Musica e vita, un legame indissolubile spiegato da “Mamma Mia” e Platone

La musica, da sempre, rende più leggera la vita. Scopriamo questo connubio tra Platone e Mamma Mia.

Mamma Mia è uno dei musical più amati e conosciuti di tutti i tempi, con le fantastiche colonne sonore degli Abba ci insegna che la vita è la più dolce melodia su cui cantare.

UN MAGICO DUO: MUSICA E VITA

Mamma Mia è un film – musical del 2008, basato sulle canzoni degli ABBA e prende il titolo proprio da un brano della famosa band. È ambientato in una stupenda isola greca, e incentrato sulla stupefacente vita della proprietaria di un hotel, Donna, che ha una figlia, Sophie, una dolce ragazza che sta per organizzare le sue nozze. Ma ad un tratto sorge un dilemma: chi è il vero padre della ragazza? Lei ha da sempre voluto conoscerlo ma non è mai riuscita a trovarlo tra i tre amori giovanili della madre. Pochi giorni prima del matrimonio, dopo aver ricevuto l’invito, tutti e tre si presentano sull’isola, e da qui la storia entra nel vivo. Accompagnati dalle allegre melodie degli ABBA i protagonisti vivono delle avventure divertenti e dolci insieme, col mare da sfondo e l’allegria che si trasmette dallo schermo. Cantare dei guai: è questo il motto di tutti i personaggi. Non c’è peso che non possa essere alleviato da una canzone, allegra o malinconica che sia. Tra una coreografia e un balletto la matassa si dipana, la verità si scopre e ovviamente c’è un lieto fine: vince l’amore. Un film, riadattato da un musical, che è in grado di trasmettere leggerezza, temerarietà, voglia di vivere e dolcezza insieme, perché, come dice una famosissima canzone presente nel film:

Puoi ballare, puoi scatenarti, goderti la tua vita

Proprio la tua vita, quella che ti appartiene, e Mamma mia ci insegna come renderla unica: vivendo ogni giorno come se esistesse solo il sole, il bello, l’amore.

PLATONE E LA MUSICA

Se la musica diventa oggetto della Ragione e non dei Sensi allora diventa una Forma Altissima di Sapienza e si avvicina alla Filosofia

Platone ama la musica, la reputa un’estensione intellettuale in grado di elevare l’animo umano al massimo punto: quello della piena conoscenza. Ma se la musica viene privata della sua accezione più alta, ovvero la capacità di essere formata e guidata dall’intelletto, scade nel patetico e perde la sua autenticità. Per Platone la musica doveva mantenere il suo valore di Legge e il suo vero scopo: educare. Educare al bello, alla vita, all’amore per ciò che è bello e vitale. Solo così si raggiunge la conoscenza vera e ricca di cui è pregna la nostra esistenza, che in questo modo non è mai misera. Il musicista ha su di sé una grande responsabilità: è in grado di educare gli animi giovani, ma anche di corromperli, in base all’uso che fa della sua maestosa arte.

CIO’ CHE LA MUSICA E’

La musica è una luce morale. Essa dona un’anima ai nostri cuori, delle ali ai nostri pensieri. Uno sviluppo all’immaginazione. Essa è un carme alla tristezza, alla gaiezza, alla vita, a tutte cose

Nella società, di ieri e di oggi, la musica non ha mai perso il suo ruolo centrale, di perno, di importanza metodica. La musica ci insegna la leggerezza, che troppo spesso dimentichiamo di possedere nelle nostre vite frenetiche. Ci insegna l’allegria che risiede in noi anche quando la perdiamo. Ci insegna anche la tristezza, come usarla a fin di bene, come farla evaporare attraverso le note. Fare buon uso di ciò che risiede nel cuore, null’altro. Quello che dovremmo augurarci e desiderare dalla vita alla fine è ciò che di più semplice possediamo: essere, per sempre, padroni di una fantastica melodia.

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