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Pascoli e i Depeche Mode ci mostrano perché non dimenticare il bambino dentro di noi

Pascoli e i Depeche Mode ci mostrano perché non dimenticare il bambino dentro di noi

Giovanni Pascoli è noto per la sua poetica del fanciullino. Una canzone dei Depeche Mode si chiama proprio “The child inside”. Vediamo come l’addio all’infanzia rappresenti un dramma.

La poetica del fanciullino è l’aspetto del pensiero di Pascoli può famoso e conosciuto anche dai non amanti del genere. Seppur in modo differente, anche la band inglese Depeche Mode riflette sull’importanza dell’infanzia attraverso una canzone, in cui vediamo che cosa significa passare all’età adulta.

Il fanciullino

Il fanciullino è l’opera più importante di Giovanni Pascoli. La concezione di “fanciullino” viene ripresa da un passo del Fedro di Platone (che viene proprio citato nell’incipit). Socrate deve morire e Cebes piange per questo e gli dice: “O Socrate, prova di persuaderci; o meglio non come spauriti noi, ma forse c’è dentro anche in noi un fanciullino che ha timore di siffatte cose: costui dunque proviamoci di persuadere a non aver paura della morte come di visacci d’orchi”. Non è lui che piange, quindi, bensì il fanciullino dentro di lui. Riprendendo questa idea, Pascoli elabora una concezione di poeta e di poesia del tutto nuova. Afferma, infatti, che dentro ognuno di noi c’è questo fanciullino che pensa con ingenuità ed è in grado di concepire l’armonia del mondo con un’intelligenza diversa e unica. Riesce a trasformare la realtà attraverso l’immaginazione ed è questo il compito del poeta. Sfruttare questa parte di sé per produrre vera poesia, che Pascoli paragona ad una lampada, un ardore che il poeta si porta dentro.

Il bambino dentro

Una delle qualità migliori della band Depeche Mode sono i testi spesso molto intimi, profondi e introspettivi. Non fa eccezione il brano The child inside tratto dall’album Delta Machine. Il testo è come sempre un po’ criptico, ma sembra che si riferisca al passaggio dall’infanzia all’età adulta. Questo si evince dai riferimenti alla pubertà, a parti del corpo che iniziano a crescere e spaventano, ma anche ai fantasmi che prendono il controllo, che sembrano essere i fantasmi del passato. Con la fine dell’infanzia iniziano ad esserci ricordi che tormentano e la situazione si complica. Tuttavia sepolto dentro di noi c’è ancora un bambino e scavando potrebbe essere possibile ritrovarlo, anche se nei nostri occhi c’è oscurità e morte, inizio della canzone che lascia nel dubbio.

La morte e l’infanzia

Fa parte del pensiero di Pascoli la consapevolezza che tutto sia destinato alla morte ed a svanire. In tal senso interviene la poesia e per questo è importante concepire la realtà in modo profondo e cosciente. Se tutto è destinato a svanire, allora è importante considerare anche le piccole cose. Da qui l’attenzione del poeta per le umili cose. Si narra di aspetti semplici e particolari della vita quotidiana.

Anche i Depeche Mode nella loro canzone citano le bambole come metafora semplice di una vita che invece ha perso la sua semplicità. Attraverso la metafora infantile, la canzone narra la morte del bambino dentro alle persone, che mettono in vendita la propria anima e si lasciano andare all’oscurità. Forse bisogna ritrovare un po’ di ingenuità e naturale e vedere le cose più chiaramente, come consigliava Pascoli.

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