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Oscar Wilde e Capossela mostrano gli orrori del carcere e i paradossi della pena di morte

“La ballata del carcere di Reading” è una delle ultime opere di Oscar Wilde, con tema centrale la pena di morte. Vinicio Capossela nel suo album “Ballata per uomini e bestie” ha messo in musica il celebre componimento wildiano. 

Oscar Wilde è conosciuto al grande pubblico soprattutto come dandy decadente. I più non hanno approfondito l’evoluzione poetica che ha caratterizzato l’autore in seguito ad un’esperienza che avrebbe segnato chiunque, ovvero quela in carcere. Infatti, Wilde nel 1895 fu accusato di omosessualità e condannato ai lavori forzati presso il carcere di Reading. Questa esperienza rese l’Estetismo di Wilde un pessimismo forte e profondo, che provocò la composizione di opere eccezionalmente intense come il celebre De Profundis ed anche la famosa ballata di cui andremo a parlare. L’autore irlandese è passato dai salotti inglesi ad una fredda cella, dalla gloria al disonore, ha subito il disprezzo di persone che lo additano e lo discriminano in quanto omosessuale, ma non ha perso la sua capacità di osservare. E neppure il suo enorme talento di cogliere il particolare nella globalità. Vinicio Capossela ha scelto di omaggiare il suo talento nel suo ultimo album in studio, dedicato al rapporto tra uomo e natura.

Ogni uomo uccide la cosa che ama

Durante la permanenza in carcere, Oscar Wilde conobbe pochissime persone. Tra queste, un uomo di nome Charles Thomas Wooldridge, che fu impiccato proprio sotto i suoi occhi per l’omicidio della moglie. Tale evento ispirò l’autore per la stesura di una ballata su modello irlandese dedicata a lui ed al carcere. In quest’opera Wilde mette in evidenza i paradossi delle norme del carcere vittoriano ed anche della pena di morte, su cui con atroce sofferenza esprime il proprio disappunto.

Più non portava la scarlatta tunica,

Poiché il sangue ed il vino erano rossi,

E sangue e vino aveva sulle mani

Allorché fu sorpreso, con la morta,

Quella povera morta che egli amava

E uccise nel suo letto.

– Incipit della ballata

La prima parte è dedicata alla descrizione dell’uomo, del delitto e della sua condanna. Viene contrapposto Charles alla figura di Wilde e degli altri carcerati, l’autore è narratore ma anche spettatore della vicenda, che esprime la sua grande tristezza in un’atmosfera volutamente cupa e grigia del racconto. Nella quarta strofa vi è un palese riferimento all’Inferno dantesco, infatti Wilde parla di cerchio e di anime in pena. Il carcere è un Inferno non  a caso, forse perché l’autore vuole proprio sottolineare come la società abbia la presunzione di ergersi a giudice degli uomini, decidendo la vita e la morte. Wilde mette in evidenza come Charles sia colpevole di aver ucciso una persona che amava, mentre il boia sia colpevole di uccidere un uomo che è già morto, a causa delle tremende condizioni del carcere e a causa del fatto che il rimorso abbia già ucciso Charles dentro.

Camminavo con altre anime in pena

In un altro cerchio,

Pensando se la colpa di quell’uomo

Fosse grave o leggera,

Quando mi sussurrò dietro una voce:

“Colui sarà impiccato”.

Ballata per uomini e bestie

Vinicio Capossela è il cantautore che forse più di tutti si prestava a mettere in musica una ballata, non essendo più in vita Fabrizio De André. Lo ricorda molto effettivamente nella sua Ballata del carcere di Reading che ha, come dimostra il titolo invariato, lasciato intatta l’originale ballata wildiana. Quest’ultima viene ovviamente parafrasata e Capossela si concentra volutamente su determinati aspetti anziché altri. Ad esempio è viva la contrapposizione tra ossessione compassione, due sentimenti in contrasto dentro il cuore di Charles. Musicalmente la canzone ricorda moltissimo il sound irlandese ed il testo dà grande rilevanza alla frase più famosa del poema di Wilde: “Ogni uomo uccide la cosa che ama”.

Troppo poco si ama, o troppo a lungo;

C’è chi vende l’amore e chi lo compra,

Chi commette il delitto lacrimando

E chi senza un sospiro:

Poiché ogni uomo uccide ciò che ama,

Ma non per questo ogni uomo muore.

Capossela ha definito l’album un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura. L’idea che l’uomo possa decidere se porre fine ad una vita è senza dubbio l’exemplum più intenso di come il rapporto tra uomo e natura presenti effettivamente delle fratture.

Dietro il pessimismo la semplicità

Oscar Wilde vuole mettere in evidenza la radicata ipocrisia di una società britannica che, commettendo crimini anche peggiori, si permette di condannare e giudicare. La società condanna un uomo, umano, che ha sbagliato, ma che viene semplicemente ulteriormente distrutto. Invece, secondo l’autore, tutti noi abbiamo diritto alla redenzione ed al perdono. Questa rivoluzione di pensiero e di poetica che trova il suo massimo splendore nella lunga lettera De Profundis, mette al centro della vita dell’uomo la semplicità e l’umiltà come via di redenzione. Ricerca la propria salvezza nelle piccole cose, nei libri, nella natura.

So essere perfettamente felice in solitudine. Con libertà, fiori, libri e la Luna, chi non sarebbe perfettamente felice?

– De Profundis, Oscar Wilde

Nonostante il profondo pessimismo che la tragica permanenza in carcere ha suscitato nell’autore, Wilde è comunque convinto di poter trovare ancora la bellezza nel mondo e dentro di sé, anche attraverso il dolore. Quest’ultimo rappresenta un modo di crescita e di raggiungimento della verità, il solo sentimento che “a differenza del piacere, non reca mai maschere”. Per questa ragione l’autore è determinato a conservare la propria dignità di uomo nonostante si trovi in quel Inferno, cercando una bellezza perfino in tale circostanza.  Lo scopo di Wilde da quel momento è fare ciò che la pena di morte impedisce ai condannati di realizzare:  poter diventare un uomo migliore ed ottenere il perdono, prima di tutto da se stesso, perché per primo ha ucciso ciò che amava. Ed ha scelto un genere semplice come quello della ballata, lontano dalla grandezza dei teatri e dalla pomposità della prosa, per raccontare rovina e crescita in un carcere tremendo.

Ed ogni uomo uccide ciò che ama,

Lo intendano tutti:

Lo fanno alcuni con bieco sguardo

Ed altri con parole carezzevoli,

Il vile con un bacio,

il prode con la spada!

– Epilogo della ballata

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