore non smette mai di ripeterle quanto è straordinaria ed è proprio lui a dire Se c’è una cosa in cui credo, è l’essere umano. Quando diventa umano seppur per poco fortemente rimpiange di non esserlo, poiché le infinite possibilità di quella fragilità a lui sono per sempre precluse. Steven Moffat stesso, sceneggiatore della serie e sceneggiatore anche di Sherlock, ha paragonato i due personaggi dicendo che Sherlock è un umano che vuole diventare un dio. Il Dottore è un dio che vuole diventare umano. Uno degli insegnamenti principali di Doctor Who è infatti sicuramente il fatto che per quanto ordinari possano sembrare, gli esseri umani hanno una forza, una possibilità che risiedono nella loro stessa debolezza.

Un uomo può cambiare il corso della storia. L’idea giusta, il posto giusto, al momento giusto.

– Decimo Dottore

La scoperta dell’ignoto

Ancora, il Dottore viaggia insieme con compagni curiosi come lui di ciò che potrebbero conoscere. Una idea di conoscenza e di maestosità dell’universo accompagna sempre il Signore del Tempo nelle sue avventure. Così, anche quando le situazioni potrebbero essere pericolose, come Ulisse deve assolutamente udire il canto delle sirene, il Dottore deve assolutamente viaggiare, continuare a conoscere e non fermarsi mai. Certo manca un proposito di salvezza del mondo, quell’eroismo che accompagna il nostro signore di Gallifrey e che rende il suo viaggio meno individuale di un’Odissea. Quanto piacerebbe però a lui tornare nella patria che ha perduto per sempre? Anche se, come Ulisse, certamente non è la stasi che brama. Le infinite possibilità dell’esistenza dipingono il quadro di questi due eroi multiformi.

Desiderare di essere umani

Questa condizione perennemente errante, viaggiante e la perdita continua dei compagni che li strazia, serve a noi per comprendere aspetti che forse trascuriamo. A muovere nel lettore per secoli e nello spettatore per anni l’ambizione di poter essere di più che un ometto insignificante chiuso nella propria stanzetta, distrutto dalla caducità, ma come un uomo dalle infinite possibilità. L’essere umano è sicuramente dipinto perfettamente da Ulisse, poiché è stato osservato come egli stesso non bramasse di diventare un Dio. Il re di Itaca è un essere umano che però sfida gli dei, sfida i limiti ed è esattamente ciò che vuole fare. Non dimentichiamo che, come ha meravigliosamente dipinto Cesare Pavese nei suoi Dialoghi con Leucò, Ulisse non vuole essere immortale. Al contrario, il Dottore con i suoi due cuori lo è, ma insegue costantemente e ammira la bellezza degli esseri umani che difende.

 

 

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