La sessualità femminile, tra orgasmi clitoridei, orgasmi vaginali, il fantomatico punto G e spiegazioni psicoanalitiche.

La sessualità femminile da sempre è stata un argomento tabù e solo negli ultimi anni è stato approfondito. L’orgasmo viene definito come “l’acme dell’eccitamento sessuale caratterizzato da una serie di azioni neuromuscolari non controllate”. Nella donna, a differenza dell’uomo, il piacere è più difficile da raggiungere. Il primo tipo ti orgasmo è quello definito clitorideo. Esso si ottiene tramite una stimolazione del medesimo tramite attrito vulvare, della guaina del clitoride e/o dalla stimolazione diretta del glande e delle labbra. Tra i più grandi sostenitori dell’orgasmo clitorideo troviamo Maters e Johnson, i quali, in uno studio del 1966 riportano che la maggior parte delle donne esaminate raggiungeva l’orgasmo soltanto tramite stimolazione clitoridea. Si accorsero che le strutture clitoridee si estendono anche al di sotto delle labbra, andando oltre ciò che è possibile osservare dall’esterno. Alla luce di questa scoperta, i due studiosi osservarono che l’introduzione del pene nella giusta posizione, spostando queste strutture sublabiali verso l’alto, rende possibile un’indiretta stimolazione del clitoride. Da queste scoperte nacque l’orgasmo vaginale e il fantomatico punto G. L’orgasmo vaginale, raggiunto da una stragrande minoranza, viene definito come il raggiungimento dell’acme del piacere senza la stimolazione clitoridea. Vengono a crearsi così le donne “clitoridee” e “vaginali“. Differenza che può  essere rintracciata nella diversità dello sviluppo -durante l’arco della vita- di reti neurali che si formano sotto l’azione di diversi stimoli. Alcune di queste reti sono già presenti alla nascita per ragioni diverse da quelle sessuali.
Mandarini
Dal punto di vista psicoanalitico, viene superata la visione degli inizi del 900, dove l’orgasmo vaginale era possibile soltanto una volta raggiunta la maturità. Ai giorni d’oggi, invece, la capacità di ottenere un orgasmo vaginale fa riferimento ad un utilizzo minore dei meccanismi di difesa immaturi quali la somatizzazione, la dissociazione, la svalutazione e l’isolamento affettivo. L’orgasmo clitorideo e la masturbazione presentano un uso maggiore dei meccanismi di difesa immaturi come il diniego,  la dissociazione e una modalità passivo-aggressiva. Vengono definiti immaturi poiché sono tipici dei bambini i quali cercano un confine tra il Sé ed il mondo esterno. Tali processi difensivi si sono rilevati importanti per la riposta sessuale facendo ipotizzare che le donne incapaci di raggiungere l’orgasmo tramite rapporti peni-vaginali potrebbero avere: “una disconnessione funzionale (o almeno un importante decremento nella consapevolezza) tra la propria coscienza e la propria vagina (S. Brody & R. M. Costa, 2008)“. L’orgasmo vaginale inoltre viene associato a una maggiore soddisfazione per la vita sessuale, per la salute mentale e per i rapporti con amici e/o partner, oltre che per la vita in generale.
Fiore vagina
Per quanto riguarda il punto G, quest’ultimo, è stato ampiamente oggetto di dibattito. Ciò dovuto soprattutto all’incapacità di individuare una zona anatomica a se stante. Solo recentemente, con la risonanza magnetica funzionale (fMRI),  alcuni studiosi sono stati in grado di osservare le diverse aree del cervello attive durante l’auto-stimolazione del clitoride, della vagina e della cervice, individuando così aree separabili. Altri studi invece sono riusciti a rilevare la presunta posizione del punto G, che si colloca congiunto alle gambe o alle radici interne del clitoride. Tali strutture formano così un “interno” anatomico (complesso clitorideo) che si colloca nella parete anteriore della vagina, caratterizzata da una quantità significativa di terminazioni nervose. Esercitando una pressione meccanica sulla parete vaginale anteriore si potrebbe dunque stimolare indirettamente le strutture del clitoride aumentando così la sensazione di piacere. Si può dunque ipotizzare che non esista il fantomatico punto G, ma un “complesso clito-uretro-vaginale” concepito come un’entità funzionale particolarmente sensibile. Se tuttavia si volesse collogare il punto G, esso si localizzerebbe sulla parete anteriore della vagina. Ancora molto resta da scoprire sulla sessualità femminile, rendendola affascinante e tutta da scoprire.

Julia Trifiletti

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