Offendere per vincere: le Roasting Competitions e il loro antenato Marziale

Siamo ormai nell’era del politically correct. Vietato usare molte parole, vietato offendere per alcuni motivi, vietato fare battute su alcune categorie. Verissimo, molti non rispettano queste convenzioni. Ma, nella maggior parte dei casi, questi soggetti ricevono pubblica indignazione e richieste di scuse, se non minacce.

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Ecco un’importante eccezione: il buon presidente degli USA, Donald Trump, non si è mai mostrato particolarmente favorevole al politically correct (USA report)

Eppure, proprio in questa cultura del rispetto, una delle ultime mode che ha preso prepotentemente piede negli USA è … la battaglia di insulti. In inglese, si chiama con diversi nomi, di cui forse il più azzeccato è roasting competition. Pur non avendo una precisa traduzione, “to roast” significa fare arrosto, quindi potete ben immaginare quale sia l’obiettivo della competizione.

Ma come si svolge il tutto? Il meccanismo è piuttosto semplice nella maggior parte dei programmi. Due concorrenti si fronteggiano, un microfono a testa e poco tempo sul cronometro (non più di qualche minuto). Vince chi riesce ad insultare nella maniera più fantasiosa, originale e profonda l’avversario. A decretare chi porta a casa il trofeo  solitamente è un’acclamazione del pubblico in sala, misurata attraverso un sicuramente preciso “rumorometro”.

Quanti format?

Una caratteristica interessante di questa nuova moda è la varietà. Non si tratta infatti di un singolo show che ha avuto talmente tanta fortuna da farsi copiare da decine di altri. Piuttosto, è un’idea che piace e che si è diffusa con tempi e modi diversi. Alcuni format hanno mantenuto l’idea che il discorso vada fatto rappando, anche se la maggior parte ha optato per il semplice costruire frasi, senza base né  rime. Sono molti gli show con dei giudici che parlano delle performances dei partecipanti, mentre altri si accontentano di un pubblico rumoroso.

Ma quanti sono i format in questione? L’elenco sarebbe chiaramente troppo lungo, tra tutte le trasmissioni in Tv e su Internet, private o pubbliche. Limitiamoci perciò a conoscere le più famose, anche attraverso qualche estratto video delle competizioni più accese.

  • Drop the Mic: lo show, nato come una semplice sezione del Late Night Show with James Corden, ha acquisito vita propria nel 2017. La sfida è una vera e propria battaglia rap, con un beatboxer professionista a creare la base, dei giudici e un continuo scambiarsi rime. Gli ospiti sono personaggi famosi provenienti da diversi ambienti, dallo sport, allo spettacolo, al gossip.

 

  • Roast Battle: questo stand-up comedy elimina la base, elimina le rime, elimina il ritmo. Rimangono solo due avversari, due microfoni e tanta cattiveria.

 

  • You look like: gli episodi di questo spettacolo live vanno in onda solo online, sul canale youtube di LOL network. Giovani comici si danno battaglia una frase per volta, e devono iniziare ogni periodo con “you look like”. Il perdente deve affrontare lo specchio della vergogna, in cui dovrà insultarsi da solo!

Ma non è che ci scordiamo qualcuno?

Pensando a tutti questi show, ci viene naturale pensare che siano delle novità. E, per buona parte, lo sono: la trasmissione online, la base rap, il pubblico i giudici. Ma quello che ci sta alla base, la capacità di ironizzare, anche con battute molto pesanti, sui nostri avversari, è un’abilità molto più antica di quanto si pensi.

Raffigurandoci gli autori antichi, è naturale sentirli piuttosto distanti da noi in molti aspetti: le abitudini di vita, il modo di pensare, l’umorismo. Se pensiamo ai personaggi romani e alle loro frasi famose, ci vengono in mente solo modi di fare teatrali, quasi troppo enfatici. Un po’ come se ogni parola fosse pronunciata alla “essere o non essere, questo è il problema”. Questo accade poiché il latino, sia per costruzione che per cultura, è la lingua dei dotti, un modo di parlare aulico e antico che, per noi, nulla a che fare con la quotidianità.

Sarà un po’ strano scoprire allora che uno degli esempi più antichi di abilità negli insulti … è proprio un autore di lingua latina. Si chiamava Marco Valerio Marziale, nato in Spagna intorno al 40 d.C. Tra le sue varie opere, ci sono arrivati ben 1561 epigrammi, cioè corti componimenti scritti per occasioni sociali, come matrimoni, funerali, cerimonie.

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Il viso serio di un gran comico latino, Marziale

Gli epigrammi satirici

Sicuramente i testi più famosi di Marziale sono proprio gli epigrammi satirici, cioè quelli che, un po’ seri e un po’ scherzosi, si burlavano di altre personalità. Risulta difficile stabilire se Marziale si rivolgesse a persone reali oppure no, perché è possibile che il poeta si riferisse a soggetti di cui non sappiamo nulla, come ad esempio suoi amici e conoscenti. Ma quello che interessa a noi è un’altra cosa: come se la caverebbe Marziale in una battaglia di insulti? Vediamo alcuni suoi componimenti per capirlo.

“Se ricordo bene tu, oh Elia, avevi quattro denti: due li spazzò via un colpo di tosse,e altri due denti li portò via un altro colpo di tosse.Ormai puoi tossire tranquilla tutto il santo giorno:un terzo colpo di tosse non ha più nulla di portar via”

“Se qualcuno crede che Acerra puzzi di vino bevuto il giorno prima, si sbaglia. Acerra beve sempre fino al mattino”

“Poco fa Diaulo era un medico, ora è un becchino: ciò che fa da becchino lo aveva fatto anche da medico”

“Il tuo cagnolino, oh Manneia, ti lecca il volto e le labbra: non mi stupisco, poiché ai cani piace mangiare la merda”.

Sì, magari per adattarsi al mondo di oggi a Marziale servirebbe un bel corso di rap di Eminem. Dovrebbe aggiornarsi su cosa succede nel mondo e quali sono i punti deboli dei suoi avversari. Ma, secondo me, spaccherebbe. Perché in queste frecciatine, si vede tutto l’acume di una mente che è pronta a cogliere le contraddizioni e le pieghe comiche della realtà, che è proprio ciò che si fa nelle roasting competition.

Ah, e se alcune battute ti sembrano vecchie … è perché le ha inventate lui.

Drop the mic.

Isaia Boscato

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