“Romanzi e racconti”: I Meridiani Mondadori celebrano la carriera di Dacia Maraini

Il 23 Novembre è uscito per la collana Meridiani Mondadori, il volume dedicato a Dacia Maraini. Curato da Paolo di Paolo ed Eugenio Murrali, “Romanzi e racconti” ripercorre la carriera dell’autrice. 

A partire dagli anni ’60, con il romanzo esordio “La vacanza”, la scrittrice non ha mai smesso di raccontare la realtà circostante. Ancora oggi, dopo quasi 60 anni di impegno letterario, infatti, continua a far sentire la sua voce.

Nata viaggiando

In una delle sue raccolte del 2010 dal titolo “La seduzione dell’altrove”, Dacia Maraini afferma di essere nata viaggiando. In effetti, già la famiglia dell’autrice aveva radici internazionali, una delle due nonne era figlia di un diplomatico cileno e l’altra era nata in Ungheria. Ma le sue esperienze per il mondo iniziarono a partire dall’infanzia, quando, insieme ai genitori e alle due sorelle, fu internata in un campo di concentramento giapponese. Al ritorno in Italia, si trasferisce con il padre e, a Roma, inizia la sua carriera. Lì entrò a far parte dei circoli di letterati del tempo e strinse amicizia con Pasolini, Elsa Morante e Alberto Moravia con cui inizierà una storia d’amore lunga quasi 20 anni. Come nella sua vita, anche all’interno della produzione artistica il tema del viaggio ha un ruolo molto importante; nello specifico quell’idea di andare alla ricerca della conoscenza nelle “zone inesplorate della nostra anima”. Ed è proprio per questo, forse, che Dacia Maraini considera la sua carriera da scrittrice proprio come un “cammino”. Un percorso originale e variegato che continua ad andare avanti tra saggistica, opere teatrali, articoli e romanzi che ancora non ha trovato la sua meta. Ma probabilmente, come lei stessa dice, forse questa meta non c’è.

Il teatro delle donne

Uno degli aspetti che affascinano particolarmente della carriera di un’autrice così poliedrica è sicuramente la sua produzione teatrale. Scrittrice, sceneggiatrice e regista, Dacia Maraini ha fatto del palco un amplificatore di voci. Ella ha messo in scena soprattutto protagoniste femminili denunciando le violenze e le bruttezze a cui le donne erano soggette. Si può dire che il teatro è stato uno dei tanti luoghi della sua battaglia femminista che non è mai finita. La Maraini presenta drammi, tragedie crude che arrivano agli spettatori con un’intensità inaspettata. I suoi personaggi, spesso donne umili, subiscono atrocità e mettono in scena tematiche particolarmente delicate come l’aborto e le violenze sia fisiche che psicologiche. Nel corso della sua carriera ha anche fondato diverse compagnie: una delle più celebri è La Compagnia del Porcospino, fondata a Roma insieme ad Alberto Moravia nel 1966. Fu un luogo importante per il teatro d’avanguardia in cui giovani artisti e intellettuali affermati potevano dibattere e scambiarsi idee. La produzione teatrale dal 1966 al 2000 di Dacia Maraini è raccolta nel volume “Fare teatro” pubblicato da Rizzoli, come ulteriore prova dell’importanza sulla scena italiana di questa eclettica autrice.

I Meridiani Mondadori

Lo stile immediato, reale e quasi semplice di Dacia Maraini ha fatto in modo che venisse subito apprezzata da diverse generazioni di lettori. Alcuni critici sostengono che lei abbia la capacità di ricercare la realtà nel romanzo e il romanzo nella realtà. Si può dire che sia una delle più grandi narratrici contemporanee sempre pronta a captare la “Storia nella storia”. Oltre ad essere una grande scrittrice, è sempre stata in prima linea nella difesa dei diritti delle minoranze; nel 2016, ad esempio, si era espressa sugli eventi di Colonia denunciando l’accaduto come un “atto di guerra misogino” e sostenendo la posizione dei profughi. L’onorevole carriera e il suo impegno hanno portato la casa editrice Mondadori a dedicarle un volume tra i Meridiani. A cura di Paolo di Paolo ed Eugenio Murrali, si tratta di uno scritto che ripercorre vita e opere dell’autrice e che ne celebra il talento e la forza d’animo. Interessante è anche il commento dei due curatori, questi affermano che non esiste genere letterario che Dacia Maraini non abbia toccato e che questo la rende non solo un’autrice poliedrica ma in grado di “conquistare il mondo intero”.

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