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Quanto è profondo il rapporto tra uomo e cane? Rispondono Bryson Kliemann e la letteratura

Quanto è profondo il rapporto tra uomo e cane? Rispondono Bryson Kliemann e la letteratura

A volte capita che l’amore più puro provato dall’essere umano non sia indirizzato verso un suo simile, bensì verso chi gli offre altrettanto sentimento.

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Chi considera l’animale domestico solamente come una creatura da esposizione o un essere vivente da mantenere per pietà e misericordia, senza dubbio non è mai venuto a contatto con storie simili a quella di Bryson Kliemann, ennesimo esempio di come essere umano e cane siano uniti da un legame indissolubile, che va oltre al tempo e allo spazio. Testimonianze di questa profonda relazione ci giungono anche dal mondo letterario.

Salvare una vita grazie ad un gioco

Pochi giorni fa, direttamente dagli Stati Uniti, è giunta anche in Italia la notizia secondo la quale un bambino di otto anni avrebbe permesso al suo cane malato di continuare a vivere. Bryson è riuscito a compiere questo gesto d’amore allestendo un banchetto nel giardino di casa sua, dove ha messo in vendita le carte Pokemon alle quali era da sempre affezionato e appassionato, mettendo in atto dunque una raccolta fondi. Naturalmente l’iniziativa è sfociata in maniera virale e istantanea anche nel mondo dei social networks, i quali utenti hanno contribuito in maniera massiccia alla risoluzione del problema. In questo modo l’obiettivo iniziale di 800 dollari si è ampliato ben presto e, alla fine, Bryson è stato in grado di racimolare oltre 5000 dollari provenienti anche da donatori esteri. Il suo cane, Bruce, era stato colpito da una grave infezione virale, che nel giro di pochi giorni lo aveva lasciato vivere in condizioni oltremodo precarie. Ciononostante, grazie al denaro raccolto dal suo piccolo grande padrone, le cure gli hanno permesso di ritornare a casa sano e salvo e di abbracciare Bryson. I soldi avanzati sono poi stati devoluti in beneficienza in favore degli altri animali del quartiere. Per concludere in bellezza, infine, Bryson ha ricevuto una sorpresa: il quartier generale dell’azienda Pokemon, a Washington, ha deciso di spedire a casa Kliemann delle carte speciali in regalo al giovane americano, per celebrare la sua vicenda.

Alla ricerca di un sorriso

Nel 1978, l’autore partigiano Carlo Cassola, pubblica un romanzo breve dal titolo L’uomo e il cane. Senza ombra di dubbio non si tratta di una delle opere più celebri dell’autore romano, tuttavia narra una storia commovente nella sua limpidezza e nella sua semplicità. In questo libro, il rapporto con l’essere umano rappresenta la salvezza di cui Jack, il cane protagonista, è alla ricerca in maniera spasmodica. Negli anni del fascismo, dopo la morte del suo padrone, Jack è triste nel suo vagabondare per le colline toscane senza trovare mano che lo accarezzi o volto che gli sorrida. Tutto ciò che desidera è trovare una nuova casa dove rifugiarsi, delle nuove persone alle quali poter obbedire e con le quali poter giocare. Durante il suo infinito peregrinare, la creatura riesce a stringere amicizie con alcuni passanti, che però non se la sentono mai di prenderla in affidamento, lasciandola perciò nelle mani del destino e illudendola con false speranze. Dopo molto tempo Jack riesce ad incontrare colui che diventerà il suo nuovo padrone, ma degli ostacoli impediranno un sereno sodalizio. La vicenda narrata da Cassola è intrisa di una malinconia potente e rara alla quale è impossibile sottrarsi. A causa del contesto storico e culturale, a causa di un burrascoso susseguirsi di eventi segnanti e di una descrizione dettagliata di sentimenti e sensazioni, l’opera trasmette la sua essenza nel modo più diretto e sincero che possa esistere. D’altronde L’uomo e il cane rispecchia simmetricamente l’autenticità insita nel legame tra essere umano e cane, che nel corso del tempo si è rivelato essere ciò che di più intenso e vero dal punto di vista emotivo si sia mai visto.

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Una mutua intesa

Nel 1919, l’autore tedesco Thomas Mann, pubblica un racconto (il più lungo tra i suoi) intitolato Il padrone e il cane. Anche in questo caso, non ci troviamo di fronte ad uno dei capolavori  dell’autore, ma ad una vicenda che si rivela di una profondità rara e disarmante, che non permette una lettura distaccata dal punto di vista emotivo. Mann narra lo sviluppo graduale di un rapporto intima tra un cane, Bauschan, e il suo padrone, Thomas Mann stesso. Dopo un inizio non facile, a causa della provenienza dell’animale da un’altra famiglia alla quale era rimasto legato, si crea un’unione speciale tra i due, consolidata mediante quotidiane passeggiate al parco, durante le quali ognuno insegna qualcosa all’altro e, mentre Thomas cerca di psicanalizzare Bauschan, questo fa lo stesso nei confronti del padrone. Proprio grazie a questo desiderio dei due di comprendersi reciprocamente, si mettono l’uno allo stesso piano dell’altro, riuscendo col tempo a cogliere vicendevolmente ogni più impercettibile e intangibile pensiero, insofferenza, turbamento. Quest’opera ha rappresentato per Thomas Mann l’occasione per ritrovare una stabilità interiore dopo la tragedia della guerra. L’autore, infatti, mediante uno stile che rimanda all’humanitas Goethiana, è in grado di toccare con mano un’equilibrio interiore tanto desiderato, grazie il racconto di un amore puro, vero, semplice, ovvero quello tra uomo e cane

 

 

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