Il Superuovo

Scopriamo e analizziamo in maniera semplice cosa introduce il nuovo ddl Zan

Scopriamo e analizziamo in maniera semplice cosa introduce il nuovo ddl Zan

Nelle ultime settimane si è sentito molto parlare di questo disegno di legge, che a primo impatto sembra semplice ma che ha scaturito molte controversie. 

In molti si sono espressi sul disegno di legge che introduce misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

Il Primo articolo e le definizioni

Il controverso ddl ha dato vita ad un dibattito su scala nazionale e ormai ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma cosa dice veramente il disegno di legge? Basta cercare online il testo completo, disponibile sul sito del Senato, per poterlo analizzare nella sua completezza. Gli articoli di questa proposta sono dieci e promuovono soluzioni per contrastare la discriminazione. Il primo articolo si apre con la definizione dei termini utilizzati nello stesso. Sono definiti termini come sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere al fine di fare massima chiarezza sull’argomento. Per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; Per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona. Con orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; Per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere.

Il corpo del ddl e cosa introduce

Al secondo articolo vengono introdotti i termini che abbiamo indicato in aggiunta all’art. 604 del codice penale, che condanna la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi fondati sulla discriminazione razziale etnica e religiosa. In questa prima parte il ddl non fa altro che integrare la discriminazione per motivi fondati sulla sessualità. E così, nell’articolo 3, fa anche per l’articolo 604 ter.  Molti esponenti contrari al ddl parlano di legge liberticida, ma è proprio nell’art. 4 di questa proposta che troviamo la smentita, infatti, cito:” Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.” Negli articoli 5, 6, 8, 9  vengono proposte le stesse modifiche ma su vari decreti legge e sull’art. 90 del codice di procedura penale.

L’art 7 e le controversie

Uno degli articoli che ha trovato più attriti è il settimo che istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. La Repubblica riconosce il giorno 17 maggio quale Giornata nazionale, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in linea con i princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione. La Giornata non determina riduzioni dell’orario di lavoro degli uffici pubblici né costituisce giorno di vacanza. Nel terzo punto di questo articolo troviamo una delle tematiche più criticate: la richiesta di organizzare cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile per la realizzazione delle finalità finora elencate anche nelle scuole. Nelle prossime settimane vedremo cosa succederà ma la prima cosa da fare è informarsi per avere chiaro di cosa stiamo parlando.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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