Nietzsche ha influenzato centinaia di artisti: scopriamo come leggerlo anche nelle canzoni di Elliott Smith

Chi non è mai rimasto incantato guardando l’orizzonte, almeno una volta nella vita, realizzando che forse l’esistenza non ha senso? È probabilmente così che Kant ha trovato l’ispirazione per scrivere la Critica della Ragion Pratica.


Sono infiniti i filosofi e gli artisti che nel corso dei secoli si sono scontrati con questa domanda e hanno cercato di dare delle risposte. Altrettanti davanti a questo grande interrogativo si sono detti agnostici o hanno appoggiato il nichilismo. In questo articolo vedremo come, non solo filosofi, ma anche registi e musicisti, hanno tentato di affrontare la questione.

Nichilismo

Quando si ha la fortuna di approcciarsi allo studio della filosofia in modo approfondito ci si imbatte velocemente nel tema del nichilismo. Chi sceglie di studiare questa materia all’università, o di affrontarla per passione non può evitare lo scontro col problema della caduta di ogni morale.
Nonostante Kant possa inizialmente convincere con l’affermazione “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”, il fascino di Schopenhauer, ma soprattutto di Nietzsche, non riesce a lasciare indifferenti.
L’intento stesso della filosofia è di eliminare pregiudizi e preconcetti, riflettendo sull’origine delle abitudini umane, che altrimenti inevitabilmente, nella rapidità della vita di tutti i giorni, passerebbero inosservate. Così facendo si giunge presto a realizzare che gli obblighi che sin da piccoli ci rimbombano nella testa non sono caduti dal cielo, il “non dover dire parolacce” non è dettato da una divinità superiore che ci incute timore, o meglio, se anche chi ci tiene al guinzaglio effettivamente ci spaventa, crescendo impariamo che a rigor di logica non avrebbe ragione di farlo.

Spinoza

Nietzsche non è però il primo filosofo a provare l’arbitrarietà della morale, egli affermò infatti di aver trovato in Spinoza un suo “precursore”:

“Ho un precursore e quale precursore! Io non conoscevo quasi Spinoza: per ‘istinto’ ho desiderato ora di leggerlo. Ed ecco che non solo la tendenza generale della sua filosofia è identica alla mia, (…) ma questo pensatore, il più abnorme e solitario, mi è vicino in sommo grado in queste cinque argomentazioni: egli nega il libero arbitrio; le cause finali; l’assetto morale del mondo; il disinteresse; il male. Anche se tra Spinoza e me restano enormi diversità, queste sono da attribuire soprattutto alla differenza dei tempi, della cultura della scienza”

Riducendo ogni evento ad un effetto naturale necessario, il filosofo olandese del “deus sive natura” deve certamente aver influenzato Nietzsche, giungendo alla conclusione che, in un mondo privo di libero arbitrio, i concetti di “bene” e “male”, non potevano avere fondamento.

Woody Allen

A detta di Nietzsche stesso, è stato Schopenhauer il primo a porre la fatidica domanda: l’esistenza ha un senso? Una volta distrutto il fondamento di ogni religione e in generale di ogni morale, l’uomo ha uno scopo, un motivo per cui continuare a vivere?
Proprio per aver posto questa domanda, Nietzsche riconosce a Schopenhauer grande merito e lo eleva al di sopra di tutti quei filosofi che aveva negativamente etichettato come “tedeschi”. Hegel è considerato il filosofo tedesco par excellence, poiché -contro il pessimismo di Schopenhauer- sostenne l’esistenza di un sesto senso, il senso storico, tentando “di persuaderci della divinità dell’esistenza”.
Woody Allen, nel film “Amore e Guerra” è forse riuscito meglio di chiunque altro a riassumere il problema del fondamento della morale, rompendo il ghiaccio già nelle prime scene, mostrandoci senza veli l’intenzione del film: affrontare le grandi questioni filosofiche tentando, spesso in modo assurdo, di applicarle alla vite di persone comuni.

“Sonja e se Dio non esistesse?”
“Boris Dimotrovic, stai scherzando!”
“E se fossimo solo un branco di gente assurda che corre intorno senza nesso o ragione?”
“Ma se non esiste Dio, la vita non avrebbe alcun significato. Perché dovremmo continuare a vivere? Perché non suicidarsi?”
“Be’ non facciamo gli isterici. Mi potrei sbagliare, io oggi mi uccido e domani Lui concede un’intervista”

Elliott Smith

Nell’album “Either/Or” del 1997 compare la canzone “Ballad of Big Nothing”, in cui Elliott Smith racconta di un ragazzo, con cui l’ascoltatore subito empatizza, che seduto sul divano aspetta il fratello, sperando che questo gli dica cosa fare.

“You’re sitting around at home now waiting for your brother to call”

Ma una volta entrato in casa è disilluso, notando la stanchezza nei suoi occhi.

“I saw him down in the alley
Having had enough of it all

Il fratello minore diventa il classico studente di filosofia, che si approccia ad un filosofo nuovo con grande speranza, aspettando, pagina dopo pagina, che il grande pensatore appaia davanti ai suoi occhi, riuscendo finalmente a illuminare lo studente con quelle parole magiche capaci di risolvere ogni problema. Troppo spesso, però, lo studente, come il fratello minore, rimane disilluso, comprendendo che ogni risposta non porta altro che infinite nuove domande.
Proprio per questo Nietzsche, sin dal liceo, è tra i filosofi preferiti degli studenti, perché consiglia di abbracciare la finitezza umana, accettare il caos e imparare a vivere il presente.

“Said you can do what you want to whenever you want to
You can do what you want to there’s no one to stop you

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