Motto che è divenuto popolare dopo Sanremo 2017, “ricorda di disobbedire” è una frase di una canzone di Ermal Meta. Scopriamo, con un confronto con la letteratura, cosa significa davvero disobbedienza.

I personaggi di Alberto Moravia sono spesso tremendamente conformati nella società e per questo dipinti come indifferenti o piatti. Non è il caso del romanzo “La disubbidienza”, in cui il protagonista fa di questo atteggiamento lo scopo della sua vita, ma non per indifferenza, quanto per una profonda crisi personale.

Anni dopo, una celebre canzone pop conquista le classifiche e fa conoscere al grande pubblico Ermal Meta. “Vietato morire” tratta della disubbidienza intesa non come semplice ribellione o via di fuga, ma come qualcosa di più profondo.

Imparare a disobbedire è molto importante, perché la disobbedienza deriva dalla cultura. Disobbediscono quelli che usano la propria testa.

– Ermal Meta

La disubbidienza come via di fuga

La disubbidienza è un romanzo giovanile di Alberto Moravia. Ancora una volta, l’autore scrive riguardo ad una crisi esistenziale di un giovane ragazzo. La vicenda è molto semplice: racconta di una spirale autodistruttiva di un giovane che vuole rifiutare la vita disubbidiendo a tutto, ai doveri, alla famiglia, ecc. Tutto perché non riesce a vivere la sua vita, non trova un motivo o una gioia che lo portino ad avere una forza vitale. La disubbidienza in questo caso è vista come qualcosa di positivo in parte, in quanto permette una crescita personale, ma anche negativa, in quanto non deve essere una via di fuga per timore. Eppure Luca, il protagonista, non è un vigliacco, bensì una persona che non vuole compiere ciò che più gli conviene per necessità, ma per le proprie idee. Personaggio riflessivo con una forte crescita personale che viene descritta passo passo nel breve romanzo.

Luca pensò che era bello agire, sia pure per distruggere la propria vita; e che agire era proprio questo; compiere atti secondo idee e non per necessità.
– Alberto Moravia, La disubbidienza

Sarà grazie alla disubbidienza che il giovane protagonista riuscirà a comprendere meglio il senso della vita. Tra le altre cose, il romanzo riflette sulla pubertà, la crescita e la consapevolezza dell’adolescenza.

Disobbedire per vivere

La canzone Vietato morire di Ermal Meta, come si sa, narra della sua vicenda personale: il cantautore ha vissuto episodi di violenza nella propria casa, subiti sia da lui sia dalla madre a causa del padre. Di questo fatto aveva precedentemente parlato in un’altra canzone, dal titolo “Lettera a mio padre”.

Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede

Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare

E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza

Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire.

– Ermal Meta, Vietato morire

Il brano mostra un’idea di vita basata sulla disobbedienza verso ciò che è ingiusto, nella consapevolezza che lo scopo della vita è vivere e sopravvivere alle difficoltà e che mai nulla deve fermarci, perché non è mai tardi per ricominciare. Quindi, disobbedire non significa in questo caso rinunciare alla vita, scappare o non avere regole o valori. Come spiega Meta:

“La canzone racconta una storia che nel suo piccolo mi piacerebbe diventasse un manifesto di disobbedienza. Non parla di violenza ma disobbedienza alla violenza stessa. Tutto quello che mette a repentaglio l’integrità della vita umana dal punto di vista morale, spirituale e fisico, se non siamo noi a vietarlo non ci sarà una entità superiore che lo fa. E’ un modo per dire che disobbedire è forse la prima porta per arrivare alla felicità o alla serenità. Questa canzone significa ama la tua vita e gli altri”.

Un ideale d’amore e di famiglia

Seppur così distanti nella loro concezione di disubbidienza, il romanzo e la canzone condividono un’idea di amore e di rapporto con la donna sicuramente positivo. Se da un lato Ermal Meta inneggia al rispetto ed all’amore vero privo di qualsiasi violenza, Moravia mostra come una persona possa incidere nella nostra vita e farci aprire gli occhi. Ciò che fa sì che il disubbidiente di Moravia possa trovare la voglia di vivere è proprio il rapporto con una donna, che essendo lui molto giovane è la prima esperienza di crescita anche fisica. D’altro canto, la canzone Vietato morire mostra la forza del vero amore, che disobbedisce al marcio e contiene la soluzione migliore ad una vita realmente vissuta.

La differenza sostanziale tra questi tipi di disobbedienza è però la concezione di famiglia. Moravia mostra una famiglia del tutto distante dai sentimenti del protagonista, mentre la canzone riprende le parole di una madre presente e salvifica per il figlio. In generale, però, le due storie ci insegnano come, a volte, disobbedire ci permetta di comprendere il senso della vita. Dobbiamo apprendere un metodo di disobbedienza che non sia fuga totale, ma che sia affermazione di sé e forza personale.

E allora capì che d’ora in poi tutte le cose avrebbero avuto per lui un senso e gli avrebbero parlato nel loro muto linguaggio.

– Alberto Moravia, La disubbidienza

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