Il Superuovo

Morire per apparire: problema dei social o innato nella società? Rousseau potrebbe avere la risposta

Morire per apparire: problema dei social o innato nella società? Rousseau potrebbe avere la risposta

È di poco fa la notizia di una bambina di 10 anni anni trovata impiccata con una cinta al bagno, si pensa sia per una sfida social. 

Negli scorsi giorni abbiamo assistito al consumarsi di un’altra tragedia per via dei social. L’ultima vittima è una bambina di 10 anni di Palermo trovata morta in casa, si suppone per una sfida di soffocamento diventata virale su tik tok.

Un’altro episodio legato ai social network

La sorellina di Antonella S., la bimba di 10, ha raccontato agli inquirenti che la sorella maggiore avrebbe “fatto il gioco dell’asfissia” già una volta ma che quel tentativo era sfumato. Rimangono aperte le indagini mentre molti si chiedono come sia possibile una simile tragedia a causa dei social network.
Si potrebbero fare molti discorsi sull’uso dei minori di queste piattaforme, sul ruolo delle istituzioni sul web o su cosa spinge alcuni, giovanissimi in genere, a fare sfide così estreme “solo” per apparire anche a costo di rischiare tutto. Sicuramente la giovane età è complice di una noncuranza delle conseguenze e quindi di una tendenza a sottovalutare alcune situazioni, ma questa necessità di mettersi in mostra da dove deriva? È figlia dell’epoca contemporanea o è insita in noi?

La risposta di Jean Jacques Rousseau

Per Jean Jacques Rousseau è figlia dei tempi ma in un senso più ampio. Secondo il filosofo ginevrino la civiltà ha prodotto la corruzione e la decadenza dell’uomo, costretto ad adeguarsi a un sistema di apparenze. Il problema sembra celarsi nella società e per Rousseau questa divisione tra essere e apparire crea nell’uomo un’estraneità a se stesso e ai proprio simili e l’unico modo per liberarsi di questo elemento innaturale è proprio quello di ritornare ad uno stato più naturale conservando solo alcuni tratti positivi della civiltà e diventando così quello che potremmo identificare con il termine di “Buon selvaggio”. Esprime questo concetto di estraneità nel suo “Discorso sulle scienze e sulle arti” e aggiunge che l’uomo è diventato un essere “opaco”, estraneo a sé e ai suoi simili, e non osa più mostrarsi per quello che è.

La soluzione del filosofo

La contrapposizione tra essere e apparire torna al centro del secondo “Discorso sulle origini della disuguaglianza degli uomini“, che definisce il concetto di stato di natura. Quale strumento di indagine consente di cogliere le tracce dell’uomo naturale dietro le apparenze dell’uomo civilizzato, dunque artificiale? Secondo Rousseau lo strumento non deve essere la ragione o la scienza, bensì il sentimento, inteso come capacità di fissare lo sguardo entro se stessi. Proprio le emozioni e i sentimenti consentono all’uomo di discernere il bene e la verità, di ritrovare l’autenticità dell’io. Nella società contemporanea l’individuo è infelice; per questo Rousseau afferma la necessità di ritrovare se stessi nello stato naturale, nella semplicità e nella solitudine. Non si tratta di un anacronistico ritorno a un inesistente stato primitivo, ma di un punto di partenza per individuare come sia possibile riformare la società, creare una società più nuova e più giusta.

 

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