L’indifferenza opera passivamente e crea distruzione: tra Gramsci e Fahrenheit 451

Antonio Gramsci illustra nel libro Odio gli indifferenti il male causato da questo atteggiamento. Anche in Fahrenheit 451 si osserva questa forza divoratrice, che lascia il protagonista tra cenere e speranza.

 

Attraverso un’analisi morale Gramsci cerca di riprendere il senso della storia, ormai corrotto dal fatalismo. Allo stesso modo nel romanzo distopico di fantascienza scritto da Ray Bradbury vi è l’invito a non ignorare la realtà, perché riguarda e appartiene a tutti.

Perché Antonio Gramsci odia tanto gli indifferenti

Gramsci fu un filosofo e politico italiano, nel suo libro invita tutti i lettori a porre attenzione alla parola responsabilità. Chi vive davvero, dice, non può non essere cittadino e parteggiare in quanto è un’esigenza che nasce da una curiosità intellettuale. L’indifferenza non è che vigliaccheria, un lasciar fare agli altri, quando piuttosto occorre prendere coscienza di se stessi domandandosi e se il mio intervento avesse potuto far la differenza? Odia gli indifferenti perché incolpano il caso, come se il male e tutti gli avvenimenti fossero una specie di terremoto sul quale l’essere umano non può far nulla. L’indifferenza non ha nulla di innocente, perché essa opera ma passivamente. Quando egli dice vivo e sono partigiano non intende designare un orientamento politico ma uno stile di vita, ovvero non abdicare alla propria volontà contribuendo alla vita collettiva. Il fatalismo è solo il piagnisteo di quelli che chiama gli eterni innocenti, che sono rimasti a guardare.

Gli uomini libro costretti a bruciare libri

La vicenda di fahrenheit 451 è ambientata in un futuro remoto super tecnologico gestito da un governo oppressivo. La società per quanto avanti è imprigionata in regole rigide, le persone però non reagiscono, non se ne rendono conto o perché tutto scorre velocemente o perché tutti devono avere sempre qualcosa da fare. Nonostante ci sia tensione, uno stordimento da parte dei media che danno informazioni fasulle e la sorveglianza dittatoriale, il protagonista Guy Montag si sveglia dal letargo. Egli è un pompiere e il suo compito è di bruciare ogni libro e ogni rivista, perché è vietato leggere. In questa visone l’incendio si procura, la carta infatti brucia alla temperatura di fahrenheit 451. Grazie all’incontro con una ragazza un po’ matta Clarisse egli prende atto della sua vera vocazione. Si accorge di essere sposato da tanti anni con Mildred non sapendo realmente chi ella sia. Pian piano si sveglia la curiosità in lui di leggere ciò che brucia e tra varie peripezie grazie all’aiuto del Professore riesce a scappare dalla città, trovando così il suo posto tra i nascosti uomini-libro, che sono costretti a imparare i libri e a bruciarli. Infatti tutti loro sono ciò che leggono e chi leggono, solo così il patrimonio può essere preservato, nelle loro menti.

Come liberarsi dal muro dell’indifferenza

Montag è uscito da quel lungo letargo perché non era solo. Grazie agli altri due personaggi egli trova la forza di ribellarsi al sistema. In generale nel romanzo tutti vivono credendo di essere sereni in quanto bloccano sul nascere ogni interazione. Andando avanti diventa passività e allora si entra in una fitta nebbia. Qui però anche se in minoranza, la resistenza c’è. In questo romanzo, più che terrore nei confronti del sistema dittatoriale, si inquadra la negligenza dei non cittadini, ribadita a gran voce da Gramsci. Essi sono così immersi nella realtà che non riescono a staccarsi, non provano nemmeno timore in quanto lo evitano. La loro negligenza in ogni caso segna la distruzione della stessa città. Infatti il libro si conclude con la città rasa al suolo da un ordigno nucleare. Che la proiezione di una guerra nucleare sia l’esito di tanta passività? La speranza che ci lascia Bradbury con gli uomini libro è che possa risorgere dalle ceneri, come una fenice, una nuova società libera e saggia fondata sull’unica ricchezza, nonché la cultura.

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