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Rivoluzione industriale e selezione naturale: quando l’inquinamento determinò il colore delle falene

Rivoluzione industriale e selezione naturale: quando l’inquinamento determinò il colore delle falene

Il concetto di selezione naturale  elaborato da Darwin prevede che attraverso una serie di pressioni ambientali e non solo, si esegua una “selezione” dell’individuo più adatto a sopravvivere e riprodursi in quell’ambiente. 

Dall'elezione alla selezione naturale: parole ed evoluzione linguistica ne  L'origine delle specie di Darwin - Zanichelli Aula di lettere

Tra le pressioni ambientali, ricadono anche tutta la vasta gamma di impatti causati dall’uomo, tra cui l’inquinamento, il quale è fautore di continui mutamenti da parte della biodiversità che si adatta per poterlo tollerare.

La Rivoluzione industriale ha determinato il melanismo in una specie di falene

A partire dalla metà dell’Ottocento in Inghilterra viene implementato l’uso del carbone da parte dell’industrie in rapida ascesa. Oltre a creare un ingente problema nell’inquinamento atmosferico la continua fuliggine propagata dalle ciminiere ha portato anche altri cambiamenti. La specie di falene che ha risentito di questo forte impatto è la Biston betularia, nota comunemente come falena delle betulle, la quale è distribuita prevalentemente in Europa e nella parte settentrionale dell’America. Le colorazioni di questa falena rappresentano uno degli esempi più tangibili di evoluzione per selezione naturale dei caratteri.

Gli esperimenti di Kettlewell

Intorno alla metà degli anni cinquanta del ‘900 il naturalista inglese Bernard Kettlewell è andato ad approfondire le dinamiche evolutive della Biston betularia. Egli andò ad individuare due forme di questo lepidottero (una chiara ed una scura, detta anche melanica). In particolare i suoi studi si concentrarono nella zona di Birmingham. Lo scienziato notò che in condizioni naturali la Biston betularia era presente solo nella forma bianca, perché le facilitava la mimetizzazione con la corteccia delle betulle e questo garantiva loro una maggiore sopravvivenza, poiché non venivano viste da uccelli insettivori. Ma, nelle zone inquinate era presente maggiormente la forma melanica, che però in teoria era svantaggiata poiché veniva facilmente individuata dagli uccelli sulla corteccia chiara delle betulle. Analizzando numericamente le falene rinvenute, Kettlewell andò quindi ad approfondire quale fosse il motivo per cui questa forma melanica fosse presente in maniera ingente nelle foreste vicino le industrie.

Come la pressione naturale di un predatore ha inciso

La presenza delle falene scure principalmente nelle zone inquinate è dettata dal fatto che la fuliggine va a scurire notevolmente la corteccia delle betulle, notoriamente di colore bianco. Le falene sottoposte alla pressione selettiva degli uccelli hanno assunto la colorazione scura proprio per andarsi a mimetizzare con gli alberi anneriti nelle foreste in prossimità delle industrie, così da avere un vantaggio evolutivo. Da successive analisi genetiche si è concluso che questo cambiamento di colorazione abbastanza rapido sia stato determinato dai trasposoni, cioè dei frammenti del Dna che si spostano all’interno del genoma dell’insetto e vanno ad agire direttamente sugli enzimi, portando quindi alterazioni o nel metabolismo o nella colorazione, come in questo caso.

Il caso della Biston betularia rappresenta un altro affascinante esempio di come la natura risponda a molteplici tipi di perturbazioni, in particolare a quelle di origine antropica, dando prova della sua resilienza.

 

 

 

 

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