Schelling tra realtà e La la land: l’idealismo trascendentale in musical

La crisi fra realismo ed idealismo segna la storia della filosofia moderna. Il tentativo di Schelling è quello di conciliare le due correnti, ma Damien Chazelle che intenzioni ha a riguardo? 

La la land è un film dedicato ai folli sognatori. Il regista Damien Chazelle, nonostante questa premessa, offre anche una visione realistica. Attraverso l’ideal-realismo del filosofo Friedrich Wilhelm Joseph Schelling è possibile cogliere un’unità tra le due. È davvero così?

L’impresa del nuovo sistema di filosofia

Il pensiero di Schelling è assai complesso in quanto, spesso contraddittorio e incongruente. Nonostante ciò egli espone la sua tesi nel saggio Sistema di idealismo trascendentale. Bisogna chiarire prima che l’idealismo o criticismo basa la teoria dell’Incondizionato sulla soggettività o io. Il realismo o dogmatismo invece, sempre su tale teoria pone come principio l’oggettività. Il problema di questi sistemi è il medesimo. La differenza è nelle soluzioni al conflitto soggetto/oggetto. Il compito del filosofo è quello di portare a termine ciò che Kant aveva iniziato. Infatti nel suo sistema afferma che vi sono due filosofie: una dello spirito e una della natura. Tra le due vi è un parallelismo. La questione principale è la filosofia dello spirito. Essa ha come punto di partenza l’io, pura attività limitante e limitata. Per tale motivo ingloba realismo ed idealismo, affermando che non vi può essere l’uno senza l’altro. Bisogna necessariamente pensarli insieme per superare i rispettivi limiti. Collegando così la filosofia teoretica a quella pratica, nasce la filosofia dell’arte. L’unica in grado di comprendere l’assoluto.

La la land la terra dei sì o dei no

La la land è un film scritto e diretto da Damien Chazelle. Si tratta di una commedia romantica in musical, uscita in Italia nel 2017. La storia d’amore è ambientata a Los Angeles. Il titolo infatti allude alla città dei sogni. La vicenda narra di come un jazzista, Sebastian e un’aspirante attrice, Mia siano messi alla prova dai giochi del destino. La narrazione inizialmente procede per due vie distinte, per poi fondersi in una univoca direzione all’incontro tra i due protagonisti. Eppure continueranno ad opporsi, ma in modo differente, altre due narrazioni: una idealista e l’altra realista. Il successo di tale storia è stato del tutto inaspettato. Oltre alla sorpresa degli incassi esorbitanti, vi è un riscontro positivo anche dalle critiche. Il film infatti, riceve 14 candidature ai Premi Oscar di cui solo sei effettivi. Tra le varie candidature vi è anche il record ai Golden Globe del 2017 con sette premi su sette candidature. Tra queste vi è il premio alla miglior colonna sonora assegnato al compositore Justin Hurwitz.

Sebastian come Schelling è un ideal-realista

Il film collabora apparentemente a tale sistema. Per quanto Schelling possa essere convincente, i dubbi sono inevitabili. È importante specificare che gli ambiti analizzati sono differenti, ma il punto di riflessione è il medesimo. La vita dipende da me o da elementi esterni?  Il film offre una visione completa, tanto è vero che il finale è aperto per via delle due conclusioni. I protagonisti per tanto, intraprendono due vie contemporaneamente. In una sono felici per la loro storia d’amore, nell’altra sono felici perché hanno realizzato i propri sogni. Nonostante non ci sia il compromesso tra idealismo e realismo, che permetta la massima totalità, i due sono felici. Anche se hanno rinunciato a qualcosa di importante, trovano la felicità. Perché idealismo o meno, la realtà è comunque gestita da soggetti.

 

 

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